Qualche consiglio per organizzare un viaggio “fai da te”

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Ricordate tutti il tormentone della pubblicità Alpitour: “Viaggio fai-da-te ? Ahi ahi ahiiii !

In realtà organizzare da zero un bel viaggio è divertente e, almeno secondo alcune ricerche, anche una strategia per il nostro benessere: già dai primi momenti si inizia a sognare di come sarà il viaggio…

Personalmente ho sempre organizzato da solo i miei viaggi. Certo, nulla di particolarmente impegnativo ma, comunque, prendersi la responsabilità di gestire le tappe e i pernottamenti è quasi come pescare una carta dal mazzo: non sai mai cosa ti può capitare ! Si può scoprire posti meravigliosi o luoghi orribili…è il bello dell’avventura, no ?

Alla fine, comunque, con un minimo di buona volontà ed utilizzando le nuove tecnologie, l’organizzazione di un bel viaggio è facile e divertente e con questo articolo provo a darvi qualche dritta basandomi sulle mie esperienze.

Tre domande per iniziare

Iniziamo da qui, da queste semplici domande:

  • Dove ci piacerebbe andare ?
  • Quanti giorni abbiamo a disposizione ?
  • Quando vogliamo spendere ?

Sembrano domande tautologiche ma quando si parte per l’organizzazione è comunque importante mettere dei punti fermi, altrimenti la molteplicità di offerte, idee e possibili destinazioni renderà il tutto estremamente lungo e difficile.

Ovviamente le risposte alle tre domande sono intimamente correlate tra loro: è impensabile pensare di andare in Australia, ad esempio, con un weekend a disposizione ed un budget limitato ! Pertanto, giusto per riuscire a calcolare bene dove si può osare nei giorni a disposizione, consiglio sempre di considerare almeno 1 giorno per il viaggio di andata ed 1 giorno per il ritorno, anche se il volo dovesse durare poche ore: alla fine anche solamente la stanchezza del viaggio spesso vi farà crollare sul letto dell’hotel non appena arrivati a destinazione…

Quando mancano le idee…

Se non siamo in grado di rispondere da subito alla prima domanda, un suggerimento che posso darvi è…entrate in libreria e dirigetevi allo scaffale con le guide di viaggio. Qui iniziate a leggere i titoli nelle costole dei libri e quando ne trovate una che stuzzica la vostra curiosità, estraetela ed iniziate a guardare le foto (si, lo so, certe guide non hanno foto…per questo vi suggerisco, almeno in questa fase, di puntare sulle guide della National Geographic, con foto magnifiche…) prendendo nota di tutte le destinazioni che vi attraggono.

Volendo, potete anche chiedere ad amici e colleghi di lavoro anche se il viaggio è una esperienza talmente intima che è difficile trovare persone con i nostri stessi gusti. Comunque, giusto per iniziare, può essere una buona idea.

I giorni a disposizione

Per chi ha un lavoro dipendente la “sfida” delle ferie è un fattore cruciale dell’organizzazione. Io e mia moglie, ad esempio, preferiamo viaggiare nel periodo a cavallo tra Giugno e Luglio, generalmente poco ambito dai colleghi, e così riusciamo sempre a spuntare almeno un paio di settimane per poterci rilassare su una bella spiaggia greca o su uno scoglio della Croazia.

Per chi ama il mare, intendendo acqua cristallina, calda, spiagge deserte e tranquillità, consiglio questo periodo: i prezzi sono accettabili ovunque e non vi è la ressa di Luglio e di Agosto. Si trova facilmente dove dormire ed anche le strade sono meno trafficate, rendendo la vacanza sicuramente più piacevole.

Se scegliete un weekend in qualche capitale europea, consultate prima il meteo e le temperature stagionali prima di partire: non è piacevole trovarsi a visitare una città sotto la pioggia battente, il freddo polare o un caldo tremendo (come in Andalusia).

Pianificare il budget

Questo è un aspetto strettamente personale (o di famiglia) e dipende essenzialmente dalle condizioni economiche in cui ci si trova. Tuttavia quando si intraprende un viaggio, soprattutto fuori Europa, è sempre bene considerare qualche spesa imprevista. Comunque molto dipende dalla destinazione scelta e dal costo del viaggio per raggiungerla.

Così per avere un’idea, secondo la famosa guida Lonely Planet, le 10 destinazioni più economiche del 2014 sono:

  1. Isole della Grecia
  2. Italia, soprattutto le regioni meridionali
  3. Nicaragua
  4. Bulgaria
  5. Portogallo
  6. Fiji
  7. Messico
  8. India
  9. FIlippine
  10. Etiopia

Personalmente, ma lo avrete sicuramente capito, sono un grande fan della Grecia: non solo per il mare splendido, i panorami da favola ed il cibo buonissimo ma anche, e soprattutto, per la gentilezza delle persone, la tranquillità della vita e l’aspetto ancora selvaggio ed incontaminato delle zone rurali…

Inoltre la Grecia è una meta piuttosto conveniente, dove si affittano appartamenti con spazio cucina a 30-40€ a notte e si può mangiare in Taverna con 15-20€ in due (ovviamente dipende da cosa prendete). Per avere una idea dei costi, vi rimando al riepilogo del nostro ultimo viaggio a Creta.

Anche la Croazia, soprattutto le zone meno turistiche, sono molto convenienti (il pesce è molto economico) e bellissime, oltre che facilmente raggiungibili in auto (o in traghetto, da Ancona): date uno sguardo alla nostra esperienza di viaggio in Croazia.

Bellissima anche la Sicilia, che abbiamo visitato lo scorso anno con il Camper cercando di compiere il periplo dell’isola ma dovendo rinunciare, all’ultimo, alla zona di Trapani e Marsala. Volete saperne di più ? Leggete qui il nostro viaggio in Sicilia.

Andare in auto o in aereo ?

Ovviamente il dilemma si pone a seconda della distanza della destinazione: anche se nulla è impossibile, a meno che non abbiate veramente taaaaanto tempo a disposizione, andare in auto a New-York lo vedo piuttosto improbabile (ed anche sciocco). Tuttavia per certe destinazioni, come può essere la Grecia, Creta o la Spagna, il dubbio può comunque sorgere.

Considerate questi fattori: per l’aereo dovete considerare il tempo di volo, le due ore di anticipo per le operazioni di check-in, il costo dell’eventuale parcheggio presso l’aeroporto ed il tempo per raggiungerlo. Inoltre con l’aereo, soprattutto per le compagnie low-cost (Ryanair, EasyJet…) , avete anche un forte vincolo (e costo) sul peso dei bagagli.

L’auto, per contro, vi permette una certa libertà di orario, tranquillità per il peso delle valigie ed anche indipendenza di movimento una volta giunti a destinazione. E spesso il costo del pieno di benzina costa quanto il volo, anche se il tempo di viaggio dovesse essere sensibilmente maggiore.

Ovviamente anche qui dipende dalla meta: decidere di organizzare un weekend in una capitale europea è sicuramente più sensato prendere un volo, mentre per una/due settimane a zonzo in Francia o in Croazia ha molto più senso l’automobile.

Certo, si può anche prendere l’aereo e poi noleggiare un’auto presso le tante compagnie che offrono il servizio (Europcar, Hertz, Sixt solo per citarne alcune) ma anche qui valutate bene il costo del noleggio ed anche la vostra necessità di muovervi: ad esempio una visita a Berlino di 3 giorni può essere tranquillamente fatta senz’auto, in quanto la città è molto ben servita da tutta una serie di mezzi pubblici che con pochi euro e zero stress vi porteranno anche nei dintorni.

Tuttavia considerate che l’eventuale noleggio dell’auto può essere organizzato anche al momento pertanto non preoccupatevi troppo di doverlo fare prima della partenza (anche se, sicuramente, prenotando in anticipo si possono trovare prezzi migliori).

Prima di partire: i documenti in regola

Nella gran parte dei paesi dell’Unione Europea o limitrofi è spesso sufficiente la Carta di Identità valida per l’espatrio (verificatelo prima della partenza !), assicurandosi che il documento non sia scaduto. Vi ricordo inoltre che l’eventuale rinnovo su foglietto di carta che vi rilascia il comune non è sempre valido per l’espatrio: se non volete avere problemi alla dogana o in aeroporto, rinnovate sempre la Carta di Identità o portate con voi un documento di identità valido alternativo, come il Passaporto. Vi ricordo, inoltre, che la Patente di Guida non è considerata un documento di identità valido al di fuori dell’Italia: io c’ho perso un volo per Berlino…

Per quanto riguarda il Passaporto, le ultime disposizioni hanno revocato l’obbligo della marca da bollo di 40€ annuale (l’ennesima idiozia tutta italiana). Inoltre considerate che in alcuni Paesi può essere obbligatorio il Passaporto Elettronico: verificate prima di partire, onde evitare spiacevoli inconvenienti…

Se scegliete di andare in auto, oltre ad assicurarsi di avere il veicolo in perfette condizioni meccaniche (controllate l’olio, i freni, i pneumatici) , se andate all’Estero verificate anche di avere la Carta Verde dell’Assicurazione RCA, la Patente di Guida in corso di validità e tutti gli altri documenti per l’espatrio in regola.

Personalmente mi sento anche di dare questo ulteriore consiglio: scannerizzate a colori tutti i vostri documenti e salvateli su un servizio di archiviazione remota, come Dropbox o Google Drive: in caso di furto avrete comunque copia dei documenti da mostrare all’ambasciata o alle forze di polizia per l’eventuale richiesta di un duplicato.

Se inoltre avete necessità di farmaci particolari, portate sempre con voi la prescrizione medica e la scatola del farmaco, così da poterlo eventualmente reperire anche all’estero e non avere problemi in caso di controlli.

Dove dormire ?

Secondo la mia personale esperienza, ci sono paesi (come la Grecia e la Croazia) dove è facilissimo trovare affittacamere o appartamenti a buon prezzo senza dover ricorrere a prenotazione o altro. Tuttavia, soprattutto se prevedete di arrivare a tarda ora (la ricerca di una sistemazione può comportare anche alcune ore), forse è meglio prenotare o almeno farsi un’idea sia dei prezzi che della disponibilità nelle strutture.

Leader in questo settore è indubbiamente il portale Booking.com, che ho utilizzato molte volte senza problemi, ed anche Tripadvisor, anche se si tratta di un meta-portale. Considerate comunque che Booking chiede una provvigione piuttosto salata alle strutture e che spesso si riescono a spuntare prezzi migliori direttamente dal sito web dell’albergo oppure contrattando a 4 occhi. Negli ultimi tempi stanno prendendo piede anche gli alloggi privati attraverso Airbnb: se non avete grandi esigenze, volete risparmiare e magari accettare la sfida, può essere una opzione interessante (la mia esperienza a Roma: La mia prima volta, a Roma, con Airbnb).

Tuttavia, soprattutto nelle grandi città, le recensioni dei viaggiatori sono importanti per riuscire ad indirizzarsi in strutture decenti: capita spesso che, magari attratti da tariffe convenienti, si finisca in strutture fatiscenti o in luoghi non proprio “bellissimi”. Personalmente, prima di prenotare, guardo la zona con Google Streetview cercando di capire se può fare al caso nostro oppure no ed anche per fare una “fotografia” visiva della zona, per trovarla più facilmente.

Inoltre, per periodi di soggiorno piuttosto lunghi (a meno che non decidiate di rimanere sempre nella stessa zona), conviene prenotare solamente i primi 2-3 giorni e poi decidere in base al programma: Internet ormai è diffuso ovunque e basta portare con se il portatile o uno smartphone per poter comunque prenotare da ogni posto.

Dove mangiare ?

All’estero, soprattutto per noi Italiani, talvolta è un problema conciliare le nostre abitudini con i piatti del posto. Tralasciando la cucina dei paesi mediterranei, comunque molto simile alla nostra, soprattutto nel nord europa le consuetudini alimentari sono diverse, non solo nel cibo ma anche negli orari: in Spagna, ad esempio, cenano molto tardi, così come in Grecia. Nel nord europa, invece, tutti a cena presto e se arrivate troppo tardi rischiate di trovare già le cucine chiuse !

Tuttavia viaggiare vuol dire anche andare alla scoperta delle consuetudini del posto pertanto suggerisco di adeguarsi e di sperimentare anche piatti tipici: non fate –vi prego– i classici italiani che cercano la pizza o la pasta anche in Messico, anche perché rischiate di rimanere molto molto delusi !

Inoltre spesso ci sono differenze anche nel modo stesso di preparare il piatto: in Germania ed in Grecia, ma probabilmente anche altrove, se ordinate una schnizel o un souvlaki, vi porteranno già compreso nel piatto anche un contorno di verdura. E’ una buona strategia guardare nei piatti degli altri commensali per cercare sia di capire cosa si mangia che le porzioni. Inoltre spesso ci sono i “piatti del giorno”, molto più buoni ed a buon mercato delle pietanze offerte dal menù “a-la-carte“.

L’unica cosa che consiglio sempre di portare con se, soprattutto da buoni italiani, è una bella caffettiera moka ed un pacco di caffè: trovare un espresso degno di questo nome all’estero è veramente una sfida molto molto difficile !

Comunque anche per i ristoranti/taverne è una buona idea consultare Tripadvisor o i suggerimenti della guida, consultando anche i prezzi sul menù per evitare di incorrere in sgradevoli sorprese a fine pasto. Assicuratevi anche di avere con voi il contante perché non sempre i ristoratori accettano il bancomat o la carta di credito.

Per quanto riguarda le questioni igienico-sanitarie, si tratta semplicemente di avere accortezza su tutto ciò che può essere contaminato: acqua del rubinetto, ghiaccio, verdure, macedonie e cibo di strada. Privilegiate comunque cibi cotti e bevande confezionate ed utilizzate dell’Amuchina (“Ipoclorito di sodio”, la volgare candeggina) per disinfettare eventuali frutti e verdura che acquistate.

Nei paesi europei non ci dovrebbero essere particolari problemi, pertanto rilassatevi e godetevi la vacanza.

I soldi all’estero

Una volta c’erano i traveler’s checue, che permettevano di portare con sé il denaro senza timore di perderlo. Oggi questa forma è piuttosto in disuso, soppianta dai più comodi ATM e Carte di Credito.

Generalmente tutti i Bancomat emessi dalle banche italiane sono utilizzabili anche dagli ATM (“Sportelli Bancomat”) esteri, al costo di circa 2€ fissi per ogni prelievo (con alcuni CC il prelievo anche all’estero è gratuito). Prima di partire, comunque, assicuratevi di queste due cose:

  • che il vostro Bancomat sia aderente al circuito CIRRUS/MAESTRO
  • che il limite di prelievo estero non sia azzerato o troppo basso (in genere un limite di 250/500€ giornalieri è sufficiente)

Personalmente trovo molto comoda anche la Carta di Credito, quella “originale” con i numeretti in rilievo, che viene accettata comodamente in tutto il mondo e può servire anche per prelevare un “anticipo contante” con una commissione del 2% sull’importo. Con le carte di credito ricaricabili non ho avuto belle esperienze pertanto, se contate di affidare le vostre finanze ad esse, assicuratevi che siano accettate.

Gli assegni bancari difficilmente saranno accettati pertanto potete risparmiarvi la fatica di portarli con voi.

Nei paesi fuori dalla “zona Euro” il prelievo con il Bancomat direttamente in valuta locale vi semplificherà l’onere del cambio ed offrirà comunque tassi abbastanza vantaggiosi (ad Istanbul ho fatto così).

Non vale comunque mai la pena portare con se troppo contante (anche se una base è comunque importante, per ogni evenienza). Inoltre non tenete mai i soldi tutti in un unico posto ma suddivideteli, magari mettendo qualche soldo anche in valigia, ben nascosto tra i vestiti.

Farmaci che porto sempre con me

Anche se in Europa ed in molti altri Paesi occidentali non ci sono problemi con i medicinali, talvolta la lingua o la non conoscenza dei luoghi potrebbero dare problemi. Per evitarli, porto sempre con me qualche dose dei farmaci da banco più comuni:

  • Normix (disinfettante intestinale, utile contro la “Vendetta di Montezuma”)
  • Loperamide (“Dissenten” o “Imodium”, contro le scariche diarroiche)
  • Nimesulide (FANS, il cosiddetto “Aulin”) o Ketoprofene (il cosiddetto “Oki”)
  • Paracetamolo (FANS più leggero, per eventuale febbre, detto anche “Tachipirina”)
  • Antistaminici, molto comodi in caso di eritema, riniti o punture di insetti

inoltre suggerisco di portare anche:

  • repellente antizanzare
  • disinfettante generico
  • tubetto di idrocortisonico per le ferite e punture di insetti
  • aciclovir, per il trattamento dell’herpes labiale

se andate in luoghi di mare, non dimenticate di portare con voi le creme solari ed eventuali “doposole”, perché non è sempre facile reperirli e soprattutto nelle zone turistiche rischiate di dovervi accontentare di prodotti vecchi o di scarsa qualità. Personalmente, avendo la pelle chiara e sensibile, utilizzo i solari della Angstrom o della Avené con ottimi risultati.

Ovviamente i miei suggerimenti non hanno alcun valore medico ed alcuni di questi farmaci devono essere prescritti dal vostro medico curante: è sempre bene chiedergli conferma, soprattutto in caso di allergie o intolleranze.

In valigia

Preparare i bagagli è sempre fonte di stress, soprattutto per il timore di dimenticare qualcosa di utile o di importante a casa. Personalmente faccio una lista di tutto quello che non deve mancare, come il caricabatterie per la macchina fotografica, per il cellulare e per il notebook.

Cosa mettere in valigia dipende comunque dalle caratteristiche del posto dove andrete, se decidete di fare serate eleganti oppure se volete stare comodi e rilassati. Valutate anche la possibilità di trovare climi sensibilmente differenti da quelli previsti, come giornate più calde o più fredde, preparandosi quindi con abbigliamento adeguato. Anche avere un impermeabile o simile, per eventuali giornate di pioggia, può aiutare.

Le scarpe meglio comode, soprattutto se decidete di andare all’avventura e di camminare, ed in caso di climi piovosi sarebbe bene che fossero anche impermeabili o di facile e veloce asciugatura (delle buone scarpe da running o da trail sono l’ideale: personalmente mi trovo benissimo con le Salomon). Per il resto posso suggerirvi di evitare di portare troppa roba: spesso nei viaggi si usa circa il 50-60% di quanto si pensa di utilizzare…

La “guida”: si o no ?

Personalmente direi proprio di SI, anche solo per avere un’idea di dove andare. In particolare la guida è utile per pianificare il viaggio e le eventuali visite a luoghi di particolare interesse, oltre a fornire indicazioni spesso importanti sul Paese dove intendiamo andare, come numeri di emergenza, frasi comuni etc etc etc…

Non mi sento di consigliare un tipo di guide in particolare: mi piace quelle della National Geographic, come già detto, per il semplice motivo che costano il giusto ed hanno delle belle foto a colori. Per Creta, ad esempio, ci siamo trovati veramente molto bene con quella della Lonely Planet, che però costa oltre 20€ (ne vale tutti).

Per finire: in villaggio o all’avventura ?

Questo dipende essenzialmente dai vostri gusti. Quando andammo in Messico e sull’Isola di Maurizio eravamo il villaggio, ma semplicemente perché l’offerta che avevamo trovato lo comprendeva. Il villaggio è sicuramente una soluzione di comodo: pensano a tutti loro, dalla camera ai pasti, oltre che all’animazione ed in più ci sono le “escursioni” per visitare i luoghi nei dintorni.

Personalmente però preferisco andare all’avventura, soprattutto nei posti dove il clima è tranquillo e non vi sono particolari pericoli: esplorando le zone lontane dalle rotte turistiche spesso si scoprono luoghi splendidi, come il quartiere Fatih di Istanbul, dove poter assaporare la vera atmosfera del luogo e non la visione “edulcorata” che troppo spesso propongono nei pacchetti di viaggio. E’ chiaro: andare all’avventura significa prendere il buono ed il brutto, oltre che accettare di esporsi a qualche rischio in più. La buona norma di comportamento prevede di riuscire a “mimetizzarsi”, ovvero evitare abiti appariscenti, gioielli, denaro ed atteggiamento arrogante o agitato: sembrare dei “tranquilli pezzenti” è la prima regola d’oro per non avere problemi.

Soprattutto nei paesi con culture profondamente diverse dalla nostra, come le società musulmane, è importante cercare di avere un atteggiamento rispettoso, non rispondere alle eventuali provocazioni o minacce, non fissare le persone ed evitare di essere troppo invadenti, soprattutto con la macchina fotografica. Alla fine si tratta di semplici regole di buonsenso e ricordatevi sempre che la gentilezza ed un sorriso sono “linguaggio universale” apprezzato in tutto il mondo.

A questo punto non mi resta che augurarvi…un BUON VIAGGIO !

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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