Messaggio di inizio anno

Non ho mai amato i messaggi di fine anno: hanno lo sciapo sapore dei bilanci consuntivi che, come spesso accade, dimostrano solo che si sarebbe potuto fare meglio e di più. Sono un tramonto di fine anno: bellissimo ma, come il sole che cade dietro le colline, è malinconico e triste.

L’alba del nuovo anno porta speranza, colore, vita. E così il messaggio di inizio anno, che vorrei fosse carico di speranza e spronasse ciascuno di noi a fare meglio nei mesi a venire.

Il 2015 sarà un anno di grandi cambiamenti. Ad iniziare dalla stessa Europa, che dovrà fare una seria riflessione alle tante critiche che vengono rivolte alla sua gestione economica: non basta l’ingresso della Lituania nell’Euro a cambiare le sorti dell’Unione. Una Europa solo economica, che vede enormi divergenze politiche tra i Paesi membri e non ha minimamente contribuito al consolidamento,  anzi ne ha favorito il depauperamento,  dei diritti inalienabili, come l’acqua, la casa, il lavoro. La moneta unica, che fino a qualche anno fa era considerata portatrice di grandi speranze per tutti, si è dimostrata solamente uno strumento per colpire ed affondare gli stati più deboli, come la Grecia, sotto il ricatto del debito pubblico: una Eurocrazia al soldo della Troika, che decide -senza alcun controllo pubblico- la politica economica degli stati membri.

Il 2015 vedrà ancora impegnato il nostro Paese, l’Italia, nella sfida verso maggiore democrazia. Una democrazia colpita al cuore, calpestata, vilipesa in nome degli “uomini della Provvidenza”, nominati non eletti ai quali sono state consegnate le chiavi dell’Italia senza alcuna legittimazione popolare, con la scusante sempre valida del “lo chiede l’Europa“. Io voglio che lo Stato Italiano risponda unicamente ed esclusivamente ai suoi cittadini, che qui lavorano, vivono e pagano le tasse. Io voglio un governo eletto, non nominato. Voglio il rispetto della Costituzione e della volontà popolare, sancita dai referendum. Voglio cittadini liberi, informati e consapevoli. Voglio più democrazia.

Il 2015 sarà anche l’anno della Toscana, impegnata nel rinnovo del Consiglio Regionale. Dopo decenni di egemonia politica, i cittadini toscani saranno chiamati a decidere per il futuro della loro Sanità, del loro Territorio, dei beni pubblici e dei servizi. La Toscana è una Regione bellissima, forse tra le più belle in Italia, ricca di storia, cultura, tradizione. Un patrimonio inestimabile diventato preda di investitori senza scrupoli che stanno allungando le loro mani sull’ultimo tesoro rimasto, con la connivenza dei Partiti. Possiamo fermarli, riappropriandoci delle nostre terre, della nostra città, del nostro patrimonio. I cittadini toscani, con uno slancio di orgoglio, avranno l’occasione per ribellarsi allo smantellamento e distruzione della Toscana. Potranno dire NO alla distruzione della Sanità Pubblica, NO alla svendita del Patrimonio Storico-Artistico-Culturale delle nostre terre e città, NO alla distruzione e cementificazione di un territorio unico al mondo. Siamo una Regione dalla grande tradizione democratica, patria dei Comuni e delle Repubbliche. Ribelliamoci contro questi nuovi imperatori e riappropriamoci delle nostre terre: possiamo farcela.

E poi viene Siena, la mia città, dove vivo, lavoro e combatto per difendere ciò che vi è rimasto. Che il 2015 sia l’anno del Referendum Propositivo Popolare, l’anno della Raccolta Differenziata Porta a Porta e l’anno dell’Acqua Pubblica. L’anno in cui le eccellenze del nostro territorio potranno tornare ad essere protagoniste mondiali, insieme alle bellezze artistico-storico-architettoniche. Che il 2015 sia l’anno della Mobilità Sostenibile, di più servizi pubblici, di più partecipazione popolare al bene pubblico. L’anno in cui Siena riscopre di essere viva.

Per un 2015 di Democrazia e Partecipazione.

 

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