Le notizie false

“La censura è il figlio della paura e madre dell’ignoranza”
Laurie Halse Anderson

Internet è una rete informatica planetaria che interconnette centinaia di migliaia di host in tutto il mondo, permettendone la condivisione delle informazioni. Queste informazioni, però, possono essere di molti tipi. Ci sono informazioni autorevoli, come le testate scientifiche riconosciute o i siti di informazione ufficiali. Ci sono i siti di contro-informazione, che ci propongono interpretazioni diverse sui fatti o leaks. Ci sono siti di satira, di bufale, di negazionismo, di razzismo, di inneggiamento al razzismo, di violenza, di sadomasochismo, di necrofilia etc etc etc. C’è il deep web, le reti cifrate, i forum anonimi, le chat line… su Internet credo ci sia qualunque tipo di sfaccettatura umana possibile (o almeno una ottima percentuale di esse).

Navigo in Rete almeno dal 1998 (zerozone.it, il mio dominio personale, è stato registrato nell’anno 2000) e credo di aver vissuto buona parte dell’evoluzione ed espansione di Internet nel cosiddetto “dominio pubblico”. E credo di aver avuto a che fare con migliaia di notizie false, alcune verosimili altre totalmente irreali. Teorie del complotto, cospirazioni, menzogne….la libertà di parola, che vede nella Rete la sua massima espressione, in realtà spaventa il popolino dei benpensanti e dei governanti. In questi ultimi anni, con la discesa su Internet di praticamente qualsiasi cittadino da 8 anni in poi, la richiesta di sicurezza che ci si aspetta dai canali mainstream come la TV è stata velocemente traslata anche su questo nuovo strumento chiamato Rete. Ma la Rete, per sua stessa definizione, non può essere “sicura”. Non può essere limitata o censurata, almeno dai Paesi Democratici. Perché la Democrazia non può basare la sua esistenza sulla sicurezza, essendo la sicurezza stessa un concetto vicino ai regimi totalitaristici. Ed ecco che la volontà di limitare la Rete, di imbavagliarne i contenuti, di creare un censore che discerna le “notizie false” da quelle “vere” (secondo quali criteri ?) è in realtà una mossa pesantemente antidemocratica e pericolosa per la libertà di parola. Libertà anche di diffondere bufale, cospirazioni, teorie complottiste o chissà cos’altro. Perché la vera sfida che la Rete chiede ai suoi utenti è di avere una apertura mentale almeno pari alla sua vastità. Altrimenti, signori miei, spegnete il Tablet, lasciate stare gli smartphone e tornate alla buona, vecchia, cara e sicura TV.

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