7° EcoMaratona del Chianti

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Domenica 20 ottobre 2013 è stata la volta della bellissima EcoMaratona del Chianti, un evento podistico tra le verdi colline del Chianti senese nella zona tra Montaperti, Pianella, San Gusmè e Castelnuovo Berardenga (la sede logistica dell’evento).

Il servizio di trasporto borse

Il servizio di trasporto borse

Tre le distanze competitive, sul medesimo percorso: la Maratona di 42 km, il Chianti Trail di 18 km (partenza da Villa a Sesta), il Trail del Luca di 11 km (partenza da San Gusmè), tutte con partenza simultanea alle 09:30.

In attesa della navetta...

In attesa della navetta…

Come vi avevo già detto, dopo aver provato a preparare la 42 km, ho optato per una più fattibile 18 km, che comporta comunque diversi punti di difficoltà. Ma andiamo con ordine…

Il ritrovo è per tutti a Castelnuovo Berardenga dove l’organizzazione, oltre ad aver predisposto numerosi spazi per il parcheggio delle auto e dei pullman, ha la base logistica di partenza delle navette per le due partenze di Villa a Sesta (18 km) e San Gusmè (11 km).

Pertanto, dopo la sveglia alle 06:45 con già le borse pronte (non dimenticate mai le scarpe di ricambio !), una colazione leggera ma energetica, partenza verso Castelnuovo Berardenga. Già sulla provinciale si snoda un serpentone di auto in direzione della tranquilla località del Chianti, a lasciar intendere che anche quest’anno l’evento ha avuto successo: tantissimi iscritti, soprattutto alla 18 ed alla 10 km !

A Villa a Sesta

A Villa a Sesta

Avendo ritirato il pettorale il giorno prima, siamo andati direttamente alla fermata della navetta, dove insieme a molti altri podisti ci hanno portato alla partenza nel paesino di Villa a Sesta, adagiato sulle pendici di una collina che ci troveremo a “scalare” di corsa.

E’ ancora presto e mancano circa 40 minuti alla partenza. Già tanti podisti hanno iniziato il riscaldamento così, anche se piuttosto fresco (siamo intorno a 14°), cominciamo ad attivare la muscolatura esplorando i bellissimi dintorni.

La partenza della 18km

Panorama della partenza alla 18km

La partenza, sotto un grande gonfiabile della Diadora, inizia con una veloce discesa in mezzo ai vigneti, per fare un giro sotto il paese e risalire, passando dentro Villa a Sesta (dopo poco più di 1 km) ed iniziando, con una bella salita, in mezzo al bosco di circa 3 km, la gara.

Questa salita è uno dei punti critici dell’intero percorso: il vantaggio è che, trovandosi all’inizio, si hanno energie sufficienti per poterla affrontare adeguatamente. Diversamente, per i maratoneti, si troveranno a doverla affrontare al 24° km….e infatti sono stati molti coloro han rinunciato qui, fermandosi a Villa a Sesta.

Lungo il percorso

Lungo il percorso

Dal borgo di Campi, il punto più alto di tutto il percorso, il panorama sulle colline del Chianti è veramente mozzafiato (per chi ancora, dopo tanta salita, ne avesse…) e merita sicuramente una breve sosta contemplativa, prima di buttarsi nella lunga discesa tra pinete, campi e boschi, fino quasi a San Gusmè.

A circa 1 km prima di San Gusmè piccolo tratto di difficoltà con fondo sconnesso e traversata di un fossetto, dove alcuni hanno proprio infilato il piede. Si traversa poi il bel borgo, per passare il gonfiabile della partenza della 11 km (che quest’anno si chiama Trail del Luca), proseguendo lungo i vigneti della Tenuta di Arceno che ci accompagna per un bel tratto di strada. Quest’anno c’è stata una piccola variazione al percorso, forse preferibile rispetto agli anni passati quando si doveva affrontare un percorso di bosco piuttosto impegnativo.

La partenza della 18km

La partenza della 18km

Ci ritroviamo poi sul famoso “viale dei cipressi secolari”, dove alla fine c’è un bel ristoro organizzato dal GS Valenti di Rapolano a base di fette di pane con l’olio, salame e soppressata (tanto per restare leggeri…).

Una leggera pioggerellina inizia a cadere ed il cielo plumbeo non lascia sperare nulla di buono. Tuttavia ormai siamo in corsa…e bisogna arrivare !

Foto ricordo

Foto ricordo

Si prosegue così verso Castelnuovo Berardenga, lungo un percorso collinare senza grosse difficoltà: solo al 16° km si deve affrontare forse il punto peggiore di tutta la competizione. In fondo ad una ripida discesa, dove in troppi si buttano rischiando lussazioni, si supera un brevissimo tratto fangoso e successivo guado, per risalire attraverso uno stretto e ripido viottolo in mezzo ai lecci, sbucando proprio sulla sommità di una collina davanti Castelnuovo: questo tratto è veramente massacrante, dove sono tantissimi coloro che si arrendono e la affrontano camminando.

Da qui, dove c’è l’ultimo ristoro, si affronta l’ultima discesa ed il km finale, su strada asfaltata. Arrivare a Castelnuovo tra la gente che ti applaude e superare il gonfiabile dell’arrivo è veramente emozionante, anche se concludi in 1h e 55m.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Sulla navetta..con l'ansia della gara !

Sulla navetta..con l’ansia della gara !

Sicuramente  è una gara che vale la pena fare: ci sono podisti da ogni parte d’Italia e del mondo (inglesi, norvegesi, tedeschi…) ed il percorso, anche se faticoso, è veramente bellissimo. Ottima l’organizzazione, ad iniziare dal convegno del sabato per finire con il pasta-party della domenica. Non è certamente facile gestire così tante persone -oltre 1000- su un percorso di 42 km con 3 partenze.

Ci sono poi alcune caratteristiche positive, tra cui il fatto che essendoci così tanta gente a partecipare è molto difficile rimanere, almeno per la 18 km e la 11, da soli: si corre sempre in compagnia e scambiare 4 chiacchiere, anche in corsa, è comunque piacevole e rilassante. Nella maratona, invece, essendo sicuramente più dura, lunga e con meno partecipanti, l’arrivo è più solitario: sicuramente ci vuole tanto allenamento, anche e soprattutto mentale, per affrontare una competizione così.

L’unica nota negativa riguarda le docce e gli spogliatoi, decisamente insufficienti ed inadeguati per così tante persone. Inoltre anche il ristoro finale, in confronto agli altri lungo il percorso, è piuttosto povero: ho dovuto aspettare per bere e sono riuscito, dopo aver ripreso fiato, a mangiare solo due fettine di pane con l’olio. Non ho visto frutta né altri cibi che invece erano lungo il percorso. Magari su questo varrebbe la pena impegnarsi di più, considerando che chi affronta la 18 o la maratona certo non si mette a mangiare prima del traguardo !

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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Una risposta

  1. 03/03/2014

    […] Le premiazioni dei primi 3 assoluti, maschili e femminili, nelle 3 distanze (18- 32-50 km) saranno nel primo pomeriggio, alle 14:30, sul palco allestito davanti Palazzo Comunale, così con mia moglie ne approfittiamo per pranzare utilizzando i buoni pasto riservati agli atleti. Ci viene dato il buono per il Ristorante “La Costa” dove, nota stonata della giornata, dopo averci fatto accomodare, ci vengono portate due miserissime porzioni di penne al pomodoro nei rispettivi piatti di plastica, due bottigliette d’acqua e due fettine di dolce: francamente, oltre ad aver ricevuto un trattamento “da pezzente” (due piatti normali e due porzioni normali ?), potete capire che l’appetito -dopo 18 km di corsa…- non era affatto saziato. Vi erano anche altri ristoranti “convenzionati” pertanto non saprei dire se anche gli altri riservavano il medesimo trattamento: comunque sia, sarebbe stato molto più apprezzato un Pasta Party dignitoso, come ad esempio avviene in occasione dell’Ecomaratona del Chianti. […]

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