2017 – Amsterdam

Poco prima di atterrare all’Aeroporto di Schiphol dopo un veloce volo di poco meno di 2 ore da Firenze, dal finestrino dell’aereo si ammira una verde pianura, puntellata di paesi, laghetti, canali e qualche campo colorato dalle coltivazioni di fiori e di bulbi.

Una volta atterrato ed uscito dall’area di sbarco, ho avuto qualche minuto di smarrimento cercando di capire come arrivare ad Amsterdam. A quanto ho avuto modo di vedere, ci sono due possibilità: il bus o il treno (ovviamente c’è anche il taxi, per i più danarosi). Scelgo il treno, per arrivare direttamente alla stazione centrale, uno dei luoghi dove in genere gravitano i servizi pubblici di una città. Alla biglietteria, 5,20€ per un biglietto da Shiphol Airport a Amsterdam-Centraal, il cui tragitto dura circa 25 minuti ed arriva direttamente alla bella stazione centrale di Amsterdam, situata a nord del centro storico cittadino.

Uscito dalla stazione, mi accoglie la pioggerellina tipica dei climi sub-oceanici, umidi e piovosi. Vedo che gli autoctoni, in netta minoranza rispetto ai turisti che brulicano intorno all’edificio, non se ne curano più di tanto. Così mi adeguo, apprezzando la scelta di indossare un giubbino impermeabile.

Mi dirigo verso l’antistante IAmsterdam Visitor Center, dentro una simpatica casetta sul fiume. Qui acquisto, per 2,50€, la mappa della città con le linee dei tram dell’azienda di TPL GVB (indispensabile per muoversi) e la GVB-Card illimitata per 120 ore  a 27€: per 5 giorni potrò spostarmi senza limiti su tutte le linee cittadine di tram e bus, ricordandosi ovviamente di fare il check-in ed il check-out (strano ma… si, bisogna timbrare anche l’uscita !) in vettura. Tranquilli, i ticket sono con tecnologia RFID: basta avvicinarli all’apposita borchia accanto alle portiere ! Tra l’altro, difficile da dimenticare a causa del tormentone “please, remember to check-out” che fuoriesce dagli altoparlanti del tram ad ogni fermata…

Chi ama camminare scoprirà in breve tempo che il centro di Amsterdam è relativamente piccolo. Sono pochi i km che separano una parte dall’altra della città, quasi da rendere superfluo l’uso del mezzo pubblico (peraltro abbastanza lento). Anzi, camminare lungo le viuzze e i canali credo sia il modo migliore per godersi la città, con tutte le sue caratteristiche più “famose”. Se poi, come me, amate correre, Amsterdam è la città ideale: praticamente tutti fanno sport, compresa l’onnipresente bicicletta in tutte le sue forme e declinazioni. Per correre ci sono dei bellissimi parchi dove rilassarsi in mezzo al silenzio ed alla natura, dove dalla mattina alla sera si trovano anche gruppi organizzati di persone intente ad allenarsi (sia con il sole che con la pioggia…).

Oltre alle caratteristiche abitazioni che rendono questa “Venezia del Nord” così famosa, con le fondamenta che sprofondano direttamente nel fiume, separate da strade, pontili e canali, Amsterdam è davvero godibile. Gli orari sono molto nordici, ovvero i negozi aprono alle 09:00 e chiudono inesorabilmente alle 18:00. Anche i ristoranti e pub, ad eccezione del venerdì sera, chiudono piuttosto presto, intorno alle 22:00, tanto che certe sere ho avuto difficoltà a trovare dove cenare. Tenendo conto di questo, si può davvero gustare le passeggiate lungo le vie e isolati gremiti di negozi e shop di ogni tipo, dai famosi “coffee shop” (facilmente riconoscibili dal forte odore di marijuana) alle catene di alimentari come Statch o Soup Enzo (due delle mie preferite, di cui parlerò dopo).

Perdersi per le strade della città vuol dire anche ammirare la dedizione degli olandesi per i fiori e le piante, che sono ovunque. Oltre ai bellissimi parchi, come il famoso Vondelpark (a 50mt dal mio hotel…), i balconi e gli angoli della città sono abbelliti e decorati con piante verdi e fiori, tra cui gli immancabili e famosissimi tulipani.

Proprio sui fiori, ed in particolare sui tulipani, una delle mete turistiche più gettonate è proprio il Bloemenmarkt, il mercato dei bulbi, dove migliaia di turisti ogni giorno si tuffano ad acquistare sacchi e sacchi di bulbi che spesso non produrranno neanche un fiore. Del resto, anche in giro per la città, trovare bulbi fuori stagione  è particolarmente difficile. Personalmente, dopo aver fatto svariate ricerche anche in Rete, ho acquistato i bulbi di tulipano all’unico chiosco “serio” del mercato, quello della Aviflora, che conserva i bulbi in frigo dentro confezioni di cartone con tanto di data di scadenza e certificato di garanzia. Questi nascono (o, meglio, mi sono nati). Gli altri, senza date, francamente non ho avuto voglia di sperimentare…

Sul cibo…beh, sul cibo non c’è molto da dire. Non ho trovato una cucina locale (e qualche italiano che vi abita mi ha detto che, praticamente, non esiste) pertanto in giro è pieno di ristoranti etnici o catene di fast-food. Sono stato ad Amsterdam 6 giorni e la prima sera ho mangiato in un ristorante tibetano nella Red Zone. La seconda alla Bier Fabriek e le restanti sere in pub che trovavo in giro per la città. Tanta verdura ma anche tanto fritto e tanti cibi pesanti e speziati. A me piacciono, per carità, ma dopo qualche giorno si inizia a sentire la mancanza dei cibi della tradizione mediterranea…

Una menzione a parte per Soup Enzo, una catena di “zupperie” dove ho mangiato più volte. Complice il clima non proprio entusiasmante, una bella zuppetta di lenticche o di verdura calda aiuta a riscaldare il corpo ed a riprendere le energie. In giro per la città, inoltre, ci sono grandi e piccoli supermarket dove poter comprare acqua, birra e cibo a prezzi più accettabili. Già, ho dimenticato di sottolineare come Amsterdam sia una città particolarmente costosa, tranquillamente paragonabile ai prezzi di Londra (del resto anche gli stipendi medi sono adeguati al loro costo della vita).

La sera, al calare del sole, i canali si illuminano dei riflessi dei neon in uno spettacolo bellissimo e molto molto romantico. La città è sicura e si può camminare, anche da soli, nel centro storico a tutte le ore. In giro ci saranno soprattutto turisti ed il quartiere più affollato è il Red District, dove ci sono le famose vetrine con le prostitute che, praticamente svestite (indossano solamente biancheria, più o meno audace), cercano di conquistarsi i clienti. Tuttavia non vi è né insistenza né petulanza, pertanto si possono incontrare senza problemi famigliole anche con bambini piccoli passeggiare accanto alle vetrine. Anzi, sinceramente credo che coloro che fanno più caso alle vetrine sono i turisti (moltissimi giovani italiani).

Altra caratteristica molto interessante di Amsterdam sono i musei, ad iniziare da quello principale, il Rijksmuseum, per poi proseguire con il museo di Van Gogh e molti altri, compresa l’Heineken Experience (che però, chi c’è stato, è rimasto abbastanza deluso) e Micropia, che avrei voluto vedere ma non ho fatto in tempo. Attenzione perché anche i biglietti di ingresso ai musei sono particolarmente costosi e si rischia di dover trascorrere molte ore in fila. Meglio provvedere all’acquisto on-line, così da poter beneficiare delle corsie di accesso preferenziali.

Tra tutti i musei, sono riuscito a visitare solamente il Rijks: grande e molto bello, è famoso per le opere di Rembrandt e di Vermeer (non c’è però il suo dipinto più famoso, “La Ragazza con l’Orecchino di Perla“). Presenti ovviamente ache altri pittori fiamminghi e pure un Van Gogh. Personalmente mi ha entusiasmato il padiglione dedicato alle armi e modellini di navi, straordinariamente ricco di cimeli.

La stessa città, comprese le architetture moderne delle aree più a nord (da dietro la Stazione Ferroviaria, si prendono i traghetti gratuiti per la parte nord della città, al di là del fiume), rappresenta già di per sé un museo di architettura a cielo aperto. Lo stesso edificio del Museo Nemo, progettato da Renzo Piano, è un incredibile e stupefacente edificio a forma di barcone. Ma ce ne sono molti altri, che si può apprezzare al meglio con una delle tante gite sui canali.

Ci sono poi, ovviamente, le piazze e i monumenti principali. Sono facili da trovare, perché i turisti sono praticamente tutti ammassati qui. Compresa la famosa casa di Anna Frank, che ho trovato per puro caso avendo notato una coda lunghissima di persone…che attendevano, da oltre 3 ore, di poterla visitare ! Chi c’è stato (ed io di farmi 3 ore di fila neanche ci penso !) mi ha riferito che da vedere c’è ben poco: la casa è praticamente vuota…

In compenso ho avuto la fortuna di incappare nella mostra del World Press Photo 2017, contest fotografico di foto reportages ospitato all’interno del De Nieuwe Kerk nella piazza del Dam, la piazza principale della città.

Sono stati 6 giorni stupendi in questa bellissima e molto particolare capitale europea. Avrei voluto fare molte altre cose, come vedere un mulino a vento e i campi fioriti di tulipani, ma ero ad Amsterdam per lavoro e non ne ho avuto, per ora, l’occasione.

In questi giorni ho alloggiato presso l’Hotel Bliss, a 50 mt dal Vondelpark e dalla linea 1 e 5 del tram, che porta diretti in centro in pochissimi minuti (a piedi sono più o meno 15-20 minuti di passeggiata). Nei paraggi molti bar, ristoranti ed anche un supermercato. Inoltre è a neanche 1 km dalla famosa “spianata dei musei” e l’installazione “iamasterdam“, immancabile in ogni album di viaggio nella capitale olandese. Come tutti gli alberghi, non è affatto economico: quasi 700€ per 5 notti e la camera lasciava molto a desiderare…

Per il volo, da Firenze in neanche due ore con il City Hopper di KLM per poco più di 200€ per andata e ritorno.

Per maggiori informazioni e per pianificare al meglio il vostro viaggio, suggerisco il portale TheBaseTrip

Buon viaggio !

 

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