Viaggi

Basilicata Tales: l’altopiano di Santo Jaso

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IMG_6152.JPG E’ una afosa domenica di Agosto e decidiamo di andare al Santuario di Maria Santissima di Servignano che si trova sull’Altopiano di Santo Jaso, nel comune di Montemurro.

Ci troviamo nella bellissima Val d’Agri, in provincia di Potenza (Basilicata), e sono zone in cui gli abitanti vivono un forte sentire religioso. Questo santuario, la cui leggenda vuole che sia stato costruito per volere della Madonna, si trova in un luogo arido ma carico di un fascino incredibile.IMG_6157.JPG

Dalla SS598 “Fondo valle d’Agri” si svolta verso Montemurro e, dopo pochi km di salita, si arriva all’abitato. Proseguiamo, in direzione Viggiano, e subito dopo aver superato il cimitero del IMG_6205.JPG paese, svoltiamo a destra per una stretta mulattiera asfaltata che sale sul monte.

Si arriva al Parco Eolico “Vento di Montemurro”, decine di enormi pale eoliche spalmate sulla sommità della catena montuosa sovrastante. IMG_6166.JPG

Si prosegue lungo la stretta strada, asfaltata, che serpeggia sulle pendici del monte attraverso la gialla radura punteggiata di cardi ed arbusti spinosi.

IMG_6163.JPG Pochi km dopo si entra in una pineta, verde e fresco parco che circonda il santuario. Era il giorno della messa e già moltissimi fedeli erano già presenti. Mentre i miei compagni di avventura si intrattenevano per assistere alla funzione religiosa, decido di approfittarne per fare una bella passeggiata lungo la IMG_6173.JPGstrada che ci riporterà verso valle. Siamo ad oltre 1000mt di quota e l’aria è fresca. Il panorama tutto intorno a me è sublime e lo sguardo spazia dalla Val d’Agri alla vicina valle del Sauro. Il traffico è inesistente, se non per i pochi ritardatari che si affrettano per la messa di mezzogiorno al Santuario.

IMG_6184.JPG Mi incammino, sotto il sole, inebriato dai bellissimi scorci naturali a cui posso assistere gustandomi, nel silenzio e nella pace della solitudine, questo paradiso naturale.IMG_6183.JPG

Il paesaggio è brullo ed arido, in netto contrasto con il verde smeraldo della valle sottostante. Mandrie di vacche e capre al pascolo punteggiano di bianco la radura color giallo oro, con l’aria infestata da insetti di ogni tipo che si lanciano addosso senza tregua.

IMG_6180.JPG Sul cielo, sopra di me, alcuni falchi volteggiano lenti, impegnati nella caccia quotidiana per la sopravvivenza. I loro richiami sono l’unico rumore che, insieme al vento, mi accompagna lungo questa mia passeggiata sull’altipiano di Santo Jaso.

 Link all’album fotografico completo

La Madonna

Processione delle Cente a San Martino d’Agri

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In questo piccolo comune di poche migliaia di abitanti adagiato sulle pendici del Monte Raparo, nella Val d’Agri in Basilicata, il 19 e 20 Agosto è la Festa di San Lorenzo, il Santo Patrono del paese. E’ una ricorrenza molto sentita dalla popolazione, con una festa che inizia con la processione del 19 Agosto e termina il giorno dopo con ospiti ed spettacoli importanti. La caratteristica particolare di questa festa è, appunto, la processione di apertura, in cui la statua della madonna viene traslata dalla cappella “Santuario della Madonna della Rupe” sulla vetta del Monte Raparello (di cui ho già parlato in questo post) e portata, rigorosamente a spalla, fino alla chiesa in paese, lungo un tragitto di circa 7Km.

Nulla di che se non fosse per le Cente, delle specie di opere realizzare con le candele, dedicate alla Madonna, ed addobbate come se fosse un vestito da sposa. Queste cente, del peso di circa 60Kg, vengono portate sulla testa da donne, ragazzi e persone anziane (a turni) lungo tutto il tragitto.

Dopo aver sentito per diversi anni parlare di questa particolare processione, quest’anno -in occasione delle mie ferie estive dai suoceri- decido di non perdermela così mi organizzo e chiedo in giro per sapere l’orario di partenza della processione.

Arriviamo al Santuario sulla vetta di Monte Raparello alle 17:00, orario che mi era stato indicato come inizio della processione. Purtroppo il parroco, per quest’anno, ha deciso di anticiparne la partenza così arriviamo a processione già iniziata da circa un’ora.

Vediamo un magro stuolo di persone nella strada sottostante, a circa 2km in direzione del paese di San Martino. E’ una giornata limpida di sole e, anche se in montagna, è caldo ed il sudore cola sulla fronte. Tuttavia sono più che determinato a calarmi nell’atmosfera festosa e mistica della processione, così mi faccio accompagnare più in basso e mi mescolo alle poche persone presenti, in cammino verso il paese più a valle.

Alla testa della processione il gonfalone comunale, seguito da quattro bellissime cente che anticipano la Madonna, portata a spalla dagli uomini del paese che si danno il cambio, matidi di sudore, sotto il caldo sole estivo.

La centa è una sorta di altarino, preparato in casa artigianalmente, costituito da una gabbia di candele poste a formare una chiesetta, all’interno della quale si inseriscono alcune immagini sacre della Madonna.

Dietro la Madonna, un nutrito gruppo di donne intona canti ed inni alla Madonna, mentre la processione procede in un reverenziale silenzio verso valle.

Ogni Km circa, lungo la strada, sono state installate delle piattaforme in cemento dove viene posata la Madonna per far riposare le persone esauste sua dalla fatica che dal caldo. Queste pause sono l’occasione, per gli astanti, di ballare canti popolari al suono stridulo delle zampogne. Sono i portatori delle cente i primi a fare sfoggio delle loro capacità atletiche e della loro devozione, ballando con queste bellissime opere adagiate sulla testa con una agilità inaspettata.

L’atmosfera è carica di gioia ed è incredibile i sacrifici che queste persone semplici sono disposte a compiere in onore del loro patrono e della Madonna, da sempre celebrata in ogni angolo della Basilicata.

La prima fermata ufficiale della processione è a San Pietro, una frazione subito sopra San Martino, dove la Madonna viene adagiata per circa un’ora nella chiesa di nuova costruzione ed i fedeli possono lasciare il loro obolo in onore del Santo Patrono.

Poco prima di San Pietro c’era la banda, in attesa della processione, e l’accoglienza in paese è stata al ritmo della tradizionale musica orchestrale. In paese il Sindaco, il Vigile Urbano ed altre autorità hanno accolto il parroco e la Madonna.

Sono già le 19:00 circa.  Le cente ed i portatori ne approfittano per riposare, mentre il sole ormai tramonta dietro il Monte Raparo. L’aria è calda ma l’atmosfera di festa rende il clima sopportabile, anche dopo la camminata di 7 km lungo la strada scoscesa che porta dal santuario al paese.

Dopo circa un’ora, verso le 20:00, la processione riparte alla volta di San Martino. Inizia ad imbrunire e moltissimi fedeli si sono uniti al magro gruppo iniziale, formando una lunga catena umana dietro le cente e la Madonna.

Intanto nel paese di San Martino si accendono le immancabili luminarie, delle decorazioni in legno a forma di arco, addobbate di lampadine colorate, installate lungo la via principale e davanti alla Chiesa.

In paese le persone più anziane ed i curiosi sono agli angoli della strada, facendosi il segno della croce al passaggio della statua lignea e donando qualche euro per la Chiesa.

La processione termina alla Chiesa madre di San Martino, dove la Madonna viene tenuta fino all’ultima domenica di Maggio quando viene effettuato il percorso inverso, ovvero viene riportata al Santuario sulla vetta del Monte Raparello.

E’ stata una giornata faticosa, iniziata alle 17:00 e terminata alle 21:00 circa. Sono esausto ma ne è valsa davvero la pena ed anche le foto ripagano ampiamente la fatica ed il sacrificio.

Area di Sosta per Camper

Weekend a Viareggio

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Partiamo venerdì pomeriggio, più o meno alle 18:00, in direzione Viareggio per un rilassante weekend in camper con la nostra labrador, Margot. Devo precisare, prima di inizare il racconto, che siamo dei turisti un pò anomali ed alquanto complicati: camper+cane, un mix micidiale !

PArea di Sosta per Camperrendo la SI-FI e poi taglio da San casciano, sulla SP12, per Ginestra Fiorentina da dove mi immetto sulla Sgc FI-PI-LI in direzione Pisa. Dalla città della Torre Pendente a Viareggio sono circa 15 Km. Arriviamo alle 21 circa e già il centro della città del carnevale è intasato di auto e motorini che sfrecciano all’impazzata ovunque vi sia un varco. Capisco che trovare parcheggio non sarà affatto facile. All’area di sosta sulla Darsena, infatti, c’era il Luna Park così è stato necessario optare per una zona diversa e più tranquilla.

Dopo un lungo e noioso giro nel traffico lungo Viale Buonarroti in direzione Forte dei Marmi, uscendo dalla zona calda vediamo degli spiazi a ridosso di un parco sotto dei pini, all’incrocio con Via Zara: ottimo, ci fermiamo quì (solo la mattina dopo scoprirò che non ci potevamo assolutamente sostare !).

Dopo una veloce cenetta in camper, usciamo per due passi sul famoso lungomare di Viareggio, luogo principe della movida notturna toscana e, quest’anno, particolarmente famosa come luogo di villeggiatura dei vip italici !

Beh, che dire, tanta enfasi mediatica ha provocato solo una bella delusione: i viali erano semideserti, tante coppie attempate e famigliole. Nulla di entusiasmante. Sarà stata la tromba d’aria del giorno prima a far desistere tanti villeggianti ? La stanchezza della settimana lavorativa inizia a farsi sentire: meglio dormirci sopra…

L’indomani decidiamo di fare due passi e vedere com’è la situazione per il mare. Una parola sola: vergognoso. L’intero lungomare è un susseguirsi di stabilimenti balneari ed i rari accessi alla battigia, di proprietà demaniale, sono utilizzati a mò di deposito dagli stabilmenti stessi. La spiagia libera, poi, è l’apoteosi del ridicolo: una lingua di sabbia larga all’incirca 50mt, superaffollata, dove non puoi neanche piazzare l’ombrellone.

La situazione per quanta riguarda la presenza canina è la seguente: il Comune di Viareggio ha ratificato la Legge Regione Toscana, n° 59/ del 20 ottobre 2009 che permette l’accesso dei cani nelle spiagge libere. Difatti i cartelli di divieto sono stati oscurati. Peccato che la spiaggia libera di cui sopra -la lingua di 50mt, per capirsi- si trova nel Comune di Camaiore, cinofobo, tanto che si può accedere alle spiagge libere con l’amico a 4 zampe solamente dalle 21:00 alle 8:00 di mattina. Insomma, la fortuna è che non abbiamo incontranto alcun vigile altrimenti ci toccava pure la contavvezione !Marina di Torre del Lago

Decidiamo di cambiare zona e puntiamo, lungo la costa, verso sud. Andiamo a vedere la situazione a Torre del Lago, una nota località balneare famosa per la forte presenza di omosessuali. All’APT ci indicano una lunga porzione di spiaggia libera sopra il Bagno Le Dune, a cui si accede o attraverso la pineta o parcheggiando -parcheggio vietato ai camper- sulla costa (a pagamento).

Troviamo da parcheggiare, gratuitamente, lungo Viale dei Tigli (solo sul lato destro in direzione Viareggio) e traversando la pineta (circa1,5 Km di strada, 15 minuti a piedi), si raggiunge la spiaggia libera.

Grande delusione anche nella pineta, che sarebbe un parco naturale: spazzatura ovunque !

La spiaggia è una lunga lingua di sabbia, abbastanza affollata, dove ci sono tantissimi legni con cui costruirsi capanne e ripari dal sole.

Poco più giù c’è anche un bar con le docce (sconsiglio fortemente il Bar…3,5€ per una schiacciatina con pomodoro e mozzarella !).

L’acqua non era male ed anche Margot si è divertita tantissimo a fare il bagno e nuotare. Sulla spiaggia vi è una forte presenza omosessuale, soprattutto maschile. Tuttavia non vi sono stati problemi di alcun tipo ed, anzi, è molto più tranquillo e rilassante che nelle spiagge dove ci sono le famigliole.

Margot ha preso, come al solito, una marea di complimenti :-)

Dopo una bella giornata di mare sulla spiaggia, abbiamo cercato un posto tranquillo dove fermarsi e passare la notte con il camper. Viale dei Tigli sembra tanto una di quelle strade decisamente troppo transitate per poter riposare bene, così ci spostiamo verso l’interno trovando un posticino dove dormire lungo una parallela alla periferia di Torre del Lago, a 10 minuti a piedi dal centro. Infatti l’area di sosta indicata dal comune è -praticamente- un campeggio e non volendo pagare per dormire (non avevo bisogno di nulla), trovo abbastanza antipatico questo modus operandi delle amministrazioni locali (l’aera di sosta dovrebbe essere sempre gratuita !).

La sera usciamo per mangiare alla Sagra del Cacciucco in Piazza della Pace a Torre del Lago. Anche quì mi permetto due osservazioni: c’era la fila, stile self-service, dove prendere i piatti (buona l’orata al forno ed abbastanza buona anche la frittura, bocciato il caciucco alla viareggina !) mentre per l’acqua ed il vino c’era una stand separato dove fare una seconda fila ! In più, e questo vorrei capirlo, la gabella di 1€ per il coperto…ma non era una sagra ?

L’indomani torniamo a parcheggiare sul Viale dei Tigli ed andiamo nuovamente sulla spiaggia libera. Passiamo una piacevole giornata ed anche il viaggio di rientro procede senza complicazioni sorta (stavolta passiamo da Empoli, lungo la SR 429).

Considerazioni finali del weekend:

  • Un plauso al Comune di Viareggio per l’accesso dei cani alle spiagge libere, un pò meno per l’accoglienza dei camper.
  • I prezzi sono abbastanza alti per i servizi offerti.
  • Il target di utenza, per Viareggio, è famiglie ed anziani. Dove sono i giovani ?
  • A Torre del Lago vi è una forte presenza gay: se vi danno fastidio (a noi proprio no) evitate la zona.
  • La spiaggia libera di Torre del Lago è tranquilla ed informale.
  • Per i cani non ci sono problemi di sorta, se non qualche sporadico idiota intollerante (di fatto, tali presenze sono diffuse un pò ovunque).

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Pasqua in Basilicata

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Anche quest’anno sono andato in Basilicata per i pochi giorni di relax Pasquali. Se non fosse per i 615Km di autostrada andrei in Basilicata molto più spesso perchè penso che sia davvero una splendida regione. In particolare rimango sempre sorpreso dalla quantità e varietà di colori in ogni stagione dell’anno. A primavera, in questo periodo, una infinita palette di colori verde, rosa, bianco predomina nelle valli lucane, incastionate nel bianco, marrone e grigio dei monti circostanti. Insomma, come dirrebbero gli inglesi, absolute stunning !

Tralasciando le libagioni pasquali, con prelibatezze di ogni genere (a partire dalla fucazzola, un pane a forma di ciambella assolutamente delizioso !), passiamo alla scampagnata di pasquetta.

Quest’anno ho convinto moglie e suoceri ad andare a Matera, fermandosi a visitare Craco (che rimane proprio sulla strada) e ne è davvero valsa la pena !

Craco è un paese fantasma, abbandonato dopo una frana nel 1963 e divenuto, per questa sua particolarità, set cinematografico di alcuni film. In più si trova sulla sommità di un alto colle da cui si domina tutto il panorama circostante…ed è davvero bellissimo !!!

Dopo la visita di Craco siamo andati a Matera, che dista circa 50Km, per visitare gli omonimi Sassi di Matera, sempre bellissimi ed affascinanti. In più questa volta siamo stati anche a visitare il Parco della Murgia materana, che si trova al di là della gravina (il crepaccio) nelle cui pendici sorge la città. In questo parco si possono visitare le abitazioni preistoriche e godersi panorami assolutamente mozzafiato: certo che Pasolini aveva scelto queste zone per il set del suo fil “Il vangelo secondo Matteo” !!!

Weekend a Ljubljana

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Per tutti i curiosi, ho appena terminato il racconto -con le foto- del nostro ultimo viaggetto di 4 giorni a Ljubljana. Clicca quà per leggerlo.

L’idea originaria era di passare qualche giorno a Praga ma, a causa di alcune ferie non concesse, il budget dei giorni si era ridotto fino a 4. Così abbiamo deciso di lasciar perdere Praga ed optare per una destinazione più vicina. Cerca cerca su Internet, ecco che spuntano fuore le terme di Bled, in Slovenia. Guardo le foto “Beh, mica male !” ed inizio a girellare per saperne di più. Alla fine decidiamo, con la moglie, di andare a Lubiana e, magari, passare un giorno di relax alle terme di Bled (cosa che, alla fine, non abbiamo fatto !).

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Milano

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Questo weekend sono stato a Milano. A differenza di Parigi, romantica e melanconica, o di Roma, spumeggiante ed italica, Milano mi ha dato la sensazione di una città ricca di contrasti, sociali e culturali. Ho cercato, con la mia fedele macchina fotografica, di ritrarre quella che è la mia visione di questa città. Alcune foto sono state ritoccate in postproduzione: crops, seppiature, b&w per cercare di ricreare quelle che sono state le mie sensazioni passeggiando per questa città.

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Giro in Tuscia

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Ieri, complice una bella giornata di sole e la moglie impegnata ad un corso, decido di apprfittarne per fare un bel giro in moto. Era tanto che non mi facevo una bella cavalcata con la mia VFR, così porto Margot dai nonni e mi preparo per la gita. Come per ogni gita Pinassi che si rispetti, decido la direzione e cosa mi piacerebbe vedere: il resto lo lascio al caso ed alla voglia. Così parti, direzione sud, sulla SS2 Cassia, deciso a visitare Civita di Bagnoregio, che avevo visto (neanche troppo nel dettaglio) essere dalle parti del lago di Bolsena. La temperatura è l’ideale: 20°-22°C. Nella giacca di pelle si sta magnificamente ed il 4 cilindri della mia VFR è in piena forma. Che goduria !

IMG_0820 Lungo la Cassia passo, tra Torrenieri e San Quirico d’Orcia, da uno degli scorci più fotografati della Toscana: il gruppo cipressi sulla collina. In tanti anni, e tante volte che ci passo, non mi sono mai fermato a fare uno scatto: beh, questa volta decido di fare anche io la mia bella foto !

Dopo molte bellissime curve, ed una quasi totale assenza di traffico, arrivo nella bellissima e lunare Val D’Orcia, con dei panorami surreali sulle colline aride e steppose dei campi di grano falciati ed arati.

Ancora qualche km e lascio la valle. Il paesaggio inizia a cambiare, tra calanchi di grigia creta, pascoli e boschi di quercie. Scorgo, sulla mia sinistra, il torrione della Rocca di Radicofani, circondato dai verdi cipressi, in un severo e spettrale bouquet che riporta indietro nel tempo. Radicofani è un posto bellissimo, ma la mia direzione è un’altra e non voglio perdermi subito.

Arrivo in prossimità di Celle sul Rigo, luogo assolutamente anonimo se non per una triste casualità: si trova sulla Cassia e l’amministrazione comunale ha deciso di renderlo famoso per le contravvezioni da autovelox (attenzione all’auto dei VV.UU. posteggiata sulla banchina stradale, con tanto di C-104 ben visibile).

Poci km dopo entro nel Lazio, con il Parco Naturale di Monte Rufeno e la cittadina di Acquapendente. Decido di entrare nel centro storico per vedere questo paese tutto di tufo (il materiale da costruzione locale) e mi accorgo che è molto interessante e carino. In futuro varrà la pena una sosta più lunga.

Poco dopo Acquapendente, ad un bivio, noto il nome Torre Alfina. Mi incuriosisce così svolto sulla sinistra ed inizio -uffialmente- il mio vagabondare per le campagne altolaziali.

Arrivo poco dopo in questo splendido borgo costruito in pietra grigia vulcanica, dove si tengono diverse manifestazioni tra cui l’infiorata (abbastanza comune in Toscana).

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In uscita da Torre Alfina, tornando verso la statale, al bivio due cartelli in direzioni opposte recitano: Castel Viscardo e Castel San Giorgio, ambedue distanti 6Km. Secondo voi qual’è il nome che ha attirato di più la mia curiosità ? Ben, ovviamente Castel Viscardo, così giro l’anteriore verso est e mi avventuro per questa nuova strada.

Sinceramente Castel Viscardo non mi è piaciuto: un classico borgo, neanche particolarmente affascinante, con la villa patronale ed il resto degli abitanti nel crinale sotto di essa. La villa (che poi scopro chiamarsi Castello di Madonna – da Wikipedia)  ha, curiosamente, un fossato lungo il suo perimetro. Gli dedico qualche scatto, più per dovere di cronaca che altro.

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Proseguo la mia avventura arrivando all’ennesimo bivio (in realtà era una rotonda) ed un cartello ad attirare la mia attenzione: Monterubiaglio a 3Km. Accanto però, in direzione diversa, spiccava un bell’Orvieto a 12Km. Ok, andiamo a vedere Monterubiaglio e poi approfittiamone per visitare Orvieto: quante volte sono passato dall’A1, tratta Bettolle-Roma, vedendo Orvieto lassù, in coma a quel cocuzzolo di tufo rossastro, e mi son detto: prima o poi devo andare a vedere che c’è !

Monterubiaglio è carino. Nulla di particolare, per carità, un tranquillo e piacevole paesino abbarbicato sulla cima di una collina le cui origini, abbastanza scontate, sono quelle di castrum a difesa del limes sottostante. Qualche scatto è d’obbligo:

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La gita è continuata seguendo le indicazioni per Orvieto, dove sono arrivato qualche decina di minuti dopo. Devo dire che è impressionante vedere questoa specie di altopiano di tufo rossastro con una intera città costruita in cima, dotata pure di IMG_0845possenti fortificazioni (come se non fosse stata abbastanza difesa dalla posizione…). Purtroppo però non sono riuscito a trovare parcheggio, neanche per fare una breve passeggiata. Alla fine ho scattato una sola foto, nella piazza centrale di Orvieto. La città è costruita, per lo più, in tufo e pietra ed alcuni palazzi sono veramente bellissimi. Sicuramente vale la pena una visita più approfondita ! Tornerò in futuro…

A questo punto decido di affidarmi al GPS per trovare la strada verco Civita di Bagnoregio. La strada SS71 si inerpica su una collina ad est di Orvieto, dalla quale si IMG_0846può godere di uno splendido scorcio della cittadina. Ho fatto una breve sosta ad una specie di terrazza-bar chiamato “Belvedere” per gustarmi, appunto, il belvedere di Orvieto. Ad un certo punto un bivio sulla sinistra attira la mia attenzione: Tomba Etrusca Hescanas, a 1.6Km. Potevo reprimere la mia morbosa curiosità e non andare a vedere questa tomba ? No, certo che non potevo. Così svolto verso Porrano e mi fermo a visitare questa tomba, immersa in un bosco di lecci e noccioli. Purtroppo, come gran parte delle cose interessanti, era chiusa al pubblico !IMG_0847 O, meglio, per visitarlasi dovevano contattare due numeri telefonici e mi immagino con quanta solerzia e dedizione avrebbe dimostrato il povero addetto in questo sabato pomeriggio di fine estate. Decido così di lasciar perdere qualsiasi proposito di visita e mi accontento di una sbirciatina dall’esterno.

IMG_0848IMG_0849 Riprendo il cammino, direzione Bagnoregio, sempre su questa strada. Poce centinaia di metri dopo la sosta alla tomba etrusca ecco un’altro edificio che attira la mia attenzione: una specie di piccola fortezza in tufo rossastro, ove campeggia la scritta Castel Rubello. IMG_0850IMG_0851Subito dopo il paesino di Porretta, dove mi sono -come al solito- infognato con la moto, trovandomi incastrato in un vicolo, tra le mie imprecazioni e gli sguardi stupiti degli -anziani- astanti.

Riesco comunque a venirne fuori, deciso a fermarmi nuovamente solo a Bagnoregio !

Arrivo pochi minuti dopo all’abitato di Bagnoregio, sorto successivamente a Civita per effetto degli abitanti esuli. Anche quà, come per gran parte della Tuscia, il tufo è preponderante rispetto agli altri materiali da costruzione. La cittadina gode di un buon afflusso turistico e lo si vede chiaramente dai negozi di souvenir e la quantità di cartelli ed indicazioni sul Paese che muore. Anche la fede religiosa ha importanti spazi: bandiere giallo-bianche ovunque, manifesti di Benedetto XVI in visita ad Orvieto il 6  settembre (…che culo, eh !) ed una notevole quantità di chiese e cappelle.

