Capodanno 2016 tra presepi presidenziali e bestemmie nel sottopancia

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Il 2016 inizia con le polemiche. Ad iniziare dal discorso presidenziale, il primo di Sergio Mattarella ed anche, a mia memoria, il primo che abbia avuto la sfortuna e la pazienza di ascoltare. Ammetto subito che neanche avevo fatto caso al presepe sotto vuoto nello sfondo, come invece altri hanno notato (tra cui, segnalo, l’articolo di Montanari a tal proposito), troppo colpito dalle parole aliene e dal linguaggio paraverbale inadeguato del presidente della Repubblica, figura istituzionale che dovrebbe rappresentare tutti noi e l’Italia ma che sembra calata al Quirinale dopo un lungo viaggio nello spazio durato anni: i suoi discorsi traboccanti di populismo, demagogia e buoni propositi erano più adatti alla tombola del circolo ARCI che alla prima serata dell’ultimo giorno del 2015, anno particolarmente difficile per il nostro Paese.

E poi viene il presepe, nello sfondo. Ma, lo ripeto, neanche ci avevo fatto caso.

Le telecamere di Rai 1 si trasferiscono direttamente a Matera, capitale europea della cultura 2016, dove per 460.000€ + IVA è stata allestita la serata più importante dell’anno

per favorire un’azione informativa ed educativa finalizzata alla promozione e allo sviluppo del patrimonio paesaggistico, storico e culturale della città di Matera quale Capitale europea della cultura nel 2019

Anche questa me la sono sorbita, ma solo per poche decine di minuti: tanto ho sopportato la vista di un palco che mi ricordava l’altare di una chiesa occupato da due improbabili Amadeus e Papaleo dalle battute rozze, scontate e per niente divertenti. L’indomani poi scopro la polemica sul sottopancia blasfemo e sul minuto in anticipo del conto alla rovescia, entrambi espressioni della sciatteria, ignoranza e squallore che ormai pervadono le trasmissioni mainstream del servizio pubblico italiano.

A distanza di tre giorni, dopo che ovviamente anche il Vaticano ha “tuonato” sulla mancata censura dell’SMS blasfemo, il tecnico a cui subito è stata rovesciata addosso tutta la responsabilità si sfoga sull’Huffington Post commentando che:

…per almeno tre ore ho tolto dal video cento sms impresentabili: insulti, cori razzisti, inni alla jihad e decine di bestemmie, il centunesimo c’è scappato.

Possibile che a nessuno è venuto in mente che nel Paese con la “Costituzione più bella del Mondo” proprio l’art. 21 dichiara lapidario che:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non puo’ essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Se c’è una accusa da rivolgere all’addetto RAI ed ai suoi Responsabili è sulla violazione del diritto costituzionale di libertà di espressione sul canale pubblico, non certo sulla mancata azione di censura al 101esimo “sgarbo” al buon costume. E poi, chi decide cosa passa e cosa no ? E come ? Con quali criteri ?

Ricordando inoltre che in Italia la bestemmia è considerata reato ai sensi dell’art. 724 del Codice Penale “Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti.“:

Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità o i simboli o le persone venerati nella religione dello Stato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.

Benissimo, no ? Identificate l’autore dell’SMS e sanzionatelo come previsto dalla normativa. Semplice ed efficace, senza dover sempre ricorrere a chissà quali congetture o sofismi: la responsabilità del gesto non può essere attribuita a “chi doveva controllare” (in nome di chi e di cosa, scusate ?) ma a chi ha compiuto un atto contrario alla normativa attuale. E, si badi bene, non entro nel merito dell’esistenza di un tale reato (e forse dovrei) poiché la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 440 del 18 ottobre 1995 che stabilisce definitivamente la non esistenza di “Religione di Stato“, ha introdotto il principio che tutte le confessioni religiose sono eguali pertanto anche offese verso altre divinità sono passibili di sanzione.

Nel mentre, dal 1° gennaio 2016 vi è stato l’ennesimo aumento delle tariffe autostradali da parte di Autostrade Spa. Così, semplicemente.

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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