Come nasce un post

“Pensate da uomini saggi, ma parlate come la gente comune.”
Aristotele

Talvolta mi capita di riflettere su come nascono questi post sul mio blog. Un blog che ormai porto avanti da molti anni, circa 11, e che nel tempo ha visto molte trasformazioni che, in qualche modo, riflettevano anche i miei cambiamenti personali. Un blog è comunque un diario personale, dove raccogliere pensieri, riflessioni, emozioni che non vogliamo vadano perduti e desideriamo condividere con altri, nella speranza di essere in qualche modo utili alla collettività.

Facebook, come altri social, non ha affatto oscurato l’importanza dei blog. Forse proprio oggi, più che mai, si apprezza la capacità di approfondire temi, discuterne, condividerli come su di un blog. Su Facebook il tempo medio di vita di un post è 3 minuti. Se viene commentato, si può raggiungere anche un paio di giorni. Poi scompare nella timeline. Un blog invece rimane e viene indicizzato dai motori di ricerca, diventando un repository permamente dei contenuti lì presenti.

Come nasce, quindi, un articolo su questo blog ?

Spesso l’ispirazione nasce per caso, magari leggendo un articolo di giornale, un post su Facebook, un tweet o una discussione con amici, colleghi o parenti. O una situazione particolare al lavoro, di cui voglio in qualche modo mantenere traccia o condividerla.

La regola madre è “avere qualcosa da dire e trovare il modo giusto per dirla“: chiunque ha qualcosa da dire, che sia una opinione, un commento, un pensiero. Come dirla è la vera sfida, quella che distingue le grandi penne che scrivono editoriali da favola su media internazionali al post sgrammaticato e pieno di errori sui social. Inoltre, come dice l’ormai stra-citato Marshal McLuhan, il medium è parte del messaggio: non si può semplicemente trasporre lo stile della carta stampata sul web ma, invece, bisogna adattarsi alle peculiarità dei siti web e degli utenti.

Jacob Nielsen, fondatore dell’omonima società di comunicazione Nielsen Norman Group specializzata nel web, ricorda che leggere sullo schermo è il 25% più lento che leggere su carta: frasi brevi, post non troppo lunghi ed utilizzo di un linguaggio semplice e fluido.

Tornando al come nasce e si sviluppa un post, dallo spunto iniziale provo a fare una riflessione personale su come la penso a tal proposito e su come posso dirlo. Cerco poi eventuali fonti a sostegno, o contro, la mia tesi e provo ad integrare l’idea iniziale con ulteriori fonti che possano aiutare il lettore sul tema. Poi inizio a scrivere, a buttare giù il testo come se fosse una chiacchierata, sforzandomi di adottare uno stile il più colloquiale possibile. Talvolta, quando non riesco a completare un argomento o non ne sono pienamente soddisfatto, “congelo” l’articolo nelle bozze (al momento ne ho almeno 5 in freezer…), in attesa di ritrovare l’ispirazione per completarlo.

C’è poi la sfida di adottare uno stile quanto più possibile fresco ed originale, per distinguersi dagli altri: nel mondo della comunicazione globale, dove ognuno ha ormai diritto di parola e di espressione, la vera sfida è essere interessanti e mani banali. Una sfida difficile da affrontare ma che, in qualche modo, è di stimolo alla mia attività di blogger.

Un mio difetto, che magari può spiegare qualche strafalcione che trovate nei miei articoli, è che non mi rileggo. Una pessima abitudine che mi porto dietro dalle superiori, quando scrivevo temi lunghissimi direttamente il bella copia, senza rileggerli. Vi risparmio il motivo, tutt’altro che peregrino, per cui non rileggo quasi mai ciò che scrivo (e sbaglio a non farlo, sia chiaro !).

Quindi, ricapitolando ed avviandomi alla conclusione, vi consiglio vivamente di aprirvi un blog. E se siete titubanti nel farlo, sappiate che sono solo scuse: avere un blog è innanzi tutto un ottimo esercizio per la mente, poiché sprona la mente nel cercare argomento di discussione e nel riuscire a farlo nel modo più chiaro e coinvolgente possibile.

Se vi mancano le basi tecniche per farlo, potete utilizzare uno dei tanti servizi gratuiti che vi predispongono un blog, tutto per voi:

  • wordpress.com, piattaforma di blogging che offre gratuitamente un dominio di terzo livello ed un blog con WordPress, il popolare CMS open source;
  • blogger.com, la piattaforma di Google;
  • thumblr.com, piattaforma molto facile ed intuitiva per blogging e microblogging, con supporto foto e video;

Adesso non avete proprio più scuse e… buon blogging !

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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