Politica
Opinioni, testimonianze ed altro riguardo al monto politico nazionale e locale
Warren Mosler a Siena, per salvare la nostra società
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Ieri sera sono stato alla conferenza sull’economia con Warren Mosler e Paolo Barnard organizzata dal gruppo ME-MMT Toscana.
Serata molto interessante, soprattutto per un profano di teorie economiche come me: è stato spiegato, in maniera semplice, chiara e logica (senza i tanti paroloni dei prezzolati che si sentono in tivvù), cos’è e come funziona la moneta. Ed anche che, non avendo più sovranità nazionale, siamo rimasti letteralmente “fregati” dall’ingresso nell’Unione Europea.
Dimostrando come in realtà il tanto vituperato “debito pubblico” in realtà sia la quantità di “ricchezza privata” e che, pertanto, trattasi in realtà di “credito privato” e di “debito di stato”: se lo stato può stampare moneta liberamente, come gli USA (che hanno un debito pubblico altissimo…ma nessuno se ne preoccupa !), questo non è più un problema. Ma quando sei in una realtà economica transanzionale, come quella Europea, non puoi più stampare liberamente: ecco che il debito diventa un problema, perché vincolato a realtà extraterritoriali (la BCE).
«Fino a un anno fa chi metteva in discussione la permanenza dell’Italia nell’Eurozona era visto come un extraterrestre — ha aggiunto Maria Luisa Visione, dell’organizzazione — oggi, invece, chi dice che uscire dall’euro non solo si può, ma conviene, viene ascoltato, anche con molto interesse. La gente inizia a capire qual è il vero problema»
About Michele Pinassi
Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e alle amministrative del 2013 viene eletto Consigliere Comunale del Movimento Siena 5 Stelle.
Inizia l’avventura da Consigliere Comunale
0Stamani mi hanno recapitato la prima notifica di elezione a consigliere comunale per il Comune di Siena.
Nulla di particolare: un semplice foglio dove si informa che il sottoscritto è risultato eletto e che a breve arriverà la prima convocazione, ai sensi dell’art. 61 T.U. 16 Maggio 1960 n. 570.
Insieme alla notifica mi hanno consegnato un graditissimo invito all’inaugurazione della mostra fotografica di Steve Mc Curry, al Santa Maria della Scala dal 16.06 al 3.11 Siena.
Sarei andato a prescindere a vedere la mostra di uno dei migliori fotografi del mondo, che riesce a fare degli scatti incredibili trasmettendo sensazioni reali. Probabilmente non ne avrete mai sentito parlare ma la sua foto più famosa, la ragazza afghana con gli occhi verdi, l’avrete sicuramente già vista da qualche parte…
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Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e alle amministrative del 2013 viene eletto Consigliere Comunale del Movimento Siena 5 Stelle.
Siena spaccata in due. No: in tre
0Dopo la tornata elettorale del 26 e 27 maggio, sul campo di battaglia sono rimaste due fazioni: quella capitanata da Eugenio Neri, con la compagine del “buglione civico” che si trascina dietro impresentabili monaciani, cenniani e i pidiellini, che a Siena non riescono neppure a presentare la loro lista. Dall’altra abbiamo il PD-L e contorno, capitanata da un poco attraente -elettoralmente parlando- Bruno Valentini, che si trascina dietro l’altra parte dei responsabili del disastro cittadino. Nulla di nuovo sotto il sole.
Ovunque si guarda, quindi, c’è da inorridire.
C’è poi la terza fetta di torta, quelli delusi che non andranno a votare al ballottaggio, compreso quelli che non ci sono andati al primo turno.
Fermo restando che il diritto di voto è un importantissimo esercizio democratico e che è preciso dovere di ogni cittadino il recarsi alle urne, ammetto che se fossi un elettore del Comune di Siena, mi troverei in seria difficoltà: scegliere il “meno peggio” ? Chi ?
Mi permetterò di fare due previsioni, secondo considerazioni personali che pertanto devono essere prese con le dovute cautele.
Vince Bruno Valentini
La percentuale di ceccuzziani tra i banchi della maggioranza è molto forte. Si prevede pertanto una giunta difficilmente discontinuatrice, in quanto si dovrà comunque rendere conto al manovratore chianino. Scordiamoci pertanto, anche se a chiacchiere sono tutti bravi, la commissione di inchiesta su Banca e Fondazione MPS: si attenderà, tergiversando, la prescrizione. E poi tutti a stappare champagne alla “birreria” di Piazza del Campo. Profumo, comodamente adagiato sulla poltrona, toglierà il vincolo del 4% e con l’arrivo del nuovo socio privato salutiamo anche “Babbo Monte” e relativi, pochi, residui denari. La Fondazione praticamente scompare ed il suo Presidente Mancini potrà tirare un bel sospiro di sollievo e pensare a come godersi la sua immeritata ricca pensione.
Per la città si prospetta un sostanziale immobilismo, sempre più penalizzata dalle mancate erogazioni della Fondazione. Zero inchieste, zero processi, zero condanne: chi ha avuto….
Prospettiva di durata di questa giunta: da 18 a 24 mesi al massimo. Poi tornerà il chianino, o chi per lui, in pompa magna.
Vince Eugenio Neri
Grande delusione tra gli omini degli orti e le donnine della coppe, che non potranno capacitarsi di come hanno potuto perdere i “veri comunisti”. Pace, se ne faranno una ragione.
La Famiglia Monaci, coadiuvata dai loro fedelissimi lacchè, prendono subito in mano le redini per vendicarsi ed inizia subito una guerra fratricida trasversale. Composizione della giunta difficilissima, con spartizione di potere da Manuale Cencelli. Al di là delle tante promesse, il neo-sindaco Neri verrà subito ammaestrato e guai a chi si azzarda a pronunciare la parola Fondazione o Banca MPS. Anche in questo caso, la speranza di una “Commissione di Inchiesta” sfuma. Profumo rimarrà al suo posto e, come sopra, con l’abolizione del tetto del 4% arriverà il socio privato: idem con patate.
Il clima in città probabilmente sarebbe diverso, con equilibri di potere sensibilmente destabilizzati. Sostanzialmente però cambia poco.
Prospettiva di durata di questa giunta: dai 12 ai 18 mesi. E poi si torna alle urne.
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Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e alle amministrative del 2013 viene eletto Consigliere Comunale del Movimento Siena 5 Stelle.
Marketing Politico-Elettorale
0Premetto che non sono un esperto di marketing né un politologo né un sociologo. Ho qualche banale infarinatura, dovuta ad esami universitari, ma nulla di più pertanto quanto scrivo è frutto della mia idea e non è “oro colato”. Magari, se scrivo qualche emerita cavolata, prego i miei lettori di segnalarmelo.
In questi giorni sono stati più volte apostrofato in merito alle mie opinioni sulle responsabilità dell’elettore, con diverse persone che, paragonando l’elettore ad un cliente, ripetono che “ha sempre ragione”.
Personalmente non me la sento di accettare tale paragone: l’elettore non è un cliente, per il semplice motivo che un cliente compie scelte sulla base di necessità individuali (ed egoistiche) mentre l’elettore dovrebbe avere una maggiore attenzione verso la società ed il contesto in cui vive, quando sceglie a chi affidare il suo futuro.
Da qualche decennio in poi, le forze politiche hanno assunto contorni decisamente più sfumati, tanto che oggi è faticoso distinguere le ideologie di “destra” e di “sinistra”, in quanto entrambi gli schieramenti sembrano avere ideologie sovrapponibili o quantomeno simili. Questo ha determinato, o è stato determinato, da una sempre maggiore impersonificazione della politica che non è più fatta di ideologia (o idee) ma di persone, o leader.
Questa caratteristica “leaderista” si denota ancora di più nelle elezioni amministrative, dove un “leader” viene candidato Sindaco ed appoggiato da liste comunicativamente irrilevanti o, quantomeno, scarsamente influenti sull’elettorato. Il risultato del voto disgiunto ne è la prova più evidente: nel caso della Vigni, ad esempio, è stata premiata la persona (Laura Vigni, 2999 voti) e non le liste che la appoggiavano (1924 voti in totale), con oltre 1000 voti di differenza.
Simile risultato anche per le altre due “coalizioni” dalla forte leadership, come quella capitanata da Eugenio Neri (6809 voti) contro i 5662 voti delle liste ad esso collegate, o quella di Bruno Valentini (11520 voti) con 10952 delle liste collegate.
Opposta situazione, che denota un rifiuto dell’elettorato per il cosiddetto “leader”, si è avuta con la lista Siena Futura ed i suoi 1513 voti, contro i 1417 del suo leader Mauro Marzucchi. Analoga situazione per la lista 53100.
Un ridotto scarto di voti, come per la lista MoVimento Siena 5 Stelle (300 voti), Cittadini di Siena (263), Impegno per Siena (284) denotano una minore influenza del leader a favore della lista ad esso collegata.
Alla fine credo che sia necessario considerare diversi tipi di elettorato, o di voto:
Voto di “religione”: qualunque cosa accada o faccia il mio partito/forza politica di riferimento, io continuerò sempre ad appoggiarlo ed a dargli fiducia. Qui si può accostare il voto del cosiddetto “meno peggio”, ovvero pensare di non avere altra scelta che continuare ad appoggiare la medesima forza politica di sempre per mancanza di alternative.
Voto di “convenienza”: ho una convenienza diretta ad appoggiare un certo partito, sia per motivi lavorativi (“mi hanno trovato il posto…”) che clientelari. Qui si può inserire il cosiddetto “voto parentale”, ovvero ho un parente/familiare/amico candidato e lo voto a prescindere dalle idee o posizioni politiche della lista, ed il voto “di pancia” ovvero quello che lascia ammaliare da promesse tipo “aboliremo l’IMU” e cose simili.
Voto di “opinione”: questo è il voto più critico, più vero. Questo dipende dall’opinione che l’elettore ha di una certa forza politica, determinata sia dalle idee programmatiche che dalle persone che ne fanno parte. Qui possiamo considerare anche l’area del “non voto”.
In campagna elettorale le varie forze politiche devono lavorare per smuovere principalmente il voto di opinione, che rappresenta quella percentuale più facilmente acchiappabile. Si può anche puntare sul voto di convenienza, attraverso forme clientelari e di marketing politico spesso più vicine ad un modo di fare “mafioso” che democratico (esempio può essere il ricatto “se vinco io/il mio partito, il tuo posto di lavoro è garantito altrimenti….”) oppure attuando le classiche promesse elettorali (“vi garantisco che manterremo aperte queste realtà..bla bla bla…“) che, invariabilmente, cadono nel dimenticatoio disattese.
Si evince finalmente come, in una normale competizione elettorale, la sfida sia quella di concentrarsi sul voto di opinione. E qui entra in gioco il marketing politico-elettorale:
“Il marketing commerciale vuole “vendere” al consumatore, il marketing politico vuole “servire” il cittadino-elettore.[...] Il marketing politico è la gestione ottimale tra offerta e domanda politica, tra partito ed elettorato, tra progetto politico ed elettore-cittadino”¹
Ma in un contesto politico sfumato come quello che ho descritto inizialmente, come si può cercare di distinguersi ? Certamente le idee sono importanti, così come il programma. Stessa importanza assume la comunicazione ed anche le persone che si offrono di portare avanti, anche con le proprie azioni, le idee che si vorrebbe proporre.
Si può anche attuare una strategia populista e demagogica, come quella del “meno tasse, più lavoro“, ma dopo 60 anni che la propongono tutti, da destra a sinistra, chi ancora abbocca è quantomeno ingenuo.
Ci troviamo così come in un mercato con banchi che offrono “prodotti” (idee), con insegne pubblicitarie più o meno accattivanti. L’elettore maturo dovrebbe ignorare la “pubblicità” e concentrarsi sul “prodotto”, ma il contesto dove ci troviamo a vendere è ben diverso da quel modello ideale che vede un elettorato consapevole e responsabile. Così anche la pubblicità assume la sua importanza e qui entrano in gioco anche fattori economici ed organizzativi: chi più spende, ovviamente, potrà permettersi campagne elettorali più impattanti, migliori, diffuse. Anche l’organizzazione che si ha dietro è importante ed è innegabile che il PD, con i suoi circoli Arci disseminati per tutto il territorio, ha avuto l’opportunità di sfruttare una risorsa molto potente (anche se lì si “gioca in casa“, pertanto i voti spostati sono veramente pochi…).
Possiamo semplificare dicendo che una parte di elettorato si farà ammaliare da volantini con facce sorridenti e colori sgargianti mentre un’altra parte cercherà nel programma la bontà -o meno- delle proposte, ovviamente secondo i proprio parametri di valutazione.
Ovviamente anche il contesto stesso in cui si applica il risultato elettorale ha la sua importanza: elezioni politiche nazionali avranno grandi tematiche come elemento di traino mentre nelle amministrative conteranno molto le proposte pragmatiche in merito alle necessità del territorio.
Nelle elezioni amministrative si avrà un voto di convenienza molto più forte rispetto alle politiche, in quanto i legami sono più diretti e forti.
Questo chiarimento era necessario perché è opportuno cogliere le differenze tra il risultato delle politiche e quello delle amministrative secondo parametri reali e non una semplice comparazione dei numeri.
Torniamo al nostro contesto, elezioni amministrative a Siena e voto di opinione, che rappresenta probabilmente una grande fetta di quei 2194 voti che il MoVimento Siena 5 Stelle ha conquistato.
Compariamo le differenti campagne elettorali. C’è stato chi è sceso in piazza, per le strade, tra la gente e chi ha preferito concentrarsi nei circoli e negli auditorium. Chi ha puntato su un marketing cartaceo (volantini e materiale informativo) esplicativo e lussuoso (belli i libretti del programma della lista 53100) e chi ha preferito slogan ad effetto e comizi elettorali (perlopiù deserti).
Scontro diretto tra il M5S ed il PD giovedì 23.05, quando nella stessa serata è arrivato a Siena sia Beppe Grillo che Renzi. Il primo sul palco allestito presso i giardini de “La Lizza”, il secondo nel più comodo auditorium (da 340 posti circa) dell’università per Stranieri.
Anche questa scelta denota una differenza sostanziale: un Auditorium è più facile da far sembrare “strapieno” rispetto ad una Piazza, soprattutto grande e dispersiva come La Lizza. E la “vox populi” del giorno dopo è comunque un importante veicolo di marketing (“…da Renzi l’auditorium era strapieno !!!“). Si conta che alla Lizza abbiamo partecipato circa 1500 persone ma le foto davano all’apparenza una piazza meno strabordante rispetto alla ristretta aula magna dove vi erano tante persone in piedi.
Insomma, tutto fa brodo -anzi marketing-, ed ecco che ad esserne penalizzati sono quei movimenti e gruppi che non hanno possibilità né di attingere a cospicue somme di denaro né ad “infrastrutture di comunicazione” consolidate. Considerate poi una palese avversione (o quantomeno “scarso interesse“…) della stampa locale nei nostri confronti e capirete le immense difficoltà ne far arrivare il nostro messaggio all’elettorato, perlomeno quello del voto di opinione.
Per questo, al netto di tutte le considerazioni fatte fino ad ora, considero il nostro 8,55% un grande risultato.
Soprattutto in una città come Siena dove vi è una grande fetta di elettori da voto di religione (“omini degli orti e donnine della coppe“) e voto di convenienza (innegabile che la commistione politica tra Banca MPS e PD influisca anche sull’esito elettorale).
Il MoVimento Siena 5 Stelle ha catalizzato quella parte di elettorato che non ha più nulla da perdere né favori da restituire. E spera in un futuro migliore.
¹ Il marketing politico ed elettorale: politica, partiti e candidati a servizio dei cittadini-elettori, Antonio Foglio, FrancoAngeli, 1999, ISBN 8846411277, 9788846411273
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Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e alle amministrative del 2013 viene eletto Consigliere Comunale del Movimento Siena 5 Stelle.
La responsabilità del voto
0La politica comune è troppo spesso l’arte di mandare innanzi a braccetto la verità e la menzogna, per modo che chi le vede passare non sappia distinguere quale sia la menzogna e quale la verità.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908
La verità non sempre piace. Spesso preferiamo illuderci, mentire a noi stessi, per addossare sempre la responsabilità delle nostre azioni “alla società”, “al governo”, “allo Stato”.
Come chi viene sorpreso a rubare e si lamenta “ma andassero a cercare chi ruba i miliardi !” o chi viene multato ed impreca “ma i nostri Politici fanno ciò che vogliono !”.
Ed è proprio in merito alle scelte che ognuno di noi compie nella cabina elettorale che è bene assumersi le responsabilità: fare un segno su un nome, un simbolo, comporta comunque una scelta. Ed ogni scelta è una responsabilità.
La politica può non piacere, può non interessare. Ma ne siamo comunque protagonisti, ogni giorno, e pertanto le nostre scelte elettorali ricadono su di noi e sulla società.
Se ci lamentiamo della classe politica, in realtà ci lamentiamo di noi stessi, delle nostre scelte, delle scelte della maggioranza delle persone che ci circondano.
E’ ipocrita dire che “gli elettori hanno sempre ragione” e poi lamentarsi della classe politica: siamo noi elettori ad averla scelta, attivamente o passivamente, ed è giusto che ce ne assumiamo la responsabilità.
Se non lo facciamo, beandosi dietro una falsa ignoranza, la coscienza civile collettiva non cresce. Come un bambino che si nasconde dietro ad un “non l’ho fatto apposta”, ecco che l’elettore si nasconde dietro il “sono tutti uguali, tutti ladri”: vogliamo uscire dall’infanzia e proseguire verso la maturità ?
About Michele Pinassi
Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e alle amministrative del 2013 viene eletto Consigliere Comunale del Movimento Siena 5 Stelle.
Buongiorno “consigliere” !
1Così mi ha svegliato mia moglie stamani, con un bacio.
Solo lei, probabilmente, può capire cosa significa affrontare una campagna elettorale difficile come quella appena trascorsa, con un risultato deludente ma comunque soddisfacente.
Il salto di qualità c’è stato, innegabile, così come una emorragia piuttosto consistente dei voti al PD.
Era il 2008 quando il MoVimento Siena 5 Stelle affrontò, per la prima volta, le elezioni amministrative, conquistando 833 voti (la lista). Il PD vinse a man bassa, con il candidato sindaco Ceccuzzi, prendendo ben 11.723 voti.
Oggi -dopo gli scandali della Banca MPS, della Fondazione, la crisi del Comune di Siena (quanti milioni di € mancano dalle casse comunali ? 300 ? 100 ?), dell’Ospedale, dell’Università- ho affrontato per la seconda volta la campagna elettorale come “candidato sindaco”, conquistando un più che dignitoso quarto posto come “sindaco” (8,56%) ed ottenendo, per il MoVimento Siena 5 Stelle, il posto di terza forza politica della città di Siena, con ben 2194 voti (+1361 in due anni !). Parallelamente il PD, che questa volta vedrà il candidato Valentini in un imbarazzante ballottaggio con Eugenio Neri, perde 5240 voti, assestandosi a solo 6483.
Certo, avevamo ben altre aspettative. Aspettative dettate da quanto è emerso negli ultimi mesi: una città distrutta da una classe politica avida, incompetente e corrotta che ha pure l’arroganza di riproporsi alla sua guida. Ed alla quale, inspiegabilmente, i cittadini senesi ancora una volta consegnano le chiavi della città.
Non è stata una sconfitta, se così vogliamo chiamarla, per il MoVimento Siena 5 Stelle: a perdere, su tutta la linea, è stata la città di Siena. Da una parte il “partito unico” subisce comunque un sonoro ceffone (…pure l’onta del -finto- ballottaggio !) mentre dall’altra le vere forze civiche di opposizione, sane, non conquistano il riconoscimento sperato per il lavoro di denuncia e sensibilizzazione che hanno svolto negli anni.
Una città strana, che vede contrapporsi coloro che vivono delle rendite di posizione e del clientelismo del groviglio armonioso con le prime vittime della crisi della città, tra cui i tanti che rischiano di perdere il lavoro (1100 esternalizzandi solo in BMPS) o che si sono visto decurtare lo stipendio (Dipendenti comunali e dell’Università).
Certo, l’analisi del voto non può prescindere da considerazioni così semplicistiche. Probabilmente Siena sconta anche una età anagrafica piuttosto elevata, che porta ad avere un alta percentuale di “voto di religione”, di coloro che votano qualunque cosa succeda, a prescindere, per “partito preso”. E contro questo elettorato c’è ben poco da fare.
Ci sono poi i 500 “aspiranti” consiglieri comunali, che si sono trascinati dietro il voto di parentela e di amicizia. Vogliamo che ognuno di essi non abbia catalizzato almeno 5-6 voti così ? Ecco che basta poco a muovere 2000-2500 voti secondo logiche familistiche.
C’è poi la questione, spinosa, dell’informazione. E qui già vedo i giornalisti accusarmi, perché denuncio l’azione della “macchina del fango”. Credo che sia ipocrita, soprattutto da parte dell’informazione locale, continuare a sostenere che non vi è stata alcuna azione denigratoria nei confronti del MoVimento Siena 5 Stelle.
Ma anche a livello nazionale, è innegabile, i giornalisti si sono attaccati -morbosamente- a questioni puerili come la diaria o gli scontrini (questioni immediatamente riprese anche dagli altri candidati, Valentini in primis…) per dimostrare che il MoVimento 5 Stelle non riesce a fare nulla di concreto.
Peccato che la realtà dimostra ben altro. La realtà dimostra che il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato a 42 milioni di € di rimborsi elettorali, che è stata l’unica forza politica
a chiedere una Commissione di Inchiesta sulla Banca MPS, che è l’unica forza politica ad aver fatto una Interrogazione Parlamentare urgente sullo Statuto della Fondazione MPS. Eppure bastava una veloce ricerca su Google o su Facebook per rendersi conto della realtà: https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-parlamentare-Movimento-5-Stelle/151090111730813
Del resto se la Freedom House dichiara che l’Italia è “partly free” (Rapporto 2012):
While the print sector is more diverse in both ownership and content, most Italians receive news and information through the broadcast media. There are several newspapers and news magazines, most of them with regional bases. Newspapers are primarily run by political parties or owned by large media groups, but they continue to provide a range of political opinions, including those that are critical of the government.
è evidente che qualcosa, nel mondo dell’informazione, non funziona come dovrebbe. Forse è proprio questa commissione tra editoria, politica e finanza il vero problema dell’informazione italiana.
N
ei prossimi giorni, con calma, racconterò questa straordinaria -ma difficile- avventura elettorale. Ad oggi devo ancora smaltire le tante palate di letame che i giornali, di destra, di centro, di sinistra, mi hanno rovesciato addosso.
Tutto inutile: io non mi piego.
Per concludere termino con un pezzo dell’articolo di Marco Travaglio che commenta il risultato elettorale del MoVimento 5 Stelle:
Se tre mesi fa avesse prestato sottobanco 15 senatori a Bersani per il suo demenziale governicchio di minoranza, o se poi si fosse imbarcato nell’immondo carrozzone Letta-Alfano, il M5S si sarebbe guadagnato i favori dei giornaloni, della Rai e di mezza La7, che ora non lo lincerebbero da mane a sera, non inventerebbero scandali inesistenti (tipo i delirii della cronista di Report sulla pubblicità nel blog), non oscurerebbero la clamorosa rinuncia a 42 milioni di rimborsi elettorali, non lo accuserebbero di perder tempo a “parlare di scontrini” o di essere come tutti gli altri.
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Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e alle amministrative del 2013 viene eletto Consigliere Comunale del Movimento Siena 5 Stelle.
E silenzio (elettorale) fu…
0La campagna elettorale è finita. Ieri sera, alle 23:59, è finita la più lunga e difficile campagna elettorale che Siena abbia mai visto.
8 candidati sindaco, 16 liste, quasi 500 candidati. Un esercito mai visto, sguinzagliato per le strade di Siena, città da poco più di 50.000 abitanti.
Domani e lunedì vedremo i risultati della semina.
Non sarà un risultato scontato, per la prima volta nella storia contemporanea di Siena: a vincere potrebbe non essere il candidato privilegiato del “Partito Unico”, Bruno Valentini. In lizza per il più che probabile ballottaggio ci siamo io ed il Neri, candidato del “buglione civico” che raduna il PDL ed altre forze politiche, tra cui i “monaciani”.
Gli ultimi mesi sono stati veramente difficili. E’ da Novembre, almeno, che siamo in campagna elettorale: un avvio stanco, assonnato, in attesa dei risultati alle politiche di Febbraio.
Poi il BOOM del MoVimento 5 Stelle, ed ecco che il “Partito Unico” inizia ad avere veramente paura di noi: come fare a scongiurare, dopo il crollo del “sistema Siena”, che il M5S vinca anche nella nostra città ?
Inizia così una strategia del “divide et impera”: si allarga il ventaglio dell’offerta politica, mettendo foglie di fico qua e là a coprire i volti degli impresentabili (che vogliono mantenere il potere).
Compare così un Valentini, che fino a qualche mese prima starnazzava come un’anatra perché non lo facevano partecipare alle primarie, ed un Neri, faccia pulita da medico chirurgo famoso e stimato. Ovviamente questo non è sufficiente a catturare tutti i malcontenti, così ecco che il Marzucchi (ex-vicesindaco, ex assessore al bilancio) decide di correre da solo con la sua Siena Futura, tanto per agguantare qualche migliaio di voti. E la tenta anche l’associazione “postale” 53100 del Corsini, dipendente Axa. Nel carniere troviamo anche l’estremo-centrico Falorni, ex consigliere comunale di opposizione, e la sempreverde Laura Vigni, che cerca di agguantare i voti dei nostalgici della vecchia PCI. Parte del civismo senese ha appoggiato Enrico Tucci, ex consigliere comunale.
Tuttavia, pur con tutti questi galli nel pollaio, la città è in piena catarsi: i cittadini si trascinano svogliatamente tra tonnellate di volantini e manifesti, con melensi sorrisi pronti a carpire il voto dell’ingenuo -e distratto- elettorato.
Anche i tanti “incontri con le Associazioni” ed i candidati sindaco, da importante occasione di confronto ed approfondimento delle tematiche di interesse cittadino, si trasformavano presto in battibecchi elettorali della peggior specie (non dimenticherò mai l’isterico affronto del Neri a Valentini per la passerella elettorale alle Scotte del 1° Maggio…).
Anche i confronti TV, per quanto soporiferi (tremendo quello di Canale 3 dopo cena…noioso per noi candidati e per voi ascoltatori…), avevano qualche sprazzo di vitalità proprio nelle invettive e nelle accuse che i candidati (io compreso) si scambiavano sul disastro della città.
Comunque, ormai è andata e quel che è fatto è fatto.
Non nego che sono in trepidazione. Voglio vedere se Siena avrà veramente la forza di reagire oppure se, acriticamente ed apaticamente, continuerà a votare come negli ultimi 60 anni. Come se non fosse accaduto nulla. Come se la Banca MPS fosse sempre in salute, la Fondazione prospera, l’Università e l’Ospedale fiori all’occhiello della città.
Fino a che punto si può far finta di nulla ?
Un po di rassegna stampa per saperne di più:
Sole 24 Ore - A Siena si vota dopo il terremoto Mps
Corriere Fiorentino - Renzi-Grillo, scontro a distanza «Il giovane Renzie non sa le leggi»
Toscana TV - Grillo: “Siena ha smarrito la sua civiltà”
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Delusione…di genere !
0Ammetto di essere preoccupato per il futuro di questa città. vedo le altre forze politiche esprimersi in equilibrismi e contorsionismi al limite della decenza pur di conquistarsi un solo voto in più. Addirittura, come ho detto chiaramente all’incontro con le rappresentanze del “Tavolo sulle Problematiche di Genere” di venerdì, in campagna elettorale sono tutti molto bravi a promettere: il problema è di chi ancora ci crede !!
Mi domando se la popolazione è pronta ad alzare la testa o continuare nel servilismo di voler avere un “sindaco” principe.
Il MoVimento Siena 5 Stelle offre alla città non vane promesse ma un cambio di paradigma amministrativo: il Sindaco non è più “principe” ma colui che amministra e gestisce il volere del popolo.
Quando ho provato a spiegarlo ad una platea che ritenevo in grado di capire, ho visto solo facce cupe e scuotimenti di testa. Forse non era la situazione giusta, ma avendo il massimo rispetto nei confronti di chi si adopera per portare aiuto alle persone in difficoltà, ritenevo opportuno essere il più schietto possibile.
Purtroppo non ho avuto successo: c’è chi ancora crede che un Sindaco abbia una sorta di bacchetta magica e che sia onniscente, un moderno principe che dispone della sua città e del suo popolo come meglio crede. E tutti devono abbassarsi a chiedere, implorare, strappare la promessa che continuerà ad occuparsi di uno degli aspetti fondamentali per una società libera e democratica.
Scusate lo sfogo ma era necessario chiarire uno degli aspetti che più mi sta a cuore.
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Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e alle amministrative del 2013 viene eletto Consigliere Comunale del Movimento Siena 5 Stelle.
Università, tassisti, Siena Casa e Capitale della Cultura 2019
0Giornata assolutamente interessante. Questo pomeriggio ho incontrato alcune rappresentanze del COTAS, il Consorzio Tassisti Senesi, con i quali ci siamo confrontati sulle idee e sulle proposte per migliorare il servizio di taxi e, in generale, rilanciare la città.
Molti gli argomenti messi in campo, tra cui la pessima situazione delle infrastrutture cittadine ed una completa assenza di un piano del traffico: il risultato è una ridda infernale di automezzi nelle ore di punta !
Quando c’erano i soldi, nei tempi delle “vacche grasse”, le passate amministrazioni PDmenoelle non hanno investito nelle infrastrutture e le strade di Siena sono rapidamente diventante insufficienti ad accogliere il sempre più alto numero di pendolari che ogni giorni entra ed esce dalla città (tanti senesi abitano nei comuni limitrofi, causa alto costo degli immobili a Siena !). Dove sono i parcheggi scambiatori ? Dove sono le corsie preferenziali per i mezzi pubblici ? Dov’è un piano della sosta e del traffico ?
La serata ha continuato presso Palazzo Patrizi, dove si teneva il “question time” su Siena Capitale della Cultura 2019, dove il Prof. Sacco ha avuto modo di spiegare alcune fasi del processo. Serata interessante, anche se si è trasformata velocemente nella solita passerella per i candidati sindaco. Certo, è importante che la città conosca adeguatamente le idee di ogni candidato, per poter esprimere la propria preferenza nel modo più cosciente possibile. Però è anche vero che occasioni di informazione come quella di questa sera non deve necessariamente trasformarsi nella triste passerella politica con il sottofondo musicale “…menomale che Bruno c’è…”
Comunque, Siena Capitale della Cultura 2019 rappresenta una grande occasione ed una importante sfida per la città e per i senesi. Solamente se riusciamo a svincolare la città dalla morsa del “partito unico”, sviluppando questo processo di candidatura all’insegna della vera meritocrazia e trasparenza. Pertanto, come primi atti della futura amministrazione comunale a 5 stelle, cambiare il comitato locale (attualmente di chiara matrice PDmenoelle) secondo un criterio meritocratico e trasparente.
Ieri mattina sono andato al Tribunale, dove alle ore 09:00 era prevista l’ultima udienza del Giudice del Lavoro -Delio Cammarosano- in merito ai ricorsi dei miei colleghi tecnici-amministrativi sulla decurtazione del salario accessorio. Soprendentemente, ero l’unico candidato sindaco presente: si vede che per gli altri non era occasione abbastanza interessante. Comunque grande soddisfazione quando il Giudice ha condannato l’Università di Siena al pagamento dell’accessorio 2011, aggiungendo anche il pagamento delle spese processuali. Insomma, la pessima amministrazione non solo deve ora rimborsare i dipendenti ma pure pagare una cospicua somma di spese processuali: possibile che non era possibile intraprendere altre strade ? E chi paga per le scelte così deleterie per le casse dell’Ateneo ?
Nel pomeriggio mi sono incontrato con le RSU di SienaCasa Spa, la municipalizzata che gestisce l’edilizia pubblica dell’intera provincia di Siena. Il Comune di Siena, con il 34%, è il socio di maggioranza. Fino a che c’erano i soldi della Fondazione MPS nessun problema. Venuta a mancare la “muccona”, ecco che il sistema inizia a scricchiolare…
Dopo l’incontro, complice la bella giornata di sole, ne ho approfittato per fare un po di volantinaggio. Purtroppo quello che ho visto per le dissestate strade della città non mi è piaciuto: sacchi della spazzatura abbandonati con l’adesivo “contenuto non conforme”, senza che nessuno si preoccupi di rimuoverli. Non sembrava la mia Siena, la mia città. Di chi è la responsabilità di questo degrado ?
About Michele Pinassi
Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e alle amministrative del 2013 viene eletto Consigliere Comunale del Movimento Siena 5 Stelle.








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