Review: Il coraggio che manca

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Il mio vicino Davide mi ha prestato il libro di Debora Serracchiani: Il Coraggio che Manca. Chi non ha mai sentito parlare della Serracchiani avrà senz’altro sentito parlare del Suo discorso alla platea del PD visibile anche su Youtube.

Il libro, 140 pagine circa, è il racconto della sua esperienza politica inframezzata alle idee e considerazioni da lei espresse nel corso della stessa.

Ho trovato il testo molto prolisso e ridondante: probabilmente queste 140 pagine erano riassumibili in meno di 10. Detto questo, il libro è facilmente leggibile in poche ore e neanche troppo difficile da seguire, anche se in certi punti l’ho trovato noiosetto.

Detto questo, condivido quanto Debora dice approposito dell’establishment (“Nomenklatura”) del PD e che manca un vero e proprio coraggio di intraprendere una strada coraggiosa e chiara, anche a rischio di perdere per strada alcuni elementi. Il vizio che hanno gli esponenti di spicco di autoproclamarsi a discapito dei colleghi è assolutamente reale e palpabile. Del resto, però, la sinistra non ha l’uomo forte che la destra ha in Berlusconi (forte nel senso finanziario, s’intende !) e probabilmente la mancanza di un vero leader provoca questo sbriciolamento di forze e di intenti. Tuttavia il coraggio della Serracchiani nei confronti dei leader e dell’establishment è assolutamente apprezzabile: soprattutto per chi è ormai impigliato nelle maglie della politica, dire certe cose è molto difficile !

Una critica: la Serracchiani polemizza aspramente sull’IdV e Di Pietro, asserendo che il suo è un partito personale e personalistico. Lo accusa di essere l’unico soggetto a fare opposizione (in realtà accusa il PD di averla lasciata fare solo a lui, ma da che parte vanno le critiche è facilmente intuibile) e che ha impostato la comunicazione sulla scelta del “Noi” contro il “Io” del PD. Certo, l’IdV non sarà il migliore dei partiti possibili ma dal pulpito Serracchiano del PD, a meno di due anni dalla fondazione e già in crisi, penso che non sia una delle uscite più felici.

Insomma, per concludere la mia recensione, non è un libro che avrei comprato. Prendetelo in prestito nella Vs biblioteca cittadina e leggetelo. Magari vi riaccende la speranza in un PD che di speranza, purtroppo, ne dà ben poca….

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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