Civismo su Facebook: la partecipazione dei cittadini al tempo dei social media

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo.
In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.”

Margaret Mead, antropologa

Tra le tante sfaccettature del popolare –forse troppo– social network c’è l’uso dei gruppi come strumento di cittadinanza attiva. Essendo Facebook uno strumento che mette in contatto le persone, con il tempo sono nati gruppi locali per segnalare i disservizi, i disagi, i problemi delle comunità. Uno degli esempi più famosi è sicuramente la pagina “Roma fa schifo”, più volte balzata agli onori delle cronache, che però sembra essere più orientata alla denuncia fine a sé stessa che alla ricerca, condivisa e partecipata, di possibili soluzioni.

Al di là delle pagine di polemica, fortunatamente ci sono anche esempi di partecipazione in cui anche gli stessi amministratori, come il Sindaco o alcuni assessori, prendono parte alle discussioni. Al di là delle idee politiche, infatti, lo strumento Facebook mette finalmente tutti –democraticamente– allo stesso livello, rendendo possibile il confronto (talvolta anche lo scontro) e la discussione, e diventa non solo strumento di comunicazione ma anche di valutazione dell’efficacia e della ricettività dell’Amministrazione ai problemi, piccoli e grandi, del territorio. Diventa, in poche parole, strumento di politica dal basso.

L’esperienza in cui sono personalmente coinvolto, essendo il creatore del gruppo “Sovicille abbandonata” (che poi ha cambiato nome a seguito della richiesta di alcuni cittadini), credo sia emblematica di come sia possibile usare uno strumento virtuale per creare capitale sociale attorno alle esigenze della propria comunità. Nato come strumento per mettere in collegamento i cittadini con l’Amministrazione Comunale, nel corso degli anni ha visto una sempre maggiore partecipazione di cittadini che segnalavano buche, alberi o situazioni pericolose, guasti alla rete idrica o problemi di manutenzione alle scuole. L’interesse intorno alle problematiche sollevate ha spinto anche alcuni membri dell’Amministrazione e del consiglio comunale, compreso il Sindaco, a partecipare alle discussioni ed a rispondere direttamente agli utenti. Ne sono nate, nel corso degli anni, anche di molto interessanti come ad esempio tutta la diatriba intorno alla decisione di abbattere alcuni pini sul ciglio di una strada o la necessitò di installare dei dissuasori per ridurre la velocità dei veicoli che attraversano un centro abitato. E certo la partecipazione di esponenti dell’Amministrazione non ha solo legittimato lo strumento ma ha anche aumentato il valore civico e politico della discussione.

Avvertenze per eventuali Sindaci o assessori incuriositi:  ho detto “valore civico e politico”, perché al di là delle reciproche appartenenze partitiche, fare propaganda politica all’interno di questi gruppi può essere controproducente.

Non tutti i gruppi, tuttavia, ottengono il successo sperato. Per far avviare correttamente un gruppo di questo tipo è necessario tempo e dedizione: tra la creazione ed i primi risultati (altri utenti che postano foto o partecipano alle discussioni) possono volerci anche mesi. Alcuni, anche dopo anni, non riscuotono successo: è la dura legge del Web “non basta avere una buona idea se nessuno la trova utile”. Ho notato che gruppi di questo tipo funzionano bene in contesti non troppo grandi, come i paesi o le comunità locali non troppo ridotte. Questo perché le tematiche sollevate devono comunque essere di interesse generale (ed in contesti molto grandi non è detto che lo siano) e, soprattutto, su argomenti concreti che coinvolgono gli aspetti di vita quotidiana dei cittadini. Anche nei contesti troppi piccoli il successo è difficile poiché la personale conoscenza degli altri abitanti tendenzialmente inibisce i cittadini a “farsi avanti” apertamente e sollevare problematiche, anche se di interesse collettivo. Quindi, senza scadere nell’analisi sociologica, per i quali esiste già fior di letteratura scientifica, ritengo che gruppi di questo tipo possano funzionare bene in contesti medi dove la popolazione oscilla intorno ai 6000-25000 abitanti, un numero sufficiente a bypassare eventuali ostacoli “sociali” ma abbastanza ridotto da sollevate tematiche comprese e condivisibili.

Per finire, credo che questi strumenti siano uno degli utilizzi migliori che si possa fare di un social network: utilizzarlo per creare capitale sociale e sollecitare la partecipazione dei cittadini alla cura ed alla tutela del bene pubblico.

Ricapitolando, se nel vostro Comune non esiste un gruppo di questo tipo ed avete intenzione di aprirne uno, suggerisco:

  • scegliete un nome esplicativo ma non troppo polemico, ad esempio “Frittole abbandonata“;
  • utilizzare come foto di copertina una immagine simbolo del contesto, come ad esempio la piazza principale o la chiesa madre;
  • non connotare politicamente il gruppo, in alcun modo: ricorda che vuoi rivolgerti a tutti i cittadini, non solo ai fan di un certo partito;
  • la moderazione deve essere solo lo strumento per evitare post inutili o fuori tema, non come censura: cestinare un post perché arriva, magari, da una persona sgradita vi farà imboccare la strada del fallimento;
  • invitate tutti gli amici che abitano nel contesto di pertinenza del gruppo, magari con un invito anche verbale;
  • iniziate a pubblicare le foto delle cose che non vanno, come le buche sull’asfalto, incroci pericolosi, degrado etc etc etc senza però buttarla in sterile polemica del tipo “Che schifo ! Ma il Sindaco che fa ?“, perché connotare politicamente il gruppo può portarne facilmente al fallimento ed riduce il target culturale dei destinatari. Meglio un post del tipo: “segnalo che in via XXYY c’è questa situazione pericolosa” e lasciare che gli altri partecipanti intervengano nella discussione;
  • cercare di partecipare attivamente alle discussioni in modo propositivo, taggando eventualmente anche il Sindaco o gli assessori competenti;
  • aggiungere post con cadenza almeno settimanale, senza scoraggiarsi se non vi sono reazioni;
  • ricordatevi sempre che da un grande potere derivano grandi responsabilità;

Per creare un Gruppo di Facebook dovete andare su https://www.facebook.com/groups/ e cliccare sul pulsante verde in alto a destra “Crea gruppo“.

e buona fortuna !

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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Una risposta

  1. 25/10/2018

    […] buche, lampioni spenti…) sul territorio del mio comune (ne parlai in un articolo dedicato al civismo su Facebook) che conta ormai quasi 1500 iscritti, che aiutano a confrontarsi su problematiche comuni ed a […]

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