Ma chi sono gli “esodati” ?

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Ultimamente sentiamo spesso parlare degli “esodati”. Questo neologismo si riferisce a “quelle centinaia di migliaia di persone che avevano stipulato accordi (individuali o collettivi) con le proprie aziende per lasciare il posto di lavoro prima dell’età pensionabile e che ora rischiano di ritrovarsi per anni senza stipendio, senza ammortizzatori sociali e senza pensione, perché nel frattempo il Governo stesso ha aumentato l’età pensionabile.” (fonte)

In pratica cosa è successo ? Bene, immaginiamo un lavoratore delle Poste prossimo alla pensione, secondo la precedente legislazione. A questo lavoratore venne offerto, circa 1 anno fa, in cambio delle dimissioni, una tantum di 30-40.000€ più l’assunzione del figlio a tempo indeterminato (fonte).

Mettiamo che vi siano persone che hanno accettato un accordo simile e che, con il cambio della legislatura, non andranno in pensione tra 1-2 anni ma tra 5-6-10 anni, come conterma l’articolo di Repubblica:

Gli esodati sono quei lavoratori che hanno interrotto il proprio rapporto di lavoro contando di andare in pensione con le vecchie norme (vigenti al 31 dicembre 2011) e che invece, a causa della riforma delle pensioni, rischiano di vedere la data di pensionamento slittata. In pratica, rischiano di trovarsi senza stipendio, ma anche senza pensione per un periodo di tempo non indifferente, e cioè anche per 5-6 anni.

E’ chiaro che quello che sembrava un vero vantaggio (30.000€ netti per due anni non sono così pochi…) si trasforma in una tragedia. Ma alla fine a chi è da imputarsi la responsabilità ? Il lavoratore esodato ha accettato una “scommessa”, senza considerare che le regole potevano anche cambiare (in Italia accade a ogni mutamento di vento !).

Secondo Polillo, sottosegretario all’Economia, una soluzione potrebbe essere l’annullamento dell’accordo: “gli esodati hanno firmato un accordo con le aziende; se cambiano le condizioni che hanno legittimato quell’accordo, secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico, possono chiedere che quell’accordo sia nullo”

A questo sembra dai numeri, oltretutto, non si tratta di un problema limitato a poche migliaia di lavoratori: le stime parlano di oltre 350.000 persone, pertanto il problema diventa anche “politico”.

E’ comunque vero che testimonianze come questa fanno riflettere:

“Sono uscita dalle Poste il 1 di luglio: mi hanno proposto di licenziarmi (dopo 35 anni e 6 mesi di lavoro, a 59 anni) in cambio dell’assunzione part-time di mia figlia. Ho accettato perché avevo la pensione a portata di mano ma ora con la riforma sono diventati 5 anni e mezzo!”.

Qualunque sia la soluzione, si pone un problema di “giustizia etica”: tra un lavoratore che ha rifiutato un accordo simile, per prudenza, e uno che ha accettato per il “facile guadagno” sarebbe corretto non metterli entrambi sullo stesso piano.

Personalmente, pur dispiacendomi per le persone coinvolte, lo ritengo semplicemente la perdita di una “scommessa” che l’ex-lavoratore ha fatto con l’azienda. A meno che non vi siano stati obblighi di accettazione, ne lqual caso anche il mio punto di vista cambia radicalmente, per gli altri casi sono state scelte di cui bisogna assumersi la responsabilità. E non è giusto che il Governo debba ripianare gli errori delle scelte altrui, anche se si tratta di numero importanti.

E’ un momento delicato in cui bisogna centellinare le risorse disponibili, dedicandole a quei settori capaci di dare slancio al paese. In cui, se non si riesce a trovare una via di fuga al crollo dell’economia italiana, tra qualche anno non ci saranno problemi di pensioni per il semplice motivo…che non ci saranno più soldi per nessuno !

Aggiornamento 30/07/2012

Il sig. Giuliano mi ha scritto una mail chiarendo alcuni aspetti della questione:

“Innanzitutto chi ha firmato accordi con poste italiane per fare entrare il figlio,non ha preso quelle somme che lei ha riportato,perciò non ha preso alcun incentivo,ma solamente il tfr maturato negli anni di lavoro.Tutto questo per un lavoro part time a tempo indeterminato per il figlio,vale a dire uno stipendio di 700.00 euro al mese. Poi per quanto riguarda le scommesse ,noi non abbiamo scommesso con nessuno tantomeno potevamo scommettere sulla nostra vita o sulla nostra pelle.Abbiamo accettato e firmato accordi di incentivi all’esodo in base a delle leggi dello stato italiano che permetteva di lasciare il lavoro in anticipo di un anno due, dietro pagamento di una ics cifra, dove si doveva proseguire nel pagamento dei contributi volontari inps e la restante cifra equivalente alle mensilità mancanti fino al raggiungimento della pensione per campare. Sia chiaro che nemmeno un centesimo di tutta questa operazione viene dai contribuenti italiani, in quanto sono soldi delle aziende.”

  • Lino

    Ma come è bravo Lei a sputare sentenze! Del resto pone subito le mani avanti, scrivendo presuntuoso nella presentazione, e ciò La assolve. E’ come se volesse dire: “guardate, vi avviso prima… perciò non lamentatevi dopo”. Peccato che scriva anche “divertente”, la qual cosa diventa un ossimoro palese. Un “presuntuoso” non è mai divertente, nemmeno quando fosse possibile riscontrare positivamente le sue asserzioni. Se poi spara cavolate a raffica…
    Gli esodati non hanno fatto “nessuna scommessa”. Gli scommettitori sono arditi che popolano i casinò con le tasche piene e pazienza quando vi lasciano anche ingenti somme. Le perdite, generalmente, non incidono sul loro tenore di vita. Gli esodati sono poveri Cristi che tremano come sempre trema chi si trova nella tempesta, con la barca in avaria, e non intravede via di uscita. Passa un battello che può ospitare solo una persona…: “Salvati tu, figlio mio”. Ha figli Lei? Farebbe altrettanto, no? Anche da presuntuoso e arrogante…
    Potrei farla molto più lunga, ma preferisco chiudere qui.
    Siamo un paese da quattro soldi. (paese in minuscolo non è un errore di battitura). Consentiamo a farabutti di rubare a man bassa dagli scanni del Parlamento e non siamo capaci di tutelare i “Poveri Cristi” senza “scudo”. E vi sono anche persone come Lei che sostengono, con infastidente superficialità: “Pazienza. Hanno perso una scommessa”. Ma mi faccia il piacere! Quattro farabutti si fa presto a metterli fuori gioco, a sbatterli in galera e a renderli inoffensivi… ma con gli Italiani come Lei… è una battaglia persa. Siete troppi.

    • http://www.zerozone.it Michele Pinassi

      Gentile Lino,
      pur da “presuntuoso” quale mi definiscono, non mi sottraggo certo al confronto e la ringrazio per il suo commento. prima di continuare la discussione, però, sarei curioso di sapere come mai ha scelto di accettare la “messa in mobilità” (o le dimissioni) dalla sua azienda. Cosa le hanno promesso ? Quanto le hanno dato ? Insomma, prima di discutere sarei curioso di sapere con chi ho a che fare.

      Grazie, Michele

  • claudio

    Gentile Michele….
    credo che a forza di definire in modo improprio gli “esodati” si finisca per litigare come i polli di Renzo.
    Di esodati a mio avviso ne esistono di diverse categorie:
    A) chi ha accettato un allettante bonus dalla azienda per uscire a qualsiasi età dall’ azienda
    B) chi ha accettato un allettante bonus per uscire dalla azienda a pochi o pochissimi anni dalla pensione
    C) chi ha accettato un bonus ragionevole per uscire dalla azienda qualche tempo prima dalla pensione….non sempre una accettazione libera, ma qualche volta anche dietro pressione
    D) chi è stato licenziato e messo in mobilità dalla azienda con tanto di contrattino che garantiva l’ arrivo alla pensione
    E) chi come il sottoscritto, che è stato licenziato unilateralmente dalla azienda che intendeva disfarsi delle persone anziane e messo in mobilità , attenzione azienda non in crisi , ma solo intenzionata a massificare i profitti…….
    Il sottoscritto casualmente matura i requisiti per la pensione a febbraio 2014.
    Quindi fuori dai 65000 salvaguardati della Fornero.
    Come deve sentirsi un lavoratore estromesso dalla azienda perchè anziano e senza pensione perchè lo stato gli alza la asticella dei requisiti sotto il naso di sei anni?
    Io sarei un esodato o un naufrago buttato in mare?
    Cordiali saluti

    • http://www.zerozone.it Michele Pinassi

      Caro Claudio,

      grazie per la tua testimonianza. Hai ragione, è opportuno classificare bene le tante situazioni degli “esodati”. Nel mio post mi riferivo, come speravo fosse chiaro, alle prime tre categorie (A,B e C): coloro che hanno accettato un bonus (allettante o meno è relativo) in cambio di una uscita anticipata e “rischiosa”. La tua situazione è ben più grave in quanto sei vittima di un sistema volto solamente a massimizzare il profitto, incurante delle persone e delle loro esigenze.
      Sinceramente non saprei cosa dire, se non esprimere la mia solidarietà nei tuoi confronti. Il vero problema è che l’Italia è attualmente governata da dei contabili bravi solo con la calcolatrice e non con il cuore…

      Michele

  • claudio

    Grazie Michele per la solidarietà
    Purtroppo i contabili al governo la calcolatrice la usano solo contro qualcuno…….
    Se la puntano verso qualcun altro gli staccano la spina :-)))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

  • angelo

    Caro sig. Michele,

    tanto per chiudere il discorso con gli esodati, un esodato che ha superato i 50 anni di età e superato più di trenta anni di lavoro non è una persona che accetta scommesse in cambio di soldi, ma nessuno si chiede il perchè di queste scelte (o forzature), sarebbe troppo complicato da capire e con questo concludo.

    Grazie.

    • http://www.zerozone.it Michele Pinassi

      Gentile Angelo, sarei interessato a capire il motivo di tali azzardi e le sarei davvero grato se potesse spiegarmi il suo punto di vista !

      A presto, Michele

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  • Mirella

    Sono pienamente d’accordo con quanto scritto nell’articolo..gli esodati hanno pur ricevuto “qualcosa”!! e quelli come me..io per motivi di salute sono due anni a casa (senza buonuscita…perche’ non ce la facevo piu’ a lavorare..) dovevo andare l’anno prossimo ed invece ho scoperto che ci andro’ nel 2020!!!! come vivro’ intanto?? a me non da niente nessuno non sono una esodata…ho 46 per cento di invalidita’ che non ci faccio niente mi hanno detto che serve 80 per cento..e allora??? io non ho fatto nessuna scommessa..e come me tant altri..condivido in pieno l’articolo
    Mirella

  • Guido Poggi

    Egr. Sig. Pinassi,

    credo che prima di esprimere giudizi, sarebbe più opportuno, anche in considerazione del Suo legittimo attivismo nella Res Publica ed in un Movimento che si appresta, causa la pochezza degli avversari, ad entrare in Parlamento alle prossime elezioni, acquisire informazioni di carattere giuridico o, se del caso, ricercare il parere di soggetti fidati ed esperti in materia.

    Cordialità

    Guido Poggi

    • http://www.zerozone.it Michele Pinassi

      Gentile dott. Poggi,
      non ho certo la pretesa di poter avere conoscenze specifiche sulle tematiche riguardanti il mondo del lavoro, in quanto, nella mia vita professionale, mi occupo di tutt’altro. Quello che scrivo sul mio blog sono considerazioni PERSONALI su svariati temi, tra cui anche di politica nazionale. Ovviamente le mie considerazioni non prevedono consulenze tecniche o altro, pertanto la ringrazio del suggerimento nell’eventualità mi dovessi trovare a gestire la res publica.

      Cordialmente, Michele

  • Tania

    Volevano fare i furbi, avere molti più soldi e pure il posto per il figlio! (Vergogna!! Alla faccia delle raccomandazioni) mo si attaccano, o al limite vadano dal giudice per annullare l’accordo, facciano licenziare i figli e LAVORINO di nuovo. Di certo non esiste che siano gli italiani, cioè anche io, a mantenere questi tizi. Questa è la rovina dell’Italia, sempre attaccati alla mammella dello stato a sperperare i soldi degli altri italiani per non cacciare mai i propri o arrangiarsi e lavorare da soli. Vergognatevi!!

  • valerio

    scommetto che se non ci fosse stata la riforma delle pensioni ora non avremmo discusso di esodati e non ci saremmo neanche indignati per tutti quei dipendenti pubblici che hanno scelto di anticipare l’uscita dal lavoro (con un costo enorme per la collettività), di ottenere un incentivo economico e, cosa ancora più sconvolgente l’assunzione di un figlio (pratica quest’ultima di uso comune tra i dipendenti pubblici, pratica che ha un nome..”nepotismo”). Ora si vuole ancora una volta intervenire con denaro della collettività per “sistemare” la situazione di questi esodati..per me va bene….però, d’ora in poi mettiamo fine a quello che io definisco un “CANCRO” per il Paese Italia (oltre alla mafia, corruzzione, evasione)……facciamo che ogni persona, donna o uomo che non sia figlio di un dipendente pubblico abbia la possibilità e l’occasione di entrare nel pubblico impiego!!!

    • http://www.zerozone.it Michele Pinassi

      Gentile Valerio,

      il fenomeno degli esodati non comprende solo dipendenti pubblici: spesso sono grandi aziende, come le Poste Italiane, ad attuare questo tipo di “soluzione”. Le ricordo, oltretutto, che il nepotismo esiste soprattutto nel privato, dove le assunzioni sono regolate per chiamata diretta: nel settore pubblico ci sono i concorsi (anche se, purtroppo, possono essere “pilotati” ad-hoc) che stabiliscono chi può entrare e chi no.
      Le dico questo perché sono un dipendente pubblico, assunto dopo aver fatto regolare concorso e relative prove (titoli, scritto e orale), senza aver avuto alcun tipo di raccomandazione o “spintarella”.
      Certo, sicuramente ci saranno anche dipendenti pubblici assunti perché “figli di” o “nipoti di” ma il pubblico impiego è fatto anche di tante brave e capaci persone che tirano avanti la baracca e lavorano anche per tutta questa “parentopoli” di sfaticati incapaci. E, io la penso così, gran parte delle colpe è dei sindacati, soprattutto quelli nazionali che sono stati per lungo tempo solamente forme di potere per assecondare un sistema clientelare di cui hanno largamente beneficiato, facendo pressioni presso le amministrazioni per assumere “tizio” e “caio“…

      Buona fortuna, Michele

  • valerio

    Gentile dott. Pinassi,
    volevo innanzitutto farLe presente che io condivido la Sua tesi in merito agli esodati, inoltre chiedo scusa a Lei e a tutti quei dipendenti pubblici che lavorano e che, come dice Lei, lavorano con serietà e professionalità, ritengo solo che siano davvero una minoranza (lavoro a contatto con i dipendenti pubblici quotidianamente), così come quelli, che come Lei, sono riusciti ad ottenere meritatamente un posto nel pubblico impiego. Dico questo perchè conosco e sono amico di decine di persone che lavorano nel pubblico impiego…e che purtroppo mi hanno rivelato, con tutta serenità, di aver preso il posto di lavoro del loro genitore, dopo che questi è andato in pensione. In merito alle Poste Italiane, mi permetta di sottolineare che Poste italiane anche se è una Grande azienda, è e rimane al 100% del Ministero dell’Economia ed è posta sotto il controllo e la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, già Ministero delle Comunicazioni, quindi per me Poste Italiane è e rimane una Grande azienda pubblica.
    La ringrazio e Le faccio un grosso in bocca al lupo per la Sua attività nel Movimento a 5 stelle.
    Valerio

  • arturo

    tu sei solo che un bastardo!!!!!!!!!

    • http://www.zerozone.it Michele Pinassi

      Ho approvato questo commento offensivo solamente per dovere di cronaca. Sarei curioso di sapere, dall’autore, una motivazione più o meno plausibile per la quale sono stato offeso.

  • Cast

    Ma vi rendete conto di come il resto del popolo Italiano, quello vero, tira a campare tutti i giorni? Voi esodati volevate fare i furbetti come avete sempre fatto e adesso piangete, quello che non sapete è che al popolo onesto che suda lo stipendio tutti i mesi di voi non gliene frega niente. Poi anche i figli al vostro posto statale, fate schifo. Vi auguro di campare gli ultimi anni della vostra vita come noi lavoratori precari a vita con i figli disoccupati. Siete senza vergogna.

  • Marco

    Sono stato licenziato, dopo 35 anni, a 56 anni, motivazione chiusura diversi uffici, mi hanno dato una cifra per arrivare a pagarmi i contributi volontari sino all’uscita del vecchio sistema pensionistico. Non ho avuto mobilità ma solo l’anno di disoccupazione. Per poter vivere ho venduto casa, ed ora mi ritrovo con circa 30.000 euro di contributi versati per nulla, e la pensione arriverà nel 2020.
    Se per Lei è logica.

  • calogero.virzi

    per cast ,vergognati di offendere migliaia di lavoratori di poste italiane che anno lavorato onestamente e anno contribuito dal 1998 ad oggi a rendere una delle poche aziende italiane attive ed efficienti al publico . per tua conoscenza ci sono anche lavoratori che anno lavorato per oltre 38 anni compreso il sottoscritto ed onestamente pagando regolarmente le tasse , quindi prima di sparare cazzate la prossima volta pensaci bene e chiedi scusa a 6200 famiglie circa che rischiano di andare sul lastrico ma per tua sfortuna non ci andranno .calogero

  • calogero.virzi

    caro sig michele , le scommesse si fanno nelle varie agenzie che anno i titoli per i gochi di azzardo autorizzati dallo stato per il suo interesse. questi lavoratori voliono solo ed esclusivamente il rispetto della legge pensionistica da quando anno sottosritto il contratto d’uscita nelle varie aziende . adesso non si puo’ cancellare un contratto solo perche’ i nostri politici anno preso in giro l’ intera nazione e loro continuano a fare i loro comodi . una cosa le garentisco che non avremmo mai e poi mai lasciato l’ azienda dopo oltre 36 anni di servizio per prendere dei doldi come tanti ironizzano in quanto avremmo preso molto di piu’ dopo quattro anni e una pensione immediata . altre parole non servono a nulla . di recente e subentrato un’ alro prolema serio dall’inps dove finalmente dopo circa due anni sono arrivati il proseguimento dei contributi volontari in un unica soluzione e con un aumento del 30% , che molti non riescono apgare in quanto l’ azienda non li ha dati quindi piove sempre sul bagnato ripeto di una cosa inpensabile dove ci anno guadagnato solo le aziende . distinti saluti calogero

  • cast

    carissimo virzi tu non ti sei vergognato di avere cittadini italiani come te che che da 30anni lavorano come precari con cooperative e non certo con lo stato, malpagati e spesso non pagati affatto con ditte e società cooperative create apposta per lo sfruttamento dei lavoratori con i sindacati impegnati a difendere e a farvi acquisire diritti assurdi solo a voi.
    Come solito quardate solo i vostri interessi e la maggior parte siete comunisti solo con i soldi degli altri. Se parli delle 6200 famiglie sul lastrico la mia e quella di tantissime altre ci sono, sul lastrico, da sempre per dare i benefici ai troppi statali. Fai una cosa iscriviti in una cooperativa e vai a lavorare così scoprirai come si campa veramente, ma sarà impossibile trovarvi dall’altra parte della barricata perchè siete troppo viziati. Volete protezione solo per voi mentre gli altri possono crepare, adesso tocca a voi.

  • Fabrizio

    Buongiorno a tutti
    Mi pare che qui si faccia proprio la guerra tra poveri!
    Ciao

    • http://www.zerozone.it Michele Pinassi

      Caro Fabrizio,

      la strategia è proprio questa ! Noi a litigarci, come topi, un pezzo di pane. Mentre loro, i potenti, i politici che contano, i banchieri, i palazzinari a mangiare bistecche, brindare e ridere…alla faccia nostra !
      E’ tornata la lotta di classe, ma non dei proletari versi i padroni. Oggi sono i padroni a voler schiacciare i cittadini.

      Michele

  • Cast

    ricordatevi che a questo banchetto sono stati complici tutti quei cittadini che con raccomandazione occupano o hanno occupato posti statali non necessari. Se una azienda è in crisi i primi ad essere licenziati sono i dipendenti e questa non avviene con lo stato anzi si pensa subito ad aumentare le tasse che così facendo i privati chiudono e diminuiscono le entrate. Se vogliamo fallire come grecia e spagna basta continuare su questa strada nascondendo i veri problemi che sono evidenti a tutti. Spiegatemi come mai un dipendente statale in esubero non può essere licenziato come un normale lavoratore che stà con un privato. Gli stipendi i vantaggi e la sicurezza che nessuno ti potrà cacciare dallo stato creano scambio di voto e perciò una forma di mafia peggio di quella che tutti conosciamo. Con la tecnologia di oggi i dipendenti necessari potrebbero essere la metà rafforzando quei servizi essenziali quali la sanità la sicurezza ecc. Tra le province i comuni senza parlare dei vari ministeri si annidano migliaia di inutili individui che ci costano tutto questo, le pagine dei giornali le tv sono piene di notizie filmati di persone che timbrano il cartellino e gironzolano per negozi e bar ma nessuno li caccia, e questa è mafia, se queste persone non sono presenti nel proprio posto di lavoro significa che, oltre a rubare i miei soldi delle tasse, non servono e quindi possono essere licenziati immediatamente. Invece con arroganza rispondono anche male a chi li scopre, poi però vogliono che gli altri paghino le tasse per garantigli lo stipendio. Ma perchè un lavoratore autonomo deve pagare più del 50% di tasse per la comunità quando si vedono questi scandali impuniti, cacciamo questa gentaglia rendiamo più sopportabile la pressione fiscale e diamo merito a chi rischia in proprio e se volete lavorare con lo stato allora dovete prendervi il minimo salariale portare risultati e far valere la meritocrazia altrimenti fuori dalle scatole. Ricordatevi che state al servizio del cittadino e non il contrario, si dovrebbero ribellare quei dipendenti statali onesti e lavoratori(che ci sono)offuscati da gente senza ritegno ma capisco che è come fare uno sgarro ad un mafioso. A risolvere i problemi non può essere chiamato colui che l’ha causati, non sarà facile ma anche questo governo stà girando intorno al problema e la scelta di uccidere subito chi porta soldi non ha portato ai risultati sperati, chiunque lo avrebbe capito, forse i primi a morire dovevano essere quelli che fanno sprecare inutilmente le risorse della comunità. Io prendo meno di 1000 euro al mese e non sempre ho garantito il lavoro perciò quando leggo certe cose scritte da chi ha garantito un buono stipendio per tutta la vita mi in.. arrabbio e dovreste sentire come la pensano i miei paritari sul vostro conto. Ribadisco che i famosi esodati, e ne conosco, sono i soliti furbastri come i baby pensionati ma questa volta gli è andata male. Vi ripeto che se volete lavorare ci sono le cooperative non piangete e unitevi a noi c’è posto per tutti.

  • Battista

    Credo che la grave situazione in cui ci troviamo sia data proprio dal fatto che persone come Lei, caro Michele, ritengono che le loro opinioni personali, prive di qualsiasi conoscenza specifica possano essere usate per affrontare i problemi. Temo che anche il Ministro Fornero faccia parte di questa categoria di politici che parlano e purtroppo agiscono senza sapere cosa dicono e ancor meno quali effetti avranno le loro azioni.
    Mi auguro che nel proseguire il suo impegno politico la induca a evitare giudizi privi di conoscenza.
    La sauto coprdialmente
    Battista Leone

    • http://www.zerozone.it Michele Pinassi

      Caro Battista,

      innanzi tutto la ringrazio per il suo intervento. In seconda battuta, fortunatamente, non ho alcun potere politico né decisionale (a differenza del Min. Fornero) pertanto le mie opinioni sono, per così dire, chiacchere da bar. Con questo non voglio negare di avere tali opinioni e lo scopo di scriverle sul mio blog è appunto suscitare il dibattito che, come ha modo di vedere dai numerosi commenti, non è mancato. Un dibattito al quale non mi sottraggo e che apprezzo, anche perché è solo attraverso il confronto che si può arrivare a soluzioni condivise e “democratiche”, come è nello stile della forza politica alla quale sono onorato di appartenere.

      Cordialmente, Michele

  • ezia

    Sono una signora nata nel 1952, ho maturato entro il 1992 16 anni di contributi dopo di chè ho dovuto lasciare il lavoro per dedicarmi alla famiglia, con la consapevolezza però di aver raggiunto la quota di contributi, per poter in vecchiaia avere un sostegno con la piccolissima pensione maturata.
    Ora, ad un passo dal raggiungimento della pensione con la riforma a firma Fornero e in particolare la circolare Inps n° 35, sarei costretta a versare quattro anni di contributi per arrivare ai venti.
    Chiedo cortesemente un modo per far sentire la mia voce, dato che alla mia età e senza lavoro, non mi sarà possibile ricostruire i contributi che secondo le nuove norme, mi mancherebbero.
    Mi sono rivolta ad un patronato, dove mi è stato detto che ci sono tantissime donne nella mia situazione e tutte disperate perchè hanno la consapevolezza di non aver più l’età per correre dietro a queste nuove regole e saranno rapinate dei contributi faticosamente versati.
    Sono d’ accordissimo sul fatto che bisogna tutelare i giovani, mi pare però che non lo si possa fare uccidendo la nostra generazione che, mi creda, siamo un grande supporto x i nostri figli, nipoti e genitori, svolgendo un grande lavoro sociale.
    Aggiungo che anche se non siamo considerate dai sindacati e dai politici, abbiamo intorno a noi delle grandi famiglie che sapranno capire, al momento delle votazioni, chi ha avuto a cuore il nostro problema.
    Ringrazio anticipatamente x una Vostra risposta a questa mia.
    Cordiali saluti,
    ezia caccia

    • http://www.zerozone.it Michele Pinassi

      Cara Enza,

      mi dispiace tantissimo per la Sua situazione drammatica, sicuramente comune anche a molte altre donne che hanno scelto di dedicarsi alla famiglia nella speranza di poter godere dei tanti anni di lavoro accumulati. Purtroppo non ho la soluzione per poterLa aiutare né ho idea di quale strada potrebbe esserle più utile.
      Il nostro è un paese disgraziato perché la classe politica, specialmente dal 1994 in poi, ha perseguito solamente i loro interessi di casta e di clientela, accettando delle vergogne come le “baby-pensioni” e i “pensionati d’oro”. Sostengo che la pensione debba essere contributiva (come è ora) e non retributiva: tanto hai versato, tanto prenderai. E che dovrebbe essere garantito un reddito minimo di cittadinanza, un sussidio sufficiente a garantire una sopravvivenza dignitosa a chiunque.
      Se solo si potesse introdurre un tetto massimo alle pensioni di anzianità, diciamo 3000€ mensili, con il resto si potrebbe agevolmente finanziare tutta una serie di riforme sociali volte a tutelare le fasce più deboli. Purtroppo chi è chiamato a dover decidere è anche colui che potrà godere di vitalizi e cospicue rendite, alla faccia nostra.

      L’invito che faccio è di dubitare dell’attuale classe politica, da destra a sinistra, e perseguire la via del rinnovamento completo delle facce e delle politiche. PD, UDC, PdL e tutti gli altri hanno miseramente fallito ed anche se continuano ad arrampicarsi sugli specchi cercando di garantirsi nuovamente la ricca poltrona (pagata da noi, ovviamente) sono sicuro che le prossime elezioni politiche riserveranno grosse sorprese.ù

      Auguri per il futuro. Michele

  • Mario

    Buongiorno, ho sempre creduto fino al 3 di agosto 2012 che gli ESODATI erano quelle persone che non prendono ne pensione e ne stipendio ( o mobilità).
    Dico il 3 di agosto, perché andando dal patronato per dimostrare che sono tra gli esodati
    per essere certificato all’INPS entro il 21 settembre 2012 per entrare nella lista dei famosi 65000 salvaguardati, mi viene detto che non RIENTRO tra quelli.
    Io ho firmato un accordo a dicembre 2008 con l’azienda, sindacato e unione industriale
    per la mobilità triennale perché avevo più di 37 anni di contributi versati che mi avrebbero portato dritto alla pensione con le leggi in vigore nel dicembre 2008. (Premetto che non ho scelto io ma la politica di riorganizzazione aziendale)
    Nel frattempo Berlusconi/Tremonti hanno spostato le finestre e adesso mi trovo
    senza pensione e stipendio(mobilità) perchè sono trascorsi 3 anni e la finestra non c’è più.
    Ho fatto la domanda di pensione a gennaio 2012 come previsto e mi è stata respinta dall’INPS con scritto: ” LEI NON RIENTRA NEL NUMERO DEI BENEFICIARI DELLA SALVAGUARDIA PREVISTA DALL’ART.10, COMMA 5 DELLA LEGGE122/2010 ( ACCESSO ALLA PENSIONE CON LE FINESTRE IN VIGORE PRIMA DELLA LEGGE 122/2010)
    Adesso io mi chiedo se non sono ESODATO, come sono classificato per la FORNERO????
    uno che non prende ne stipendio e pensione, quale falegname devo chiamare per farmi fare una finestra su misura??????? visto che nei famosi 65000 non ci rientro???
    Se qualcuno mi può dare una risposta ne sarei grato.
    Saluti Mario

  • anna

    andate a zappare la terra! Dopo aver accettato una legge mafiosa come questa (ma dove esiste che io firmo per lasciare il lavoro assicurando il posto a mio figlio che piu´di saper usare bene il suo IPhone non sa neanche chi e´il presidente della repubblica e vanta dei diritti senza nemmeno sapere chi era JFKennedy?) Il posto di lavoro e´un diritto per tutti e sinceramente sono moooolto felice che i vostri figli l´abbiano perso, visto che ci sono migliaia di giovani che non hanno il paparino alle poste o quantáltro!

  • Riccardo

    Salve a tutti ,

    recentemente ho voluto colmare un vuoto personale rappresentato dal termine “ESODATO” , ed ho letto con grande interesse alcuni post (altri erano palesemente di parte e tristemente egoistici ) .
    Francamente non comprendo le lamentele dei cosiddetti “ESODATI” , che a mio parere dovrebbero essere piuttosto definiti “SCOMMETTITORI DISINFORMATI SFORTUNATI” ; ricordo infatti che sono anni che le forze politiche venivano pressate dall’U.E. per unificarsi , quindi innalzare l’età pensionabile .
    Inoltre come può un “ESODATO” chiedere l’intervento di terzi (lo Stato “ovvero NOI CITTADINI ITALIANI”) , a seguito di un accordo pacifico o forzato , vantaggioso o svantaggioso , nepotistico o no , tutto questo tra due soggetti diversi e senza alcuna legiferazione approvata!!!!!
    Io ad esempio , sono un sottufficiale delle FF.AA. , effettivo dal 1980 , quando ho sottoscritto un contratto con lo Stato che prevedeva (fosse o no eticamente giusto) il pensionamento raggiunti i limiti di 19 anni 6 mesi 1 giorno , e con la riforma Dini è stato trasformato in un limite simile al leprotto usato per le gare dei cani , ovvero NON SI RAGGIUNGE MAI !!! Infatti , attualmente è stato più che raddoppiato .
    IO NON MI LAMENTO , MA ERA UN ACCORDO CON LO STATO !!!!!
    Concludo , rassicurando i cosiddetti “ESODATI” , NON PREOCCUPATEVI ,
    SIETE IN TANTI E IN TEMPO D’ELEZIONI UNA SOLUZIONE PER VOI LA TROVERANNO , ANCHE SE QUESTO SI CHIAMA “VOTO DI SCAMBIO ”
    Un grandissimo “IN BOCCA AL LUPO ” và invece a coloro che vivono momenti difficili loro malgrado . FORZAAAAA!!!!!!!!

  • augusto

    Ho 40 anni di lavoro e 57 di eta’ non posso andare in pensione,se e’ quando ci andro’ i miei figli non verranno uccupati dove lavoro..e devo continuare a lavorare perche’ gente che ha 35/37 anni di lavoro venga salvaguardata dopo aver accettato condizioni che gli facevano comodo,sono per il salvataggio degli “esodati” quelli che hanno meno anni di lavoro dei miei prendono il mio posto! a 1000 euro al mese.
    e adesso basta di romperci i coglioni con sti esodati che si sono fatti i fatti loro fintanto che gli conveniva!

  • Angelo

    Qualcuno a detto guerra dei poveri, sono d’accordo, nello stesso tempo credo che ci siano diversi tipi di poveri. Metti gli esodati intanto una piccolissima percentuale credo abbia risolto il suo problema.
    Atro tipo di poveri anni 53, cameriere in azienda con 7 persone, il locale chiude 29 anni di contributi altri dodici anni per prendere la pensione nessuno ne parla, dimenticavo un anno di disoccupazione 6 mesi al 60% i restanti al 35%.
    Ognuno alla fine pensa per se punto e basta.
    Pensa l’articolo 18, di cui quasi il 70% dei lavoratori non è tutelato.
    Certo a me dispiace comunque se una famiglia qualunque rimane senza reddito.
    Però riflettendoci si parla di esodati di ripristinare l’art. 18 ma del cameriere nessuno ne parla. E giusto questo?