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Sostituire la PSU di uno SheevaPlug
0ATTENZIONE ! Le operazioni descritte sono PERICOLOSE e devono essere fatte solamente se in possesso dell’esperienza e strumentazione necessaria. Non mi assumo alcuna responsabilità, nè diretta nè indiretta, in merito . Verificate SEMPRE di lavorare con l’alimentazione a 220V scollegata e condensatori scarichi !
Ieri la PSU (Power Supply Unit – Modulo di alimentazione) del mio SheevaPlug ha deciso di smettere il suo lavoro. Come ho potuto scoprire grazie a Google, non si tratta affatto di un problema insolito: il piccolo alimentatore switching da 5V e 2A ha la tendenza a bruciarsi !
Inizia così il lavoro di ingegno per sostituire la PSU senza spendere troppo. Come si trova infatti su eBay, c’è un tizio che ripara proprio le PSU per 38€, spedizione inclusa. Diciamo che, da perito elettronico, ho deciso di farcela da solo.
Smontare lo chassis dello Sheeva è abbastanza semplice: dopo aver rimosso le 4 zampette di gomma, si usa un cacciavite a croce per rimuovere le 4 viti e si toglie, delicatamente, il coperchio.
Si vede subito la scheda embedded (il “pc”) e, collegato con un filo, la PSU all’interno di un box metallico.
La prima cosa da fare è svitare le due piccole viti che bloccano la presa a 220, sganciandola, per poi staccare anche il connettore che collega la PSU alla board (occhio che è delicato !).
A questo punto si rimuove la PSU, senza danneggiare lo chassis, e si toglie dalla scatola. La mia, come potete vedere dalle foto, era evidentemente
“bruciacchiata“.
Una ulteriore verifica la potete fare utilizzando un multimetro digitale (attenzione a prendere la scossa !) e verificare che la PSU non riesce più ad erogare i 5v necessari.
A questo punto dobbiamo trovare un sostituto per la PSU. Con il saldatore a stagno stacco i due cavi (220V e 5V) che dovrò riutilizzare con la nuova PSU, e mi metto a cercare un vecchio alimentatore a 5V 2A da riciclare.
Fortunatamente lo trovo (alimentatore di un hub D-Link abbandonato in un cassetto) e, sempre una gran botta di cul.. ehm, fortuna, le dimensioni sono pressappoco simili (devo “limare” un pò gli angoli).
Sostituisco i due cavetti di alimentazione, riadatto il tutto, verifico che sia la nuova PSU che lo Sheeva funzionino a dovere e poi chiudo lo chassis.
Operazione completata !
SheevaPlug
6Ho acquistato, per me e per un mio amico, due SheevaPlug dalla GlobalScale Technologies. L’attesa per averli è stata di circa 3 settimane ed anche la dogana italiana non ha perso tempo a ricaricarci subito 47
€ tra IVA, tasse di riscossione, tasse sul bollo, sul bollo del bollo, sul bollino del bollo del bollo….
Insomma, a conti fatti sono venuti 120€ a testa, compresi di spedizione e dogana.
Lo SheevaPlug ha un processore ARM, prodotto dalla Marvel, a 1.2GHz, 512MByte di DDR2 400Mhz RAM, 512MB NAND FLASH ROM. La porta di rete è ad 1 GByte ed ha un connettore per schede di memoria SD ed una porta USB. Arriva con una Ubuntu già preinstallata percui tutto quello che dovete fare è collegarlo ad una presa elettrica e fornire un IP via dhcp. Potete collegarvi alla consolle via SSH e la password di root è nosoup4u.
A questo punto potete usare apt-get per installare i Vs pacchetti preferiti !!!
Qual’è il motivo percui ho preso una Sheeva ? Beh, principalmente perchè ho bisogno di una linux box remota abbastanza potente ma con consumi limitati (deve stare accesa 24h al giorno !): lo Sheeva consuma solo 5W !!!
Per il momento non ho riscontrato particolari problemi se non la mancanza di moduli del kernel che mi porteranno, probabilmente, a dover reflashare per poter usare openvpn.





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