Referendum del 12 e 13 Giugno 2011

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

All’apetura dei seggi per il Referendum mancano [LCT-|-embed]

 

Questo weekend andrò a votare per i 4 quesiti referendari. Personalmente sceglierò il SI su tutte le schede, anche se ritengo molto più importante e prioritario il raggiungimento del quorum.

Il referendum è sicuramente lo strumento principe di una democrazia matura, l’occasione in cui tutti i cittadini sono chiamati ad esprimersi direttamente su questioni di interesse pubblico. Ma purtroppo, come abbiamo visto negli ultimi 10 anni, dobbiamo fare i conti con un QUORUM che troppo spesso è diventato l’obiettivo di coloro che hanno tutto l’interesse a sabotare i referendum. Infatti, il dibattito sulle consultazioni referendarie non è quasi mai sul merito del voto (“SI” o “NO” ?) ma sul raggiungimento della fatidica soglia dei 50%+1 degli aventi diritto al voto.

Anche il referendum è diventato, purtroppo, più un esercizio di “fede” che di volontà partecipativa. Credo che questo processo di svuotamento del significato democratico sia essenzialmente dovuto alla modalità stessa del Referendum, sancito dall’art. 75 della nostra Costituzione: i quesiti referendari sono ABROGATIVI. Questo significa che il Governo ha già deciso, deliberatamente ed in totale autonomia, che l’acqua può essere privatizzata, che in Italia si può produrre energia nucleare (in cui, peraltro, era già stato espresso un secco “NO” nel 1987) e che il nostro beneamato Premier può sottrarsi ai processi perchè ha “mal di pancia”.

L’abrogazione di queste norme è raggiungibile solo con l’impegno di un comitato che deve preparare i quesiti per l’approvazione della consulta, raccogliere 500.000 sottoscrizioni di cittadini italiani e poi cercare di convincere la popolazione a recarsi alle urne per superare lo “scoglio” del quorum.

Francamente trovo questo meccanismo una aberrazione. Prima di tutto dovremmo eliminare il quorum: ogni cittadino ha il diritto di votare ma anche il dovere civico di interessarsi alle questioni inerenti il suo paese. In secondo luogo deve essere permessa la promozione di referendum PROPOSITIVI, in cui la cittadinanza propone -con risultato vincolante- l’approvazione di leggi.

 

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: