Politica

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La Concordia, l’Italia e la Provvidenza

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Forse un pò cinicamente, la tragedia della Costa Concordia è avvenuta in un momento provvidenziale.

Schettino, perfetta allegoria di ogni comandante italiano, è diventato subito il simbolo della viltà, della superficialità e dell’incompetenza. Insomma,alla stregua di molti nostri Politici e Dirigenti (Come suggerisce anche Beppe Grillo nel suo post Carnival Italia).

De Falco, immolato ad eroe per aver compiuto -dignitosamente- il suo dovere (sic !) in un paese dove è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che una persona competente segga nelle poltrone della dirigenza (parafrasando un noto testo di 2000 anni fa).

Momento provvidenziale, dicevo, perchè permette ai mass media di sviare comodamente l’attenzione su quanto sta succedendo nel paese, dalle proteste siciliane (il Movimento dei Forconi), gli attivisti dei Movimenti per l’Acqua Pubblica che occupano il Ministero dell’Economia per far valere il volere degli italiani espresso dall’ultimo Referendum, il fallimento delle manovre economiche (com’è che nessuno parla più di spread ?) del governo Monti…ah, ed i 5 giovani 20enni travolti ed uccisi sul GRA

Anche all’estero le cose non vanno proprio bene: la Grecia è al collasso, l’Inghilterra è attraversata da ondate di violenze,le agenzie di rating che declassano quà e là in Europa….

Ma accendendo la TV ormai non si sente parla d’altro: Schettino, Concordia, Costa, Crociera, Giglio, Schettino, De Falco, Concordia, Crociera

Improvvisamente siamo tutti grandi esperti di navigazione, tanto che parole come “inchino”, “biscaccina” (che poi sarebbe biscaglina…), “comandante in seconda” sono entrate nel linguaggio quotidiano.

Le T-Shirt sono diventate la punta di massima espressività per esorcizzare la paura e sdrammatizzare un evento tragico.

Se non fossero decenni che siamo naufraghi del nostro belpaese, mi verrebbe da urlare: Italiani, tornate a bordo, CAZZO !

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Crackers di riso…. australiani !

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Questa sera mia moglie ha messo in tavola una confezione di “Crackers di Riso“. Ne sgranocchiamo qualcuno. “Buoni” commento, anche se hanno un sapore dolciastro. Come mia abitudine, cerco l’elenco degli ingredienti: farina di riso 91%, olio di semi di girasole, zucchero…ZUCCHERO !?!?!? Si, confermo: zucchero.

Passo oltre nello scrutare la scatola, dove campeggia in bella vista un logo con scritto: “PRODOTTO DIETETICO, MENO 1% di GRASSI SATURI”. Beh, considerazione personale, meno dell’1% di grassi saturi ma poi ci mettete lo zucchero, che crea dipendenza ed assuefazione, oltre ad aumentare l’indice glicemico non di poco, insieme al riso. Mi vien da sorridere a parlare di prodotto dietetico !

Comunque, non sono a dieta. Vedo poi un simbolo strano, non capisco, assomiglia al profilo dell’australia. “O questo ?” penso. Cerco il luogo di produzione e rimango letteralmente basito quando leggo: PRODOTTO IN AUSTRALIA. In Australia ? Cioè, i crackers di riso… prodotti in AUSTRALIA !

No, c’è qualcosa che proprio non funziona. Già alla Coop avevo sollevato la polemica quando mettono in vendita i limoni che provengono dal Cile, i quali costano meno degli analoghi di Sorrento o siciliani. Ma avere i crackers di riso dall’Australia è decisamente troppo. Bisogna tornare, e noi consumatori abbiamo il potere per farlo, ad un sano protezionismo. Ad una sana selezione dei prodotti, privilegiando il Made in Italy di qualità.

E mai più crackers di riso australiani.

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Bye bye 2011 !

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Il 2011 è finito: mancano poche ore alla fine “ufficiale” per uno degli anni peggiori dell’Italia.

L’anno delle manovre finanziarie da 50 e poi da 20 miliardi, l’anno del Berlusconi che è costretto a dimettersi, l’anno che la Lega volta il culo a Silvio.

L’anno in cui la benzina verde sfonda quota 1,800€ e centinaia di migliaia di famiglie non arrivano a fine mese. Disoccupazione, spread e crisi economica le parole chiave del 2011, soprattutto quella giovanile al 30%.

Per la prima volta dopo tanti anni, i figli non avranno prospettive di vivere meglio dei propri genitori. Ed i genitori, ormai 50-60 enni, perdono il lavoro e non riescono a collocarsi, nella speranza di arrivare vivi all’età di 67 anni quando andranno in pensione. L’Italia sopravvive grazie ai nostri nonni ed alle loro pensioni, spesso minime.

Il 2012 non sembra portare grandi novità: la disoccupazione aumenterà, la povertà dilagherà, tensioni sociali, banche blindate, euro in perenne pericolo. La Grecia tornerà alla dracma: i pochi che potranno ancora permettersele, faranno vacanze da sogno in un paese distrutto dal capitalismo e dalla corruzione.

La benzina sforerà i 2€ al litro, complice anche le tensioni tra Iran e USA (con la prospettiva di un intervento militare). Le autostrade saranno ancora più deserte che in questi giorni (“Incolonnamenti ? Traffico ? Ma dove ? L’A1 era deserta !!!!”), i ristoranti sempre più vuoti (checcè ne dica il Silvio B. nazionale) e tante altre ditte chiuderanno tra le lacrime e la disperazione.

Bene, dopo questa bella iniezione di sano pessimismo, qualche bella prospettiva per il 2012: potrebbe essere l’anno in cui tutta l’Italia si riscopre unita, viva, solidale. In cui si ritroverà il piacere di aiutare il prossimo e di essere partecipe alla vita sociale e politica del proprio comune.

2012, l’anno in cui celebreremo il fallimento dell’economia e del consumismo. E la vittora del POPOLO.

La crisi economica è una scusa

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Proprio adesso sento una voce fuori campo, mentre guardo Ballarò, che dice: “i mercati hanno paura…”. Ma chi sono i mercati ? Chi controlla l’economia ? Verrebbe da dire: le banche ! Bene, e le banche hanno paura ? Proprio le banche, che hanno “in pancia” tutti i soldi dei cittadini e controllano il mercato ?

Inizio a pensare che la crisi sia una grande scusa, una colossale scusa necessaria alla politica, a questa politica, che rischia seriamente di scatenare una rivolta sociale senza precedenti.

La crisi in TV: “c’è crisi”, “aria di crisi”, “spread”, “sacrifici”. Adesso siamo disposti ad accettare di tutto in nome della “crisi”. Noi, cittadini normali, VITTIME di questo sistema politico-economico incomprensibile, misterioso, chiuso.

Berlusconi ha rassegnato le dimissioni (e chissà quanto ci costeranno queste dimissioni…) ed è arrivato Monti, l’ennesimo uomo della provvidenza, economista, tecnico della Goldman Sachs.

E si parla di “azioni forti”, “impopolari”, “lacrime e sangue”. Azioni che solo un governo non eletto, che non ha da rendere conto all’elettorato, può permettersi di fare.

Ma, paradossalmente, in questo momento l’Italia ha rinunciato alla democrazia in nome del mercato. Un governo che non è stato eletto dalla popolazione non è legittimato, in un contesto democratico, per definizione. Un governo, Monti, scelto da una classe politica che non ha perso tempo a defilarsi velocemente: perchè ? La risposta è banale.

Dove ci porterà tutto questo ? Beh, secondo me Monti attuerà tutta una serie di misure fiscali molto pesanti, dalla reintroduzione dell’ICI (o analoga tassa) sulla prima casa,tassazione delle rendite finanziarie (i BOT del pensionato che ha 10.000€ da parte), forte ridimensionamento delle politiche di tutela del lavoro e molto altro di difficile da digerire.

Ma la politica ? Beh, i politici adesso si nascondono alle spalle di Monti, applaudendo o fischiando ad ogni sua scoreggia, ma tutti con gran fiducia e con responsabilità.

Ma appena l’Italia sarà uscita dalla crisi, e lo decideranno i mercati, ovvero le banche, ecco che torneranno prepotenti come prima i politici trasformisti, da Casini a Bossi. E non si esclude un ritorno in grande stile del Cavaliere, corroborato da mesi di indisturbato bunga-bunga lontano dai gravosi impegni della politica.

Ah, ovviamente la crisi non toccherà lor signori: inutile sperarci ! Si trincereranno dietro: “il problema non sono certo i vitalizi…è l’evasione !”, “i privilegi sono il premio del nostro lavoro…” e supercazzole simili.

Tomasi di Lampedusa aveva visto lontano, in una famosa ed inflazionata citazione da Il gattoparto: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.»

E questa volta la situazione rischia di precipitare perchè cambieranno tante, troppe cose.

Aria nuova o aria…riciclata ?

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Grande euforia nel paese per le dimissioni, da primo Ministro, di Berlusconi. Dimissioni che, ci tengo a precisarlo, non sono state dettate dalla politica ma dalle condizioni disastrose della nostra economia. Silvio non è stupido: sa che chiunque governerà dopo di lui dovrà approvare riforme impopolari ed il Paese non se la passerà tanto bene. Politicamente, un suicidio. Meglio quindi lasciare, uscire di scena, fare pure il videomessaggio di saluto un pò rammaricato (http://www.youtube.com/watch?v=LyTFLV1d6UM) tanto per non perdere la faccia e non chiudere porte alle spalle. Far fare il lavoro sporco a Monti, il vecchio che avanza, il neo-senatore a vita nominato in extremis per formare un governo tecnico che più tecnico non si può (avete notato che i partiti non vogliono entrarci ? Secondo voi, perchè ?). Monti, l’uomo delle banche, della Goldman-Sachs (sapete tutti cos’è, vero ?). Espressione della lobby bancaria, difficilmente possiamo aspettarci che andrà contro i propri ideali. Eppure le Banche sono una delle cause della nosra disastrosa situazione: le Banche prestano soldi ai governi, che poi utilizzano i soldi dei cittadini per salvare…le Banche ! E mentre i governi sono sempre più affaticati, i manager delle grandi banche di investimento sono sempre più grassi e gonfi.

Ma allora, cosa possiamo aspettarci da Monti ? Personalmente credo che la necessità di dare fiducia ai mercati sia imprescindibile ed improcrastinabile: anche oggi abbiamo visto come lo spread è volato ed i tassi hanno toccato il 6,29% (record storico).

E come possiamo dare fiducia ai mercati ? Beh, non sono un economista ma credo che debbano essere attuate al più presto riforme sul mercato del lavoro, liberalizzazioni e, soprattutto e purtroppo, svendita del patrimonio statale.

Monti potrà anche permettersi, se lo vorrà e se ci riuscirà, di tagliare gli sprechi della Casta ed anche ad attuare alcune importanti liberalizzazioni sul settore professionale.

Tuttavia la priorità adesso è tagliare gli sprechi e gli statali diventeranno il bersaglio principale, sforbiciando quà e là personale ed Enti inutili (e su questo posso anche essere d’accordo).

Una interessante serie di proposte, a firma di Rizzo e Stella, su cosa Monti può e dovrebbe fare. Vi consiglio la lettura dell’articolo su I primi tagli: iniziare dalla Politica.

Comunque anche l’analisi di Mercato Libero, un blog economico-finanziario, è abbastanza impietosa:

Con le dimissioni di Berlusconi, il clima del Paese deve cambiare per legge. Ecco un primo elenco di regole che da oggi saranno adottate da giornali e sinistra.

- Se la Borsa sale sarà per merito di Monti, se cala è per colpa della Grecia.

- Se tuo figlio prenderà 9 nel compito in classe è perché con Monti è cambiato il clima culturale del Paese. Se beccherà un 4 la colpa è della riforma Gelmini che ha ucciso la scuola.

- Se c’è il sole è perché anche l’ecosistema approva il governo Monti. Se piove è colpa della dissennata politica ambientale dell’ex ministro Prestigiacomo.

- Se tua moglie ti sorride è perché Monti le ha fatto ritrovare la gioia di vivere. Se tiene il solito muso è solo perché il governo Monti non è ancora insediato.

- Se il tuo fruttivendolo da oggi alza il prezzo dei pomodori è un buon segno, vuole dire che è certo del fatto che con il governo Monti siamo diventati tutti più ricchi.

- Se la tua banca ti ritira il fido è perché il governo dei banchieri ha dato indicazioni a tutte le sue filiali di proteggere la tua famiglia dalle tentazioni spendaccione di tua moglie. Devi essere grato al professor Monti.

- Se chiude una fabbrica Santoro non deve più preoccuparsi. Fino a ieri i disoccupati avevano i paladini nei Bocchino, da oggi nei Bocconi.

 

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La lettera dei sogni

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Ieri è stata inviata ed analizzata dall’UE la famosa lettera del Governo Berlusconi, necessaria per cercare di evitare il disastro e provare a dare nuovamente fiducia ai mercati sull’Italia.

Ho letto il testo della lettera, pubblicata oggi sui sti web dei maggiori quotidiani nazionali. Ora ammetto di non essere un esperto economista ma su alcuni punti, tra cui la riforma della Costituzione, mi sembrano decisamente troppo ambiziosi per un governo che stenta a rimanere in piedi (e sarebbe anche l’ora che cadesse, e che diamine !). Mi riferisco a:

“Contestualmente all’entrata in vigore della legge costituzionale recante l’abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l’approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni.”

Peccato che anche di Comuni ne abbiamo troppi, con troppi impiegati, e strabordano di personale anche le Regioni. Di mandare in pensione anticipatamente i dipendenti un pò più anziani neanche se ne parla così anche il ricambio generazionale può andare a quel paese. Praticamente gli uffici dei Comuni e delle Regioni saranno delle “case di riposo”: un buon modo per sopperire alla mancanza di assistenza agli anziani !

Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l’Italia intende giungere all’approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.

In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:

 

 

a.     Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell’elettorato attivo e passivo per l’elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica.

 

 

b.     Due disegni di legge (all’esame del Parlamento) di riforma complessiva dell’organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all’abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo e della maggioranza.

Sul primo punto, per quanto titubante sulle modalità, potrei anche essere d’accordo visto che abbiamo un Parlamento pullulante di “nonni” che dovrebbero far spazio ai “nipoti”: guardate all’estero, soprattutto ai paesi del nord europa, che vantano politici giovanissimi, attivi e dinamici. Mica quelle mummie di Montecitorio !

Per la seconda tutto dipende da come verranno attuate le riforme federaliste. Del resto è innegabile che l’Italia non è uno stato unitario ma un insieme di gruppi eterogenei che condividono lo stesso ordinamento amministrativo. Inoltre, e questa si che sarebbe una riforma, abolizione delle regioni a statuto speciale (ad iniziare dalla Sicilia).

Comunque, la lettera è un insieme più o meno condivisibile di idee e buoni propositi. Tuttavia, e credo che in tanti la penseranno come me, l’attuazione di anche solo un ottimistico 10% di questi punti è praticamente impossibile, soprattutto per un Governo paralizzato dalle lobby economiche (pensiamo anche solo al punto sulla liberalizzazione dei carbutanti) e da un crescente rigetto da parte di alcune forze politiche della maggioranza.

Tuttavia in questa lettera mancano alcuni punti che ritengo importanti, tra cui:

  • abolizione di tutti benefit per i parlamentari, con azzeramento delle auto blu (solamente per i Ministri e Presidente della Repubblica)
  • recupero immediato della sanzione da 98miliardi di Euro alle concessionarie delle slot machines
  • adeguamento immediato degli emolumenti per le cariche politiche e delle pubbliche amministrazioni alla media europea
  • adottare il principio del rimborso totale a seguito di danno erariale per le decisione prese dalla politica (ad esempio, il defunto progetto del Ponte sullo Stretto: chi paga ora ?)
  • divieto di cumulo di cariche politiche ed impossibilità, per un politico, di sedere in un qualsivoglia CdA

Ecco, queste sarebbero state alcune delle cose che avrei voluto leggere. E invece nulla, zero, sui costi della politica, sui privilegi della Casta, sulla vergogna delle opere incompiute.

E’ l’ora di farla finita.

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15 ottobre e gli Indignati italiani

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“I giovani hanno ragione ad essere indignati” ha detto Mario Draghi. Ma quanto accaduto ieri a Roma, con quelle scene da guerriglia urbana messa in atto da un gruppo di qualche centinaio di teppisti, hanno ben poco a che vedere con l’indignazione.

Bisogna però ammettere che hanno ottenuto perfettamente il loro scopo: l’intera manifestazione e, soprattutto, il motivo per il quale oltre 200.000 persone da tutta Italia sono scese in piazza, è passata in secondo piano. La violena gratuita, le auto date alle fiamme e le vetrine infrante hanno creato la scusa perfetta a tutti i politici di questo vergognoso Governo: non è più necessario adesso cercare di capire l’indignazione ma è sufficente condannare e criticare per la violenza !

Silvio e la sua cricca hanno potuto tirare un sospiro di sollievo nel vedere queste scene. Angelino ha infatti subito glissato sulle motivazioni degli indignati, tornando subito a puntare il dito sulle violenze di cui solo pochi imbecilli sono stati protagonisti.

Ma l’importante è stato trovare una scusa, un appiglio, per ignorare le 200.000 persone: “”Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”. Queste sono le parole di Francesco Cossiga, l’ormai defunto Presidente emerito della Repubblica Italiana nonchè Senatore a vita.

Guardando le immagini degli assalti alle camionette delle forze dell’ordine, il paragone con quanto avviene fuori dagli stadi ad opera delle tifoserie è stato immediato. E mi sono subito immaginato un signore, vestito di nero, che si presenta in una delle tante sedi delle tifoserie violente ed offre a questi scalmanati l’occasione di sfogarsi in completa impunità (staremo a vedere cosa succederà ai 12 arrestati: si accettano scommesse !), magari mettendo sul piatto pure qualche migliaio di euro. E mi vedo questi imbecilli, quasi tutti ragazzini (come si vede bene dalle immagini) che non perdono certo l’occasione !

Ed il sospetto, quello forte, mi è venuto dalla scritta ACAB (tipica delle tifoserie calcistiche) subito comparsa sul retro della camionetta incendiata (la foto).

Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni: la campagna elettorale è ormai iniziata.

IVA al 21%

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Da oggi parte una delle azioni più antipatiche della manovra finanziaria: l’IVA al 21% su gran parte dei prodotti e servizi.

Non aumenterà l’IVA sul pane e sul latte ma, ovviamente, aumenteranno tutti i carburanti.

Ecco la stupidità di un governo (ed anche di una opposizione assente) che cerca di far cassa aumentando le tasse ma ottenendo, come probabile risultato, un ulteriore affossamento dei consumi !

Io ho deciso che cercherò di RIDURRE AL MINIMO le mie spese, soprattutto in Italia. Per le mie necessità punterò sull’estero, attraverso Internet, e per tutto il resto mi limiterò all’indispensabile.Evviva eBay ed amazon.co.uk !

Farò lo SCIOPERO PASSIVO DEL CONSUMO, riducendo ancora di più tutte le spese inutili.

Voglio proprio  vedere a che punto di stupidità si può arrivare !

 

 

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Lettera aperta sulla situazione della viabilità senese

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Camion merci alla Costarella

Ho scritto questa lettera ai quotidiani locali:

Gentile direttore,

proprio stamani, dopo l’ennesimo episodio, ho deciso di scrivere questa lettera per tentare di sensibilizzare il Comune di Siena ad adoperarsi per risolvere quello che è uno dei problemi storici della nostra bella città: la viabilità del traffico.
Per tornare ai fatti, stamani ho assistito all’ennesima inversione di marcia, nella strada di Pescaia, di un’auto olandese, immessa contromano sulla due-corsie che sale verso la città. E questo non è che uno dei tanti episodi a cui spesso assisto nel mio quotidiano tragitto casa-lavoro ! Circa una settimana addietro sono stato presente quando un signore anziano, con la sua auto, ha pericolosamente bloccato il traffico alla rotonda della Colonna San Marco perchè, in uscita dal parcheggio della “Casa dell’Acqua”, si ostinava a voler percorrere la rotonda contromano. Capita anche di assistere ad auto ferme in mezzo alle rotonde, con il conducente intento a studiare la carta stradale, ignaro del pericolo cui sottopone gli altri automobilisti.
Fortunatamente nessuno di questi episodi ha sortito alcun effetto tragico, ma solo per puro caso.
Potrei poi raccontare che ieri pomeriggio, in prossimità della Croce del Travaglio (a 50mt da Piazza del Campo), una bambina stava per essere investita da un Taxi Merci che faceva manovra all’inizio dei Banchi di Sotto. Oppure delle decine di camion merci che regalano un ben triste spettacolo -oltre ai rischi sopra citati- alle migliaia di turisti che in questi giorni affollano la nostra città.
Credo che sempre più frequentemente, soprattutto negli ultimi anni, sia ben evidente a tutti che la città sconta un immobilismo durato anni nella gestione di un adeguato piano del traffico. La segnaletica, probabilmente, non è adeguatamente esaustiva ed il rischio di incappare in qualche brutto incidente (come purtroppo le nostre cronache sono tristemente avvezze) è piuttosto frequente.
Sono fiducioso che la nuova amministrazione comunale, soprattutto nella figura dell’Assessore Mugnaioli, sappia mettere mano alla situazione di emergenza della viabilità cittadina.

Michele Pinassi

Purtroppo i fatti raccontati sono assolutamente veri, e ne potrei raccontare molti altri. Non è una lettera che vuole puntare il dito contro la carenza di parcheggi o il traffico, ma semplicemente riportare alla luce un sistema inadeguato di viabilità che espone gli utenti della strada ad una serie di situazioni pericolose.

E’ vero, spesso gli incidenti sono causati da distrazione o alta velocità. Ma vedere molte auto imboccare contromano la strada di Pescaia mi fa pensare che forse non vi è un’adeguata segnaletica !

Speriamo, per tutti noi, che il Comune si adoperi a risolvere il problema.

1984 - Silvio Berlusconi e Bettino Craxi

Il prigioniero politico

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Da Wikipedia: “Un prigioniero politico è qualcuno tenuto in prigione o detenuto in altra maniera, come agli arresti domiciliari, perché le sue idee sono giudicate da un Governo di sfidare o minacciare l’autorità dello Stato.”

A quanto leggo sui quotidiani di oggi, l’On Alfonso Papa (deputato Pdl),si dichiara prigioniero politico dopo che la Camera ha convalidato (319 voti favorevoli e 293 contrari.) la richiesta di arresto del Gip di Napoli.

Eppure, sempre a leggere i giornali, a Papa vengono contestati reati quali corruzione, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, favoreggiamento personale (L’inchiesta sulla “P4″, che vede Papa coinvolto insieme al consulente Luigi Bisignani). Insomma, reati ben lontani da quelli tipici del “prigioniero politico” ma curiosamente vicini alla categoria di coloro che spesso si trovano a cena con esponenti di cosche e clan mafiosi: è curioso infatti notare che l’On. Alfonso Papa è membro della COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI, ANCHE STRANIERE

1984 – Silvio Berlusconi e Bettino Craxi

Rimane comunque sempre un pò di amarezza nel constatare che al Senato è stato invece “salvato” l’On. Alberto Tedesco, in forza al PD, indagato dalla procura di Bari nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità pugliese.

C’è chi parla di una nuova Tangentopoli e chi ha paura delle monetine in stile craxiano. C’è chi strepita sull’invalidare il voto e chi esulta per la vittoria politica. Chi sbatte il pungo sul tavolo e chi, come un fedele cagnolino, si prepara a sopportare lo sfogo di un leader decaduto.

Gli italiani, sempre più arrabbiati, insofferenti ed impoveriti, iniziano a farsi sentire a gran voce. Non credo che ci sarà la rivoluzione, non ne siamo capaci, ma forse qualche testa -metaforicamente parlando, per carità !- cadrà. E nel più classico trasformismo italiano, tutto cambia perchè tutto resti com’è.

Il 10 e l’11 Settembre 2011 ci vediamo a Roma: facciamo rotolare qualche testa.

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