Viva Pantaneto… viva !

Venerdì 17 giugno 2016 sarà replicata la “notte bianca” in Via di Pantaneto, nel centro storico di Siena.

Pantaneto è una delle quelle zone della città che, sin dal medioevo (da qui l’etimologia del nome, a significare che quando pioveva -anticamente le strade erano in terra battuta- diventava letteralmente un “pantano”), ha più che altro rappresentato un luogo di passaggio per tutti coloro che transitavano verso Roma, uscendo da Porta Romana e proseguendo lungo la SS2 “Cassia”, senza particolari caratteristiche rispetto ad altre vie della città (anzi, verrebbe quasi da dire che rappresentava più una zona tendenzialmente “depressa”).

Negli ultimi anni, tuttavia, la zona ha visto un fiorire di nuove attività commerciali (inizialmente perlopiù di matrice “etnica”), che attrae numerosi avventori a tutte le ore del giorno e della notte. Ed è soprattutto durante la notte che si verificano i problemi tipici delle zone di “movida”: schiamazzi notturni, angoli e portoni scambiati per vespasiani, escrementi e bottiglie.

Una situazione che si protrae ormai da tempo e che vede contrapposti i residenti (che reclamano il loro diritto al riposo) con gli avventori dei locali. Situazione che sabato scorso, a causa di una “pisciata collettiva” da parte di alcuni studenti, è sfociata in uno scontro che fortunatamente, con l’arrivo delle forze dell’ordine, non ha avuto conseguenze peggiori.

Per Siena, non è un problema nuovo. 

La mia memoria di 37 enne senese mi ricorda innumerevoli episodi di scontri tra senesi e forestieri avvenuti negli anni per mille motivi. Dalla secchiata d’acqua alle comparse di contrada che la mattina giravano per le vie del loro rione alle osservazioni talvolta pesanti rivolte a qualche ragazza. E ricordo anche la marginalizzazione degli studenti, fortunatamente oggigiorno meno accentuata, relegati ai bar del Porrione o al Bibò alle Logge del Papa.

L’integrazione, o forse è meglio chiamarla difficoltà di comprensione reciproca, è sempre esistita. Ed anche i molti studenti forestieri che, terminati gli studi, hanno deciso di restare nella nostra città lamentano le difficoltà di interagire con gli autoctoni e con le loro usanze, spesso considerate “stravaganti” o esagerate. Ricordo ancora, giusto per citare un fatto che mi è realmente accaduto, lo sguardo inorridito di alcuni studenti meridionali quando seppero che a Siena i cavalli entrano in chiesa per la benedizione !

Non è facile, posso capirlo, comprendere Siena. Siamo una società dalla forte identità, che sfocia in forti passioni e tradizioni radicate. Una città che, trovatasi sotto assedio anche a causa delle normali contaminazioni di una società che si affaccia sul mondo 2.0, si chiude a riccio a protezione della propria intimità. Siena, dalle mille contraddizioni che la rendono straordinariamente unica e bellissima, non è una realtà facile in cui vivere neanche per chi c’è nato: immaginatevi per chi vi arriva dopo !

Tuttavia questo non deve in alcun modo giustificare la maleducazione e la mancanza di rispetto nei confronti del prossimo, che sia senese, turista, studente, ugandese, rumeno o tedesco. E quando le situazioni di conflitto, dovute a motivazioni giuste ma contrastanti (il diritto al riposo ed il diritto al divertimento), vengono lasciate a sé stesse dagli organi deputati (l’Amministrazione Comunale in primis), gli esiti sono infausti.

Per questo trovo condivisibili le richieste di maggiori controlli e presidio del territorio da parte delle Forze dell’Ordine: riportare la legalità in una zona che, nelle ore notturne, sembra abbandonata a sé stessa. Con la giusta tolleranza nei confronti di chi vuole bene una birra e fare 4 chiacchere con gli amici, senza però scambiare la città per una discoteca o un wc a cielo aperto.

E venerdì 17 tutti in Pantaneto… e speriamo che non porti sfiga !

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