Storie di ordinaria burocrazia: l’orario per le email

“Scopo della burocrazia è di condurre gli affari dello Stato nella peggior possibile
maniera e nel più lungo tempo possibile.”
Carlo Dossi

Non ce l’ho con la burocrazia. Che, nei limiti della ragionevolezza e del buonsenso, è necessaria per il funzionamento delle Istituzioni. Da cittadino, però, non posso esimermi dal denunciare gli eccessi, spesso illogici e irrazionali, di certe realtà pubbliche.

Giuro che non volevo crederci, a quel tweet che denunciava un orario per l’invio delle e-mail al servizio di consulenza per i quesiti di natura tecnico-procedurale del Dipartimento Unità Efficienza Energetica (ENEA). Era talmente incredibile che non ho potuto fare a meno di verificare di persona, scoprendo che –SI!– purtroppo era vero.

A questo assurdo e insensato “vincolo“, più adatto ai call center che alle caselle e-mail, si aggiungono, più sotto, le seguenti “minacciose” avvertenze:

Parliamo di un Dipartimento che dichiara, nella sua mission, di voler “essere il riferimento nazionale in tema di efficienza energetica nei confronti della pubblica amministrazione, dei cittadini, delle imprese e del territorio, rendendo disponibili metodologie e soluzioni innovative e attività di supporto tecnico-scientifico per l’uso efficiente dell’energia, la riduzione dei consumi energetici e l’ottimizzazione dei processi, con forte attenzione alla qualità e alla responsabilità sociale“.

Se siete curiosi di capire cosa accade negli orari di apertura dello “sportello e-mail”, vi accontento subito. Niente di esoterico, chiaramente: nella pagina compaiono tre box con altrettanti indirizzi mail a cui scrivere.

Mi sorprende, non poco, che una struttura così importante per il nobile fine di migliorare l’efficienza energica del nostro Paese, di cui beneficia sia l’ambiente che le nostre tasche, adotti un vincolo così stringente (che personalmente ritengo del tutto assurdo) per rispondere alle legittime richieste di chiarimento tecnico dei cittadini e dei professionisti.

Viene quasi il sospetto che non sia pienamente compreso il funzionamento dello strumento della posta elettronica. Che, tra i suoi vantaggi, analogamente alla posta tradizionale cartacea, c’è proprio quello di non richiedere una interazione in tempo reale: scrivo una mail e attendo, pazientemente, una risposta che potrebbe arrivare anche dopo qualche giorno. Che senso ha, quindi, che vi sia un orario per l’invio delle stesse?

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