Il privilegio di poter scegliere i propri candidati alle Europee 2014

C’è chi sorride, chi denigra, chi offende e chi invece, come me, è onorato di poter scegliere i propri candidati alle Elezioni Europee 2014.

Già, perché al di là delle chiacchiere contano i fatti: solamente il MoVimento 5 Stelle ha permesso ai suoi simpatizzanti, registrati e certificati sul sito web del MoVimento, sia di auto-candidarsi che di venire votati, con un sistema a doppio turno.

C’è anche chi contesta proprio l’uso del web come strumento per la scelta, ignorando forse come vi siamo misure di sicurezza molto più forti (crittografica, autenticazione, log…) delle tradizionali primarie con il foglietto anonimo e lo scatolone di cartone.

Le regole per queste “primarie” del MoVimento 5 Stelle erano chiare sin dall’inizio e diffuse attraverso il Comunicato Politico n. 54 di Beppe Grillo. Potevano candidarsi

tutti coloro iscritti al MoVimento 5 Stelle entro data 31-12-12 e con documento certificato entro il 20 marzo 2014, non diffidati, non svolgenti carica elettiva e non facenti parte di una lista partecipante alle elezioni amministrative 2014 certificata o in via di certificazione. Devono avere 25 anni o più al 25 maggio 2014.

e sarebbero stati votati da

tutti coloro iscritti al MoVimento 5 Stelle entro data 30-06-13 e con documento certificato entro il 20 marzo 2014 non diffidati

La votazione era suddivisa in due turni. Al primo turno…

…si vota con 3 preferenze solo per i candidati nella propria regione. Il candidato più votato della regione entrerà di diritto nelle liste finali. Gli altri candidati nella circoscrizione (utilizzata per il voto alle europee) andranno a un secondo turno nella misura di 30 per la circoscrizione…

Al secondo turno…

…si vota con 3 preferenze per i candidati nella propria circoscrizione europea che hanno superato il primo turno. Saranno candidati alle elezioni europee i più votati fino a riempimento delle liste della circoscrizione dedotti i più votati nelle singole regioni al primo turno. Nel caso di parità di voti verrà scelto il candidato che avrà preso l’ultimo voto per primo. I nomi saranno inseriti in lista in ordine alfabetico.

Ogni candidato aveva a disposizione una pagina dove poter inserire il suo curriculum, video di presentazione ed i suoi personali intenti nel caso fosse stato eletto. Oltre a questo, ad ulteriore garanzia, lo Staff richiedeva la sottoscrizione di un Codice di Comportamento dove si specifica anche le modalità con il quale un candidato viene sanzionato e la relativa sanzione “in cui venisse ritenuto gravemente inadempiente al rispetto del codice di comportamento e, in difetto, a versare l’importo di €250.000 al Comitato Promotore Elezioni Europee MoVimento 5 Stelle che lo devolverà ad ente benefico.

Si poteva fare di meglio ? Forse si, ma sicuramente si poteva anche fare di peggio. E’ innegabile che questo metodo di selezione non privilegia necessariamente i più competenti: spesso sono i più bravi, i più furbi, a conquistarsi i voti necessari per passare il turno, anche se lo scoglio successivo è molto più difficile da superare. C’è anche da considerare il problema del numero dei potenziali votanti: una città come Roma, nel medesimo collegio elettorale europeo della Toscana, potenzialmente può esprimere un volume di fuoco di molto superiore a qualsiasi altra realtà in campo ! Non è un caso, ad esempio, che al secondo turno, su 20 candidati ben 8 sono di Roma (2.654.215 abitanti). Della regione Toscana (3.704.152 abitanti), ad esempio, solamente in 3 sono riusciti a passare il turno (più un candidato di Madrid, nato comunque a Grosseto). All’Umbria (906.940 abitanti), la più piccola regione della circoscrizione, solamente un candidato di Perugia ce l’ha fatta.

La votazione su due turni, comunque, permette una selezione basata maggiormente su criteri meritocratici: è facile, al primo turno, esprimere la preferenza per l’attivista amico o della stessa città. Ma al secondo passaggio, dove ci sono comunque tre preferenze e molti meno nomi, i criteri di selezione variano sensibilmente.

Tuttavia, per gioco, ho provato anche a fare una veloce ricerca sui metodi di candidatura e selezione delle candidature nelle altre forze politiche italiane ma non ho trovato niente: qualcuno ha idea di come vengono selezionati i candidati ?

Domanda retorica, ovviamente, poiché non mi risulta che vi sia mai stata una vera e propria scelta dal basso dei nomi per le candidature, ad iniziare dalle elezioni nazionali.

Qualcuno ora risponderà “anche il Piddì fa le primarie !“: si, ma per scegliere il leader. Ed il resto dei candidati ? Chi li decide, l’elettore ?

Come si può chiamare “Paese Democratico” uno Stato dove l’elettore non può indicare le preferenze sulla scheda elettorale ? Parandosi dietro la scusa della “compravendita del voto” si vuole impedire al cittadino di attuare una selezione delle candidature, che vengono decise dalle segreterie di Partito, come quando Berlusconi decise di essere il “capolista” in tutte le circoscrizioni elettorali per il Senato.

Sono sensazioni strane, nuove, ma oggi mi sento veramente orgoglioso di aver potuto scegliere i candidati del MoVimento 5 Stelle per le prossime elezioni europee !

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