“Costi della politica” di un Consiglio Comunale

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Quando si parla di “costi della politica” l’immaginario collettivo è portato ad immaginare che in qualunque assise pubblica, dal Consiglio Comunale in poi, vi siano prebende a 4 cifre.

Inutile dire che non è (sempre) così e proprio per smentire tante dicerie, preferisco cercare di raccontarvi quali sono i “costi della politica” nel palazzo comunale di Siena, cittadina capoluogo di provincia da 55.000 abitanti.

Le indennità di funzione e gettoni di presenza, stabiliti dall’art. 23 legge 3 agosto 1999 e pubblicati in G.U. 110 del 13 maggio 2000, dipendono dal numero di abitanti del Comune suddivisi in fasce di abitanti, come dalla tabella ‘A’ allegata:

indennitacomune

Le cifre riportate sono in lire e devono essere trasformate in €

a cui però, essendo capoluogo di provincia, si applica l’art.3 comma 2 che recita: “Ai sindaci di comuni capoluogo di provincia con popolazione da 50.001 a 100.000 abitanti e’ corrisposta l’indennita’ di funzione prevista per i sindaci di comuni con popolazione da 100.001 a 250.000 abitanti.

Ne consegue che il Sindaco di Siena percepisce i “vecchi” 9 milioni e 700.000 lire, ovvero 5009 € mensili LORDI.

Passiamo al Vicesindaco, nominato direttamente dal Sindaco. All’art. 4 comma 5 si legge: “Al vicesindaco di comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e’ corrisposta un’indennità mensile di funzione pari al 75% di quella prevista per il sindaco.

Pertanto la cifra si aggira intorno a 3756,75 € mensili LORDI.

In Giunta ci sono anche gli Assessori, figure anch’esse nominate dal Sindaco, che secondo lo stesso articolo al comma 9: “Agli assessori di comuni con popolazione fra i 50.000 ed i 250.000 abitanti e’ corrisposta un’indennita’ mensile di funzione pari al 60% di quella prevista per il sindaco.

Ovvero 3005,4€ mensili LORDI.

Tocca ora al Presidente del Consiglio Comunale, che sempre l’art. 5 comma 3 indica: “Ai presidenti dei consigli di comuni superiori a 15.000 abitanti e’ corrisposta un’indennita’ mensile di funzione pari a quella degli assessori di comuni della stessa classe demografica.

Ricordo, per correttezza, che l’art. 82 del TUEL, al comma 1, ricorda che “Tale indennità è dimezzata per i lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto l’aspettativa.” e che, al comma 7, si precisa che “Agli amministratori ai quali viene corrisposta l’indennità di funzione prevista dal presente capo non è dovuto alcun gettone per la partecipazione a sedute degli organi collegiali del medesimo ente, né di commissioni che di quell’organo costituiscono articolazioni interne ed esterne.”.

Passiamo ora ai Consiglieri Comunali, che per il Comune di Siena sono 30 (escluso Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale, che pur essendo “consiglieri” non percepiscono il gettone), i quali “hanno diritto di percepire, nei limiti fissati dal presente capo, un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. In nessun caso l’ammontare percepito nell’ambito di un mese da un consigliere può superare l’importo pari ad un quarto dell’indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente in base al decreto di cui al comma 8“, fermo restando che l’art. 76, comma 3, legge n. 133 del 2008 stabilisce che “la corresponsione dei gettoni di presenza è comunque subordinata alla effettiva partecipazione del consigliere a consigli e commissioni”.

Essendo il ruolo di Consigliere Comunale un impegno non a tempo pieno, l’art 79 comma 1 (modificato dall’art 16, comma 21, DL 138/2011) stabilisce che “I lavoratori dipendenti, pubblici e privati, componenti dei consigli comunali, provinciali, metropolitani, delle comunità montane e delle unioni di comuni, nonché dei consigli circoscrizionali dei comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti, hanno diritto di assentarsi dal servizio per il tempo strettamente necessario per la partecipazione a ciascuna seduta dei rispettivi consigli e per il raggiungimento del luogo di suo svolgimento. Nel caso in cui i consigli si svolgano in orario serale, i predetti lavoratori hanno diritto di non riprendere il lavoro prima delle ore 8 del giorno successivo; nel caso in cui i lavori dei consigli si protraggano oltre la mezzanotte, hanno diritto di assentarsi dal servizio per l’intera giornata successiva.” e che “Le assenze dal servizio di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 dell’articolo 79 sono retribuite al lavoratore dal datore di lavoro. Gli oneri per i permessi retribuiti dei lavoratori dipendenti da privati o da enti pubblici economici sono a carico dell’ente presso il quale gli stessi lavoratori esercitano le funzioni pubbliche di cui all’articolo 79. L’ente, su richiesta documentata del datore di lavoro, è tenuto a rimborsare quanto dallo stesso corrisposto, per retribuzioni ed assicurazioni, per le ore o giornate di effettiva assenza del lavoratore.”

Sintetizziamo: il ruolo di Consigliere Comunale non è esclusivo e per i dipendenti (pubblici e privati) è previsto, oltre al permesso dal lavoro per “il tempo strettamente necessario“, anche il rimborso al datore di lavoro per le assenze dal servizio. Questo punto è particolarmente interessante perché non tutti abbiamo lo stesso costo: ci sono dipendenti da 7€ l’ora come altri da 50€ l’ora, e l’ente comunale è tenuto a rimborsare al datore la cifra prevista.

Pensionati e liberi professionisti non hanno diritto ad alcun rimborso.

Ricapitoliamo velocemente: esclusi il Sindaco, il Vice-Sindaco, gli Assessori ed il Presidente del Consiglio Comunale, gli altri percepiscono un “gettone di presenza” determinato dalla tabella indicata (per il Comune di Siena sono circa 36.15€ LORDI). Per i dipendenti, pubblici e privati, è inoltre previsto il rimborso al datore di lavoro per le effettive ore di assenza dal servizio: se il mio orario di lavoro è 08:00-15:12 ed il Consiglio Comunale inizia alle ore 09:00 e finisce alle 20:00 di sera, percepirò il gettone di presenza (36,15€ lordi) più saranno rimborsate 6 ore e 12 minuti (dalle 09:00 alle 15:12) al datore di lavoro.

Ci sono inoltre le commissioni comunali, per le quali sono comunque previste le medesime condizioni dei consigli comunali, che si tengono circa 1/2 volte al mese, ad eccezione dei capigruppo e relativa conferenza (che non percepiscono alcun gettone). Ovviamente è possibile percepire AL MASSIMO un solo gettone al giorno, pertanto nel caso di due (o più) commissioni nella medesima giornata, viene erogato un solo “gettone di presenza”.

Per il Comune di Siena siamo a circa 2 consigli comunali mensili in media, considerando mesi più “vuoti” come Agosto e più impegnati come Novembre e Dicembre (sedute di bilancio): 24 consigli l’anno, per un costo di gettoni di presenza di circa 867,6€ LORDI a consigliere, a cui vanno aggiunti gli eventuali rimborsi al datore di lavoro. Moltiplichiamo per 3, considerando che ogni consigliere è membro di almeno 2 commissioni: 2602,8 € LORDI annui in “gettoni di presenza”.

Moltiplichiamo adesso per 30, il numero dei consiglieri del Comune di Siena, ed otteniamo la cifra di 78.084€ LORDI annui in “gettoni di presenza”.

ATTENZIONE: di tratta di stime di “massima”, tanto per avere un’idea quantomeno plausibile delle cifre in gioco

Ci sono poi le spese di funzionamento dell’apparato (luce elettrica, carta, etc etc…) ad esclusione dei dipendenti dell’Ufficio Assistenza al Consiglio Comunale che, non percependo alcuno straordinario, rientrano comunque nel “monte ore” previsto.

Per il Comune di Siena ci sono anche le spese per la diretta in streaming del Consiglio Comunale e le trascrizioni del verbale, costo complessivo di circa (vado a memoria) 14.000€ annui.

Probabilmente c’è anche qualche altra spesa, di cui non sono a conoscenza, ma le cifre in ballo non mi sembrano così spropositate considerando le funzioni, le responsabilità e le competenze dell’Amministrazione Comunale nel governo di un Comune capoluogo da 55.000 abitanti.

Oltretutto, ma questo forse è più una sorta di sfogo personale che altro, c’è modo e modo di fare il consigliere comunale, soprattutto di opposizione: si può stare a guardare, votando le mozioni come si ritiene opportuno senza però proporre o partecipare al dibattito, oppure si può cercare di portare avanti le proprie idee, attraverso interrogazioni, mozioni, emendamenti… che comportano comunque ore di studio, incontri, ricerche che richiedono tempo e comportano anche spese, non sempre trascurabili.

Ad esempio, per quanto mi riguarda, ho ritenuto opportuno far presente che nei mesi da Giugno a Dicembre del 2013, il MoVimento Siena 5 Stelle -che rappresento- ha portato avanti diverse azioni in Consiglio Comunale:

Siena 5 Stelle - 2013 in consiglio comunale

Siena 5 Stelle – Il nostro 2013 in consiglio comunale

Questo mio post, per concludere, non vuole certo essere una giustificazione ai tanti costi e sprechi della politica. Ritengo però necessario fare chiarezza, soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei consiglieri comunali, in merito al “costo della democrazia” nei comuni.

Vi segnalo, nell’occasione, un interessante post dei “colleghi a 5 stelle” di Bologna: REMUNERAZIONE E TUTELE DEI LAVORATORI ELETTI A CONSIGLIERE COMUNALE

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e da giugno 2013 è Consigliere Comunale capogruppo Siena 5 Stelle.

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5 Risposte

  1. Nicoletta Forcheri ha detto:

    Andrò contro corrente del credo grillino ma praticamente, per i consiglieri comunali di una Città come Siena, ci sarebbe da istituire un vero lavoro e un vero stipendio, secondo me veramente troppo basso…

  1. 16/04/2014

    […] BTW, chi volesse approfondire quali sono i costi, segnalo questo articolo:http://www.zerozone.i…­ […]

  2. 16/09/2014

    […] ai costi, per i quali valgono le medesime regole già descritte nel mio precedente articolo sui costi di un Consiglio Comunale: le Commissioni Consiliari permanenti (ed anche le altre Commissioni, se non diversamente […]

  3. 14/05/2018

    […] un consigliere comunale, rimando subito ad un articolo che scritti tempo fa in merito ai “Costi della politica” di un Consiglio Comunale. E no, non mi sono affatto arricchito. Anzi, sono state più le spese che altro. Ma sono state […]

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