Processione delle Cente a San Martino d’Agri

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

In questo piccolo comune di poche migliaia di abitanti adagiato sulle pendici del Monte Raparo, nella Val d’Agri in Basilicata, il 19 e 20 Agosto è la Festa di San Lorenzo, il Santo Patrono del paese. E’ una ricorrenza molto sentita dalla popolazione, con una festa che inizia con la processione del 19 Agosto e termina il giorno dopo con ospiti ed spettacoli importanti. La caratteristica particolare di questa festa è, appunto, la processione di apertura, in cui la statua della madonna viene traslata dalla cappella “Santuario della Madonna della Rupe” sulla vetta del Monte Raparello (di cui ho già parlato in questo post) e portata, rigorosamente a spalla, fino alla chiesa in paese, lungo un tragitto di circa 7Km.

Nulla di che se non fosse per le Cente, delle specie di opere realizzare con le candele, dedicate alla Madonna, ed addobbate come se fosse un vestito da sposa. Queste cente, del peso di circa 60Kg, vengono portate sulla testa da donne, ragazzi e persone anziane (a turni) lungo tutto il tragitto.

Dopo aver sentito per diversi anni parlare di questa particolare processione, quest’anno -in occasione delle mie ferie estive dai suoceri- decido di non perdermela così mi organizzo e chiedo in giro per sapere l’orario di partenza della processione.

Arriviamo al Santuario sulla vetta di Monte Raparello alle 17:00, orario che mi era stato indicato come inizio della processione. Purtroppo il parroco, per quest’anno, ha deciso di anticiparne la partenza così arriviamo a processione già iniziata da circa un’ora.

Vediamo un magro stuolo di persone nella strada sottostante, a circa 2km in direzione del paese di San Martino. E’ una giornata limpida di sole e, anche se in montagna, è caldo ed il sudore cola sulla fronte. Tuttavia sono più che determinato a calarmi nell’atmosfera festosa e mistica della processione, così mi faccio accompagnare più in basso e mi mescolo alle poche persone presenti, in cammino verso il paese più a valle.

Alla testa della processione il gonfalone comunale, seguito da quattro bellissime cente che anticipano la Madonna, portata a spalla dagli uomini del paese che si danno il cambio, matidi di sudore, sotto il caldo sole estivo.

La centa è una sorta di altarino, preparato in casa artigianalmente, costituito da una gabbia di candele poste a formare una chiesetta, all’interno della quale si inseriscono alcune immagini sacre della Madonna.

Dietro la Madonna, un nutrito gruppo di donne intona canti ed inni alla Madonna, mentre la processione procede in un reverenziale silenzio verso valle.

Ogni Km circa, lungo la strada, sono state installate delle piattaforme in cemento dove viene posata la Madonna per far riposare le persone esauste sua dalla fatica che dal caldo. Queste pause sono l’occasione, per gli astanti, di ballare canti popolari al suono stridulo delle zampogne. Sono i portatori delle cente i primi a fare sfoggio delle loro capacità atletiche e della loro devozione, ballando con queste bellissime opere adagiate sulla testa con una agilità inaspettata.

L’atmosfera è carica di gioia ed è incredibile i sacrifici che queste persone semplici sono disposte a compiere in onore del loro patrono e della Madonna, da sempre celebrata in ogni angolo della Basilicata.

La prima fermata ufficiale della processione è a San Pietro, una frazione subito sopra San Martino, dove la Madonna viene adagiata per circa un’ora nella chiesa di nuova costruzione ed i fedeli possono lasciare il loro obolo in onore del Santo Patrono.

Poco prima di San Pietro c’era la banda, in attesa della processione, e l’accoglienza in paese è stata al ritmo della tradizionale musica orchestrale. In paese il Sindaco, il Vigile Urbano ed altre autorità hanno accolto il parroco e la Madonna.

Sono già le 19:00 circa.  Le cente ed i portatori ne approfittano per riposare, mentre il sole ormai tramonta dietro il Monte Raparo. L’aria è calda ma l’atmosfera di festa rende il clima sopportabile, anche dopo la camminata di 7 km lungo la strada scoscesa che porta dal santuario al paese.

Dopo circa un’ora, verso le 20:00, la processione riparte alla volta di San Martino. Inizia ad imbrunire e moltissimi fedeli si sono uniti al magro gruppo iniziale, formando una lunga catena umana dietro le cente e la Madonna.

Intanto nel paese di San Martino si accendono le immancabili luminarie, delle decorazioni in legno a forma di arco, addobbate di lampadine colorate, installate lungo la via principale e davanti alla Chiesa.

In paese le persone più anziane ed i curiosi sono agli angoli della strada, facendosi il segno della croce al passaggio della statua lignea e donando qualche euro per la Chiesa.

La processione termina alla Chiesa madre di San Martino, dove la Madonna viene tenuta fino all’ultima domenica di Maggio quando viene effettuato il percorso inverso, ovvero viene riportata al Santuario sulla vetta del Monte Raparello.

E’ stata una giornata faticosa, iniziata alle 17:00 e terminata alle 21:00 circa. Sono esausto ma ne è valsa davvero la pena ed anche le foto ripagano ampiamente la fatica ed il sacrificio.

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. mariangela ha detto:

    ciao Michele, volevo ringraziarti per i post sul mio paese. E’ raro che qualcuno si interessi a noi e alle nostre tradizioni ed è strano leggere le parole di persone che non vivono in questi luoghi. siamo abituati ai nostri panorami e alle nostre tradizioni e non riusciamo più ad entusiasmarci e a stupirci. in fondo non ne cogliamo la meraviglia e ci sembra tutto banale e scontato. vedere le cose con occhi diversi ci permette di riscoprirne il vero significato e di apprezzarle maggiormente. Volevo solamente fare una precisazione: la festa (e quindi la processione) non ha nulla a che fare con San Lorenzo, ma è in onore della Madonna della Rupe, solenne protettrice di San Martino. Se vuoi visita il nostro sito; e’ ancora incompleto, ma troverai alcune informazioni sulla festa, che magari potranno esserti utili per coglierne meglio l’essenza.
    Grazie di nuovo.

    • Michele Pinassi ha detto:

      Grazie Mariangela per il tuo prezioso commento ! In realtà la mia fortuna è aver sposato una lucana di Spinoso, a pochi km dal Vostro paesino, percui negli anni ho girellato le vostre bellissime zone in lungo ed in largo, iniziando ad apprezzare il sapore genuino delle vostre tradizioni.

      Rimani in ascolto sul mio blog…ci saranno altre novità sulla Val d’Agri !

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: