Una giornata a San Giovanni Rotondo, patria spirituale di Padre Pio

“Vi raccomando vivamente la santa semplicità.”
Padre Pio

Non sono credente, almeno non secondo i dettami e le consuetudini della Chiesa Cattolica. Ma, da buon curioso, ho accettato di buon grado l’opportunità di una visita a San Giovanni Rotondo, ameno paesello ai piedi del Gargano e patria spirituale di Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nato il 25 maggio 1887 a Pietrelcina ed uno dei santi più venerati (e presenti, sotto forma di statua o immagine) negli ultimi anni a questa parte.

Ero curioso di vedere una delle mete spirituali più importanti, in Italia, della Chiesa Cattolica e di passeggiare in mezzo alla folla di fedeli che quotidianamente invadono i locali e le strade del Santuario eretto dai Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo. Ho ovviamente scattato alcune foto, nel rispetto del luogo e dei suoi visitatori, cercando però di cogliere il più possibile, con oggettività, lo spirito del posto.

Forse non tutti apprezzeranno o condivideranno le mie parole: l’argomento è molto particolare e qualcuno potrebbe addirittura sentirsi offeso da quella che è, semplicemente, la mia opinione sul luogo e le impressioni che ne ho colto durante la mia visita.

Iniziamo con i doverosi e dovuti distinguo tra due realtà talvolta sovrapposte: la parte commerciale, che sfrutta in maniera talvolta esagerata e sbracatamente squallida l’immagine del Santo, da quella religiosa. Non parlo, ovviamente, solo delle bancarelle che vendono paccottiglia cinese fuori dall’area religiosa ma anche delle continue e per nulla sommesse richieste di denaro che si trovano all’interno del santuario. Si va dal santino plastificato, dietro ovviamente l’inserimento dell’obolo in apposita fessura, all’offerta -con gioia- per la casa di riposo per parroci il cui cantiere è -attualmente- fermo per mancanza di fondi. Per non parlare di tutto l’indotto, dai ristoranti al parcheggio: dall’arrivo a San Giovanni Rotondo in poi è un continuo di offerte di ogni tipo, da cui suggerisco caldamente di rifuggire (la cosa migliore è quella di portarsi il pranzo da casa) con fermezza.

Sia chiaro subito che non vi sono obblighi di alcun tipo: si può comodamente tenere il borsello in tasca e non dare neanche un euro (l’ingresso a tutta l’area è gratuito), tuttavia la pressione psicologica al “donare con gioia” è ben presente e testimoniata da enormi striscioni e volantini adagiati un po’ ovunque. Insieme, è ovvio, alla faccia barbuta di Padre Pio da Pietrelcina che spunta un po’ ovunque in tutte le forme e colori possibili.

Se però ci estraniamo da questo squallido aspetto commerciale e velatamente “simoniaco”, il luogo è davvero bellissimo. Oltre al panorama sulle campagne intorno Foggia, se il clima lo permette lo sguardo arriva fino al golfo di Manfredonia con il mare blu della Puglia a far capolino, laggiù, dopo la distesa di olivi e del grano. Inutile dire che le architetture stesse del Santuario sono state realizzate proprio per aumentare questa percezione di spazialità, con tanto di colombe (di marmo) pronte a spiccare il volo giù nella vallata.

Alla bellezza della Penisola Garganica, dai bellissimi colori, si aggiunge la raffinatezza delle architetture per la chiesa nuova, sotto quella originale, realizzata su disegno di Renzo Piano. Nel santuario sottostante, dove è custodito il corpo di Padre Pio (ammetto che mi ha fatto un po’ impressione vederlo lì…), opulenti e bellissimi mosaici dorati decorano i muri e le volte, in una immagine ben lontana dalla semplicità ed umiltà più volte predicata dal Santo e dalla Chiesa cattolica stessa. In questi locali, se vi mettete pazientemente in fila (dipende dal numero dei visitatori) potete passare davanti alla teca dove sarebbe conservato il corpo di Padre Pio. “Sarebbe” perché secondo alcune fonti:

Il corpo conservato nella teca non è il suo: o, meglio, non è chiaro che cosa resti del corpo originale. Cadaveri che non si decompongono e si conservano a lungo non sono solo una caratteristica dei santi. Ce ne sono molti in giro per il mondo e occasionalmente se ne trovano di molto antichi, ma certo non presentano il colorito naturale e il volto sereno e disteso che ha Padre Pio nella teca. Questo perché quello che vediamo non è il volto di Padre Pio ma una testa in silicone creata dalla ditta londinese Gems Studio, la stessa che realizza le statue per il museo di Madame Tussaud. Come sia realmente il corpo di Padre Pio lo si può intuire dalle dita annerite e secche che spuntano dai guanti.

(Fonte: Padre Pio: 4 cose che forse non sapevate (o preferivate non sapere))

Sulla santità di Padre Pio, ed in particolare sull’origine delle sue stimmate, vi sono stati dibattiti e controversie, anche da parte delle gerarchie ecclesiastiche. A quanto ho avuto modo di vedere, il libro (che non ho letto) più preciso e attendibile sulla vita di Francesco Forgione è “Padre Pio, miracoli e politica nell’Italia del 900” di Sergio Luzzatto (ISBN-10: 8806185713).

Tornando al luogo, tutto è curato e mantenuto nel migliore dei modi, in netto contrasto alla spazzatura abbandonata ed al cemento rovesciato un po’ ovunque dei dintorni del Santuario, che spicca bianco sul crinale della montagna già percorrendo la Statale 89 “garganica”. 

Al luogo di fede, Chiese e Santuario, si accompagnano alcune strutture sanitarie private, ovviamente convenzionate SSN, che suppliscono alla carente sanità italiana delle regioni meridionali offrendo un servizio di prima classe (che tanto paga la Regione). E’ curioso vedere anche all’interno dell’Ospedale (sarebbe meglio dire “degli Ospedali”, poiché sono più di uno) immagini sacre un po’ ovunque, dagli atrii degli ascensori alle sale di aspetto, a perenne ricordo sulla natura e sul perché la struttura è lì a disposizione dei cittadini (chissà se vi si praticano anche l’IVG e la somministrazione della RU486…ma ne dubito…).

Da vedere e da salire anche la lunga scalinata bianca fino al sacrario dove termina la Via Crucis, che parte dalla piazza antistante la Chiesa vecchia e sale su per la collina: dalla sommità il panorama è davvero molto bello.

A proposito di Chiesa “vecchia”, quella dove professava Padre Pio, è stato molto curioso assistere a veri e propri “battesimi” in sequenza, con tanto di familiari tutti agghindati a festa: la sala dove avvenivano, celebrati da un anziano frate dall’aria piuttosto annoiata, è nel retro dell’altare, da cui si accede dalle porte nelle navate laterali per discendere nella cripta, dove era prima conservato il corpo di Francesco Forgione, Padre Pio.

Concludendo, se tralasciamo l’aspetto spirituale (per il quale l’esperienza deve essere intimamente personale), il luogo vale la pena di una visita. Se accettate qualche consiglio, vi suggerisco di arrivare -soprattutto nei mