La neve al tempo dei social network

“Amo la neve. Amo soprattutto la neve che accade quando meno te lo aspetti.
Ci si sente come dentro un segreto.”
Fabrizio Caramagna

La neve a Siena cade di rado. Forse una, massimo due volte l’anno, ma non tutti gli anni. Siamo nel centro di una sonnacchiosa provincia italiana, a circa 300-400 metri di quota, e le precipitazioni nevose qui si misurano in centimetri. Qualche decina di centimetri, al massimo.

Quando nevica, a Siena esplode il caos. Diciamoci la verità, non siamo gente abituata ad affrontare le strade con la neve (a malapena ci riusciamo con la pioggia) e così, totalmente impreparati, qualcuno si mette alla guida di mezzi senza avere né pneumatici adeguati né catene da neve (anche quando ci sarebbe l’obbligo, dal 1 Novembre al 15 Aprile, su diverse strade del nostro territorio, compresa la tangenziale). E senza le capacità di guida per affrontare queste condizioni meteo, si rischia di provocare disagi alla circolazione e di far rimanere imbottigliati anche per ore tutti gli altri.

Ovviamente i social network, che ormai da qualche tempo sono diventati lo specchio della società, si sono immediatamente animati dei consueti dibattiti pro e contro, spesso scivolando nell’insulto, nell’offesa, nel turpiloquio. Non sono mancati neanche i messaggi ironici, come quelli indirizzati al sindaco scritti sulla neve caduta nella conchiglia di Piazza del Campo (“Gigi chiudile”, “Gigi esci il sale”…), che hanno fatto sorridere anche in una situazione piuttosto drammatica.

I social network si sono rivelati molto utili per la diffusione di informazioni importanti sullo stato delle strade e della viabilità, anche se mi sarei aspettato maggiore partecipazione da parte delle istituzioni: limitarsi a pubblicare sul proprio blog, sul sito web o sul canale Whatsapp non è più sufficiente a raggiungere con capillarità i cittadini.

Come avevo già suggerito in un mio post “Qualche consiglio non richiesto per sindaci (poco) #smart“, oggi l’uso dei social network da parte delle pubbliche amministrazioni è fondamentale, soprattutto in situazioni di emergenza come quella verificatesi negli ultimi due giorni. Prendendo la pagina Facebook del Comune di Siena, mi sarei aspettato una comunicazione puntuale dello stato delle strade e della relativa viabilità, così come dei servizi del trasporto pubblico: niente di tutto questo, solo una sterile condivisione di quanto pubblicato sul sito web. Idem per il profilo Twitter. Al Comune di Siena hanno un social media manager?

Anche le altre pagine Facebook dei comuni limitrofi non brillano affatto per completezza di comunicazione: quella del Comune di Sovicille è addirittura ferma al 22 dicembre 2018 con un post sul Natale! Nel Comune di Castelnuovo Berardegna sono ancora fermi al Marzo 2018: quasi un anno di abbandono di uno degli strumenti oggi più importanti per la comunicazione alla cittadinanza! Va decisamente meglio quella del Comune di Monteriggioni, che pubblica avvisi sullo stato dei servizi pubblici con regolarità ed è sempre aggiornata.

La Provincia di Siena non ha neppure una Pagina Facebook, mentre già da qualche tempo seguo con interesse la pagina della Polizia di Stato – Questura di Siena che, anche se sul tema neve non ha scritto niente, pubblica notizie interessanti sulle attività delle forze dell’ordine sul nostro territorio.

Insomma, al di là della polemica sul sale, sugli spazzaneve e sulle previsioni meteo, dopo che alcuni comuni della Provincia hanno speso soldi pubblici per l’ennesima app – a mio modesto parere del tutto inutile – “Siena Accessibile“, forse sarebbe bastato mettere una/due persone a fare comunicazione puntuale sui social network per evitare, o almeno calmierare, il clima di isteria collettiva che si respirava mercoledì pomeriggio per le strade.

Non c’è niente di più frustrante, infatti, di ritrovarsi bloccati lungo le strade senza avere idea del perché o se gli altri percorsi erano transitabili e liberi. O di non sapere se il servizio dei mezzi pubblici è garantito o meno.

Prendetelo come spunto per le prossime situazioni di emergenza. Alla fine, basta un tweet.

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