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Le primarie del piddì

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Non mi piace parlare delle azioni politiche dei partiti ma questa volta non riesco veramente a farne a meno, anche a causa del fatto che da circa due settimane non si parla d’altro. E’ scomparsa la crisi, sono spariti i disoccupati, qualche piccolo servizio sulle proteste degli studenti ma, alla fine, le telecamere tornano sempre su Bersani e su Renzi, come se gli altri candidati alle primarie neanche esistessero (certo, Tabacci -di fatto- non esiste proprio !).

Comunque, battute a parte, credo che questa storia delle primarie, in Italia, sia poco più di una buffonata architettata ad-hoc per convincere gli Italiani che hanno ancora, anche se poco, possibilità di decidere qualcosa.

Dopo le liste bloccate, l’impossibilità di esprimere preferenze, l’oligopolio dei partiti, i cospicui rimborsi elettorali…ecco che ci vorrebbero convincere che gli elettori possono decidere il prossimo Presidente del Consiglio !

Tutto bello se non fosse che basta leggere l’art. 92 della Costituzione Italiana:

Art. 92.

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.

Pertanto questo esercizio democratico chiamato “Primarie” -a cui anche il piddielle sembra tentare- è solo l’ennesima delega fiduciaria che gli Italiani danno ai Partiti, nella speranza che la volontà degli elettori sia rispettata.
Ma, dopo tanti anni di imbrogli, possiamo ancora fidarci di questi partiti ?

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

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“Se non sei parte della soluzione, allora sei parte del problema”

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Io vorrei essere parte della soluzione, per questo ho deciso di impegnarmi -per quanto posso- nella vita politica della mia città.

Non ricordo se ho già raccontato questa storia pertanto, nel dubbio, la ripeterò.

Tutto inizia nel 2006 quando, per caso, entro nel Blog di Beppe Grillo. Non era famoso come oggi ma, sporadicamente, anche sul web se ne parlava. Anche il web non era affollato come oggi e coloro che “navigavano” erano una sparuta minoranza. Facebook non esisteva ancora e gli smartphone dell’epoca erano i palmari con Windows Mobile e il Nokia 7650 con Symbian OS. Erano già alcuni anni che avevo scoperto il web e ormai sguazzavo agevolmente tra le pagine web. E approdai su un post di Beppe Grillo che mi incuriosì.

Come ancora oggi, sulla barra laterale a destra, c’è un elenco delle città dove esistono gruppi degli “Amici di Beppe Grillo”. E c’era anche Siena. *click!* e arrivo sul “Meetup 90” (all’inizio ogni gruppo era “numerato”) degli “Amici di Beppe Grillo di Siena“. Mi registrai al Gruppo ma, forse troppo giovane, non ne partecipavo alle attività.

Poi, un giorno, arriva una mail da Meetup.com che mi avvisa dell’imminente scadenza del gruppo perché l’attuale organizer “non aveva pagato la quota”. Il testo della mail implorava quasi un “salvataggio” del gruppo, che contava già qualche centinaio di utenti. Il costo era di pochi dollari così decisi di pagare la quota per 1 mese e lanciai un salvagente temporaneo al gruppo. Beh, chi paga ne diventa automaticamente l’organizer e così mi caricai di tutta l’organizzazione degli “Amici di Beppe Grillo”. O, meglio, cercai di dare una scrollata al sonnacchioso forum che, pur contando centinaia di iscritti, aveva una scarsa partecipazione (peculiarità tutt’ora esistente).

Dopo il mese decisi di abbandonare il ruolo e il buon Mauro Aurigi, che tutt’oggi è l’organizer, prese il mio posto.

Da lì, tra alti e bassi, la mia attività è sempre stata con gli “amici di Beppe Grillo” e, crescendo, siamo riusciti nel 2011 a presentare la nostra lista alle elezioni amministrative comunali di Siena, conquistando oltre 1300 voti e raggiungendo il 2,8% (purtroppo non abbiamo superato, per poco, lo sbarramento).

Come molti mi chiedono, ecco cos’è il Movimento Siena 5 Stelle, nato da un gruppo di sognatori che, attraverso un forum di discussione sul web, sono riusciti a creare una realtà politica rispettata e stimata.

Tanto per chiarire subito, il Movimento Siena 5 Stelle è una realtà “locale” (da intendersi alla pari di una lista civica) che però beneficia di visibilità nazionale offerta da Grillo e da tutti gli altri MoVimenti sparsi nei vari comuni italiani. A livello toscano, ad esempio, abbiamo cercato di creare una sorta di “federazione” attraverso la costituzione di un Regionale dove discutere dei problemi e delle attività condivise, così da ottimizzare le forze e massimizzare i risultati.

A partire dalle basi fondanti del non-statuto (http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf) ogni gruppo è assolutamente indipendente nelle decisioni e non si ricevono né ordini né “diktat” da Grillo o Casaleggio o altri (per questo considero il MoVimento Siena 5 Stelle come una “lista civica”).

Gran parte della nostra attività si svolge ancora attraverso internet (sul Meetup storico - http://www.meetup.com/Gruppo-di-Siena) che permette di discutere su svariati argomenti in ogni momento della giornata, favorendo la partecipazione attiva di tutti i simpatizzanti.

Essere iscritti al Meetup non è vincolante né prescinde l’appartenenza ad una certa forza politica: il ”Meetup” altro non è che un forum libero a iscrizione gratuita dove chiunque può registrarsi e partecipare alle discussioni (e proporne, se lo desidera, di nuove). Periodicamente, sempre organizzando il tutto attraverso la piattaforma Meetup, avvengono incontri “dal vivo” (o “meet-up” = “incontriamoci”) per discutere e conoscersi meglio.

A questi meet-up partecipano sia gli habitué che simpatizzanti o curiosi: la partecipazione è libera e gratuita e tutti (ma proprio tutti !) hanno diritto di prender parola e intervenire. Negli anni, considerando che partecipo dal 2006, ho visto di tutto, compresi ex-sindaci di Siena, consiglieri comunali di ogni forza politica, politici in crisi, talebani della politica, frustrati, perditempo…. e tutti hanno avuto, se lo desideravano, la possibilità di intervenire: questo è il bello del nostro MoVimento !

La nostra è una politica aperta e viva, senza direttivi né segreterie: tutti collaborano liberamente, ognuno a seconda delle proprie disponibilità, per portare avanti il lavoro e tutti sono i benvenuti a partecipare e collaborare alla realizzazione di un soggetto politico nuovo, aperto e libero da ingerenze e influenze.

Dicono che siamo sognatori ma quello che stiamo cercando di fare è favorire la PARTECIPAZIONE ATTIVA dei cittadini che sono caldamente invitati a segnalare i temi di loro interesse, esprimere le proprie idee e posizioni, così da riuscire a costruire un programma politico il più possibile condiviso. Nel MoVimento Siena 5 Stelle c’è posto per tutti coloro che vogliono credere alla possibilità di realizzare una politica sana, libera da influenze opache.

Chi cerca solo una poltrona rimarrà deluso.

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

Referendum che delusione !

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La domenica di referendum è appena finita e l’affluenza alle urne è circa sull’11-12%. Pochissimo. Sarà che gli italiani si sono stufati di andare a votare, visto che tanto non cambia nulla. Oppure i quesiti non sono stati capiti, così come le eventuali implicazioni. Oppure l’invito all’astenzione e l’evidente boicottaggio del referendum hanno avuto la meglio.

Io sono andato a votare. Ho esercitato il mio diritto di voto, anche se i quesiti non mi erano chiarissimi. Ho scelto di votare NO alla modifica per la Camera e SI per il Senato e SI anche contro le candidature in collegi multipli. E’ stato duro decidere i primi due: ho optato per una “mediazione”, in quanto ritengo necessario garantire diritto di esistere e di rappresentanza anche alle minoranze, anche se troppa frammentazione crea un sistema ingovernabile.

Comunque sia, alla fine, ho grossi dubbi che venga raggiunto il quorum: l’ennesima sconfitta per la Democrazione italiana.

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

Aperitivo con Simone Bezzini

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Ieri sera eravamo tutti invitati a festeggiare la vittoria di Simone Bezzini, nuovo presidente della provincia, del Partito Democratico. Tutti i candidati dei partiti alleati erano invitati, me compreso, ed ho deciso di andare nella speranza di ascoltare qualcosa in merito al futuro della provincia. Nada. Aperitivo tranquillo, 4 chiacchere con gli altri candidati, strette di mano e congratulazioni. Mi è rimasto impresso l’aneddoto che mi ha raccontato Alessio Manetti quando ha incontrato Alessandro Masi, riconfermato sindaco a Sovicille: “…lasciando stare tutto quello che è stato prima delle elezioni, ma questo Pinassi Michele non ha fatto altro che attaccarci !”. Ci tengo a precisare che mi è stato raccontato come aneddoto e che non ho nulla di personale contro Alessandro Masi !

Sinceramente parlando, non ho nulla neanche contro il PD anche se mi aspetterei – a livello nazionale – più opposizione e meno proclami. Anche a livello locale ho solo qualche appunto da fare, ed è quasi tutto concentrato sulla gestione della vicenda Ampugnano che, secondo me, doveva essere gestita in maniera diversa: innanzitutto il primo errore è stato cercare di tenere all’oscuro la popolazione. Il secondo errore è stato reagire con un’atto di forza contro il comitato che si era creato, indispettendo gran parte della popolazione, compresi gli aficionados del PD. Terzo errore è stato cercare di pilotare le consulte di comunità facendo di tutto per volgerle al proprio favore e “blindarle” quando si è visto che non era possibile. Questo, ed anche altro, è costato al PD locale almeno 5-600 voti, da aggiungere alle quasi 500 schede nulle e bianche. Su poco più di 6000 elettori non sono numeri da ignorare. Eppure bastava davvero poco: una volta deciso cosa si voleva fare di Ampugnano (non con le chiacchere, ma con i progetti) si doveva dare l’opportunità alla popolazione di conoscere le intenzioni e, successivamente, andare al referendum. A seconda del risultato si agiva. Tutto il resto ha costituito una prepotenza che ha dato fastidio a tantissimi cittadini e che ha provocato la costituzione della Lista Civica. L’affronto finale, se posso permettermi, è stato evitare le primarie e ricandidare Alessandro Masi a sindaco, facendo cadere quella goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ci sarebbe molto da dire anche sulla propaganda elettorale fatta contro la Lista Civica ma, per come la vedo io, in amore e guerra tutto (o quasi) è lecito e le elezioni sono una guerra. Magari, però, da un grande partito come il PD che ha forti consensi, certi messaggi isterici potevano essere evitati.

A livello provinciale mi auguro che Simone Bezzini sappia guardare avanti, puntando sul riciclo che non sugli inceneritori, sulle ferrovie e sulle strade più che su aereoporti, su fonti energetiche rinnovabili più che sul geotermico (che sta distruggendo l’Amiata e le sue falde acquifere). E, soprattutto, essere l’amministratore dei cittadini e non delle lobby.

A questo punto però è l’ora di mettere da parte il risentimento e guardare avanti. Come hanno anche detto il Bezzini e la Meloni, questa emorragia di voti deve far riflettere. E vediamo se, tra 5 anni, potrò tornare a votare con meno rabbia.

Scusate se questo post può sembrare uno sfogo ma non ho intenzione di scrivere ancora su queste elezioni. Percui prendetevi tutto insieme e finiamola quì !

About Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale come attivista nel Movimento Siena 5 Stelle.

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