Truffato via web !

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Ebbene si, dopo anni di compravendite in rete andai sempre a buon fine, sono stato truffato: anche dopo avevo acquisito nel tempo tutta una serie di precauzioni e di campanelli di allarme, questa volta devo riconoscere al truffatore di essere stato bravo. Non è una nota di merito: potrebbe mettere al servizio della collettività queste sue capacità invece di derubare i malcapitati, danneggiando l’intero sistema di compravendite on-line ed evidenziando delle pesanti falle nelle tutele dell’acquirente.

Non è facile ammettere di essere stato truffato: si prova sempre un senso di vergogna nel raccontare di essere caduti in una trappola e per questo tanti rinunciano a far valere i loro diritti e preferiscono dimenticare. Io ho scelto di raccontarla, pubblicamente, per mettere tutti in allerta sui rischi che si corrono a fare acquisti on-line e sui problemi del nostro sistema giudiziario e di garanzia nei confronti del cittadino.

La faccio breve: avevo visto un inserzione per una reflex Canon 100d su subito.it dal prezzo interessante, contattando l’acquirente. Spacciandosi per una ragazza, Giorgia, che “la vendo perchè in realtà mi è stata regalata ma preferico portami il cellulare che fa ottime foto comunque sicuramente non come la reflex sono due mondi diversi, ma io sono negata con queste macchinette e poi sicuramente non entrano in una tasca come il cellulare 🙂 allora la tenevo li ferma in disuso ed ho detto ora la vcendo che è un peccato, ecco i dati per il pagamento
IBAN; IT11T0344214xxxxxxxx
Intestato a: xxxxxx Mario (mio marito)
Banca; Widiba s.p.a.
Attendo l’avvenuto bonifico grazie mille.”

Tutta la corrispondenza avviene in modo cordiale e fluido, senza anomalie temporali particolari. Anche l’italiano usato non è proprio banale, con termini come “disuso”, e motivando la vendita in modo plausibile: perché dubitare della buona fede ? Inoltre, illusoriamente credevo che il pagamento via bonifico bancario tutelasse, in un certo qual modo, anche l’acquirente, con identificazione certa dell’intestatario del conto destinatario dei soldi.

Quando si effettuano acquisti via web a distanza, è sempre bene evitare la ricarica di carte PostePay per la difficoltà di avere una traccia del pagamento stesso. Tuttavia, come ho scoperto a mie spese, anche per i pagamenti con Bonifico Bancario non è sempre detto che si riesca a risalire alla vera identità del truffatore. Dopo questa brutta esperienza, mi sento di consigliare esclusivamente una compravendita tra privati fisica, ovvero ci si incontra, tu mi consegni l’oggetto ed io ti pago.

Così pago, in attesa di conferma della spedizione. Conferma che arriva l’indomani stesso, con solamente però una sequenza numerica spacciata per codice di tracciatura “63785278989732” e senza specificare il vettore: inizio ad insospettirmi, chiedendo ripetutamente il nome del corriere per una verifica. Ovviamente, nessuna risposta. E nessun pacco arrivato.

Come prima cosa ho deciso di informare lo Staff di subito.it che mi ha risposto dopo poche ore:

Ciao Michele,

ci dispiace davvero molto per quello che ti è successo.
Stiamo già facendo verifiche sull’inserzionista che ci hai segnalato; se riscontreremo anomalie o abusi, lo bloccheremo subito.

Solo dopo che avrai sporto regolare denuncia, però, potremo fornire alle autorità competenti tutte le informazioni necessarie.

Se pensi di aver subìto una truffa, e hai bisogno di aiuto, ti consigliamo di contattare
gli Uffici della Polizia Postale e delle Comunicazioni più vicini a te al seguente link http://www.commissariatodips.it/

La tua sicurezza e la qualità degli annunci pubblicati su Subito per noi sono una priorità e ti assicuriamo che abbiamo uno staff dedicato di più di 50 persone che lavora tutti i giorni con il massimo impegno su questi temi.

Un saluto,
Lo Staff di Subito

Gilda

Ovviamente, seguendo anche le indicazioni avute, ho cercato il Commissariato di Polizia Postale e delle Comunicazioni più vicino a me e questa mattina mi sono recato presso i loro uffici per sporgere regolare denuncia, scoprendo che difficilmente avrei rivisto i miei soldi.

Innanzi tutto è bene precisare che per il reato di truffa (art. 640 c.p) il reo “è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032.“. E sotto i 3 anni di pena, difficilmente si va in galera. Non è un reato perseguibile di ufficio ma dietro querela di parte offesa, pertanto senza una azione legale del truffato non può avviarsi alcun procedimento giudiziario.

Ovviamente il rinvio a giudizio parte solo dopo che è stato individuato l’autore della truffa e, su Internet, non è affatto facile risalire all’identità reale: chiunque può, sfruttando proxy anonimi, mascherare la propria vera identità ed il proprio indirizzo IP.

Ma c’è un conto corrente !” ho detto subito, conoscendo bene come funziona la Rete. Ma ormai un conto corrente può aprirlo chiunque, anche da casa, magari usando documenti rubati o falsa identità, ed una volta ricevuto il denaro è sufficiente recarsi presso un qualsiasi ATM e prelevarlo cash: difficile risalire alla reale identità del truffatore.

Inoltre, ammesso che si riesca a risalire all’identità, nel caso fosse un nullatenente qualsiasi pretesa di risarcimento cadrebbe nel vuoto.

In più, c’è anche un problema di competenza territoriale per questo tipo di reati via web: non è affatto detto che l’eventuale processo sia competenza del tribunale dove risiede il truffato. Ed in questo caso bisogna mettere in conto anche gli spostamenti (ed i costi) per seguire il processo, oltre alla necessità di procurarsi un avvocato per costituirsi parte civile e chiedere un effettivo risarcimento del danno cagionato.

Alla fine, sbollita la grande rabbia e delusione, le cifre derubate difficilmente giustificano un investimento così pesante in termini di viaggi ed onorario, tanto che la maggioranza dei truffati rinuncia all’azione legale e ritira la querela, permettendo al truffatore di farla franca.

Difficile anche immaginare un sistema più sicuro: i portali di annunci come subito o eBay Annunci (oggi Kijiji) si limitano a mettere in comunicazione acquirente e venditore, senza alcun tipo di garanzia o responsabilità se non quella di fornire tutti i dati in loro possesso all’autorità giudiziaria. I sistemi di feedback, come nel caso di eBay, possono avere il loro peso determinante ma non dimentichiamoci mai che la fregatura è sempre in agguato e che talvolta, anche adottando tutte le precauzioni del caso, il truffatore riesce nel suo intento indisturbato.

Pertanto è bene sfatare subito il mito del “lo denuncio e mi ridanno i soldi“: purtroppo non è affatto così semplice e la rabbia e l’amarezza di aver preso una fregatura rimangono…

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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