Non sono tipo da lasciarsi distrarre da simili amenità e punto dritto all’obiettivo: Civita di Bagnoregio, scoperta durante una lezione di Archeologia I, e da allora pallino fisso e meta desiderata.

Devo dire che ne vale la pena.

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Questo paesino è aggrappato a questa fortezza naturale di roccia tufacea, sua nemesi, come una pietra incastonata ad un anello. Già sin dalla prima occhiata, l’impressione del camminamento per raggiungere la porta di ingresso rende l’idea delle difficoltà e peripezie subite da Civita nel corso dei secoli. Da lassù una magnifica vista sui calanchi tufacei sottostanti, con sfumature multicolori dal verde dei boschi di castagno, al bianco della creta al giallo-ocra-arancio del tufo. L’abitato, immobile da secoli, conserva un fascino deturpato solo in parte dalle attività di souvenir che -immancabilmente- ne hanno appriofittato. In questo borgo, paese natale di San Bonaventura, vivono solo 7 abitanti.

La gita finisce quì, si torna a casa. Direzione Montefiascone, poi Bolsena e di nuovo sulla SS2 Cassia. Totale 310Km in 6.30h.

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Accoglienza animali domestici

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img_0613Ieri mi trovavo a giro con mia moglie e Margot. Decidiamo di fare un giro da Che Meraviglia, un negozio di arredamenti. Inizialmente lascio Margot in auto (con i finestrini aperti ed all’ombra, dopo averla fatta bere) nel dubbio di poterla portare. Chiediamo e scopriamo che i cani sono accettati: splendido ! Così ci facciamo un giro tranquilli per il negozio con Margot al guinsaglio senza problemi. Ci fermiamo nuovamente anche da Stefan ma stavolta lasciamo Margot in auto. Vediamo comunque che c’è una persona conm il cane dentro il negozio. Bene !

Ma la sorpresa più gradevole è stata all’Ikea di Firenze (Sesto Fiorentino), dove offrono il servizio CucciAmica: compilo un foglio e sistemo Margot in una grande cuccia, con ciotola dell’acqua monouso gentilmente offerta dal personale (!). All’uscita riprendiamo Margot e ci regalano la ciotola…e pensare che pensavamo pure di acquistarla !!! :-D

Insomma, finalmente anche in Italia si inziano ad accettare o offrire accoglienza agli animali domestici: segno di rinnovata civiltà ? Del resto il proprietario è responsabile dell’animale, analogamente ad un figlio: come mai, però, spesso i cani non sono tollerati ?

Concludendo, penso sia giusto dare notizia dei luoghi dove i nostri amici pelosi sono i benvenuti, così come segnalare l’inciviltà di certi personaggi…

Panorama della Val d'Agri

Basilicata Tales – Gita sul Raparello

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Tra le varie scampagnate che ho fatto nel corso degli anni nella bellissima Basilicata, questa volta vi racconto la visita sulla cima del monte Raparello ed la relativo santuario, Cima del monte Raparello e Cappelladedicato alla Madonna della Rupe (venerata soprattutto dai San Martinesi). Vi si arriva da due possibili strade: salendo da Spinoso  verso il monte Raparo e poi prendendo la deviazione sulla destra oppure direttamente da San Martino sul Raparo (strada in migliori condizioni). E’ una bella salita percui assicuratevi di avere la macchina in buone condizioni !

Panorama della Val d'AgriIl panorama è stupefacente: dalla cima del Raparello si può vedere tutta la Val d’Agri ed anche oltre, arrivando a vedere San Chirico Raparo, Missanello, Guardia Perticara, Gallicchio, Aliano e, in lontananza, il maestoso Monte Pollino.

Arrivati sulla cima, tra prati rocciosi, cardi e branchi di vache al pascolo, si può visitare (in questo periodo è aperto perchè stanno preparando la celebrazione della Madonna della Rupe) la cappella, risalente all’inizi del 1900.

Assolutamente imperdibile perchè si può vedere le famose “cente”: delle specie di cesti realizzati con candele ed immagini sacre, tutti addobbati, portati ed offerti alla Madonna.

Cappella di raparelloDettaglio scultura lignea Madonna della RupeLa campana per avvisare i fedeliPanorama.Panorama di San Martino Raparo

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