Parigi, Charlie Hebdo e l’Islam

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Anche oggi, dopo la strage alla redazione della rivista satirica balzata sulle prime pagine di tutti i giornali, Charlie Hebdo, a Parigi si continua a sparare.

Cosa sta succedendo ? E’ esplosa la minaccia jihadista con la quale alcuni fanatici hanno minacciato più volte l’Europa *oppure* c’è altro ?

Non amo gli estremismi né coloro che si ritengono “giusti” o “puri”. Non amo neppure coloro che condannano a prescindere, che si erigono a giudici supremi e che credono di avere la verità in tasca (o in bocca). Non amo le campagne di odio, che siano verso un popolo o verso una religione. Non amo la rabbia xenofoba che, purtroppo, viene fuori da alcune persone in queste occasioni tragiche.

Io non credo che il problema sia l’Islam, così come non credo che il problema siano gli immigrati o “le vignette”: non mi ritengo così fesso, scusatemi. E nessun Italiano dovrebbe credere alle prime, banali, scontate motivazioni per quanto accaduto, dopo che proprio nel nostro Paese, durante gli Anni di Piombo degli anni ’70-’80, attentati e stragi erano all’ordine del giorno per motivi molto più vili della fede religiosa.

Ho letto diverse opinioni critiche sulla vicenda, compresa quella di Aldo Giannulli pubblicata sul Blog di Beppe Grillo, ma senza voler fare una analisi puntigliosa sui fatti, credo che sia sufficiente analizzare il contesto per rendersi conto che qualcosa, decisamente, proprio non torna.

Non capisco alcuni aspetti essenziali della vicenda, come l’accanirsi contro la redazione di un giornale satirico francese, freddare il poliziotto ferito con tanta agghiacciante precisione, fuggire sulla medesima auto tutti insieme e poi dimenticare sui sedili della stessa (che sbadati !) proprio la carta di identità.

Ammetto che avrei preferito credere alla storia dei 3 fanatici assassini jihadisti: purtroppo quello che sospetto possa esserci dietro è decisamente peggiore. E lo dico con una immensa tristezza nel cuore.

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: