Verso l’abisso con gli occhi chiusi

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Scusami, il mondo è il gioco dei ricchi…

Inizia così “Sparami” dei Litfiba, anno 1997. Dalle mie casse Piero Pelù grida.

Scusami ogni sistema è una gabbia mi dà rabbia
perché aumenta le differenze
tra chi ha potere e chi non ha proprio niente.

Le notizie economiche che si rincorrono sui quotidiani, abilmente trasfigurate sui TG nazionali, nascoste tra servizi su costumi da bagno e sculture di sabbia, sono poco rassicuranti.

Il sistema capitalista è al collasso, fallito. Questo modo di vivere e di intendere la società non poteva durare in eterno. Nasci, produci, consuma, crepa. Intere generazioni del mondo occidentale crescite con questo mantra. Nasci, produci, consuma, crepa. Non poteva continuare così, in eterno. Il PIL non può essere un indicatore del benessere di una nazione, di un continente, del pianeta intero.

Non sono un economista e non posso, pertanto, dare lezioni o proporre soluzioni. Però mi guardo intorno e vedo la rabbia e la rassegnazione degli Italiani. La disillusione nei confronti di una politica (che sia dei partiti o dei “tecnici”) propensa ad accentuale le disuguaglianze, punendo i deboli e gli onesti, arricchendo i disonesti e i furbi.

Probabilmente è proprio questo accentuarsi delle disuguaglianze a fare più male all’Italia. Fino a pochi anni addietro c’era chi stava bene e chi stava male, certo, ma la maggioranza delle persone viveva dignitosamente e poteva portare un piatto di minestra in tavola, permettersi l’auto (anche più di una), le vacanze estive, la settimana bianca, la TV in ogni stanza, pizza e cinema il sabato sera, etc etc etc…

Questi tempi per molti sono finiti e per molti altri stanno per finire. La lotta di classe, quella dei ricchi contro la plebe, ha vinto. Sconfiggendo la classe media, hanno creato un occidente di poveri governata da una élite di ricchi  che depreda e saccheggia tutto quanto è rimasto di “bene comune” (e la svendita dei beni demaniali e statali, paventata più volte da Monti & C., ne è la conferma).

Colpo su colpo risponderò questo sistema è una gabbia
Mi dà in omaggio rabbia

La sfida più grande che ci aspetta è un pesante cambiamento del nostro stile di vita. Nel caso, probabilissimo, di un default e successiva fuoriuscita dall’euro, non sarà facile modulare le nostre abitudini sull’aumento dei pezzi che colpirà i generi alimentari, l’impennata dei tassi di interesse dei mutui, il crollo del mercato immobiliare e un aumento vertiginoso della disoccupazione.

Passerà quest’anno nero come sono passati gli altri
Se vogliamo cadrà ogni muro anche il più duro fra di noi

I primi anni saranno terribili. Ma potrà essere l’occasione per far ripartire un paese al collasso a causa dell’incapacità manifesta di una classe politica inadatta e una classe dirigenziale incompetente.

Sparami sparami lo farò
Colpo su colpo io risponderò
Sparami sparami lo farò…..
Sparami

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: