Un “lungomare” senza vedere il mare: come ci siamo sputtanati la Versilia

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Erano alcuni anni che non capitavo in Versilia: l’ultima volta ci venni, con gli amici, per il Carnevale di Viareggio. Fu una bella giornata ma era ancora inverno, freddo, ed il mare l’ultimo dei nostri pensieri.

Per altri motivi ci sono tornato e proprio ieri, transitando lungo il “Lungomare Roma” che da Viareggio segue la costa versiliana fino a Marina di Carrara ed oltre, ho pensato che si tratta di un lungomare “anomalo”: dov’è il mare ?

Km e km di strada con alberghi e residence da una parte e stabilimenti balneari dall’altra, tanto che è praticamente preclusa la vista sulla spiaggia e sul mare: se non fosse per i cartelli che segnalano la presenza “marina”, probabilmente neppure sembrerebbe di essere a pochi metri dall’acqua.

Solo sporadicamente qualche cartello informa di un fazzoletto di spiaggia libera, quasi un “contentino” a giustificare le centinaia di stabilimenti che erodono il demanio, la spiaggia pubblica, il “bene comune”.

Curioso perché proprio alcuni mesi fa vi furono proposte da parte del Governo di provvedere affinché anche la lobby degli stabilimenti balneari sia adeguatamente tutelata dalla cosiddetta “Direttiva Bolkestein” che finalmente…

“ha detto basta con i rinnovi automatici dei titoli concessori sempre ai soliti noti, ora si traduce così: il tratto di arenile che comprende stabilimenti balneari, bar, cabine e ristoranti diverrà patrimonio dello Stato che lo cederà, a prezzo calmierato, favorendo con un’opzione di acquisto ad hoc chi la concessione ce l’ha già.”

Su questo tema ci tengo a sottolineare che, a differenza delle altre forze politiche (PD e PDL in primis), il MoVimento 5 Stelle ha detto subito NO, come recita un comunicato dei parlamentari a 5 stelle:

E’ preoccupante che un governo punti a disfarsi del proprio patrimonio per fare cassa ed è ancora più grave che, tra i beni che si intendono dismettere, vengano inclusi gli arenili, che verrebbero ceduti a prezzi di favore agli attuali concessionari.

L’entità del fenomeno in Versilia è preoccupante ed è sufficiente fare un veloce giro su Viale Roma per accorgersi della deturpazione paesaggistica perpetrata negli anni: l’arenile è ormai definitivamente distrutto e di inverno, quando la stagione balneare è chiusa, questi scheletri di legno e cemento ci ricordano la stupidità della cupidigia umana…

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: