Public Money, Public Code: una battaglia sacrosanta

Why is software created using taxpayers’ money not released as Free Software? 

Anche nella PA italiana c’è un cospicuo sottobosco di applicazioni sviluppate internamente: basta pensare ai software realizzati dall’Agenzia delle Entrate per riuscire ad orientarsi nel marasma della tassazione italiana ! Ma non solo questi: molte altre PA ed Enti hanno realizzato negli anni software per le più disparate esigenze, alcuni rilasciati pubblicamente e riusabili (come peraltro indica la normativa già in vigore, il CAD, nei termini del Riuso del Software).

Alla luce della normativa italiana, potrà sembrare pleonastica -per il nostro Paese- una petizione che vuole stimolare i governi ad

Implement legislation requiring that publicly financed software developed for the public sector be made publicly available under a Free and Open Source Software licence.

Tuttavia la realtà delle cose è ben diversa da ciò che il CAD stabilisce, sia per ignoranza (nel senso di non conoscenza della normativa) che per lassismo, se non proprio per inefficienza.

E’ un vero peccato, perché la cultura informatica di un Paese passa anche dall’esempio che l’infrastruttura della Pubblica Amministrazione offre ai cittadini. Una PA che spesso si trova a subire decisioni prese da veri e propri incompetenti che si lasciano sedurre dalle lusinghe delle grandi corporation ed impongono (avevo già parlato del lock-in ?), a spese di tutti i contribuenti, l’utilizzo di software inadeguati, obsoleti o decisamente esagerati rispetto alle reali necessità. Solo la Regione Toscana, ad esempio, nel 2017 ha speso oltre 222.721€ di soldi pubblici in licenze software ! 

Questa non è, sia chiaro, una questione esclusivamente economica. Le PA si potranno sempre trovare nella necessità di investire risorse economiche per gli strumenti software necessari. La differenza è tra il pagare licenze di utilizzo a grosse multinazionali o pagare aziende (magari locali) per acquisire un prodotto open-source da condividere con le altre PA.

Si parla quindi di sviluppo economico, di innovazione, di emancipazione dalle grandi corporation e di know-how del personale delle PA.

Per questo ho firmato, convintamente la petizione “Public Money, Public Code” che trovate al sito publiccode.eu

 

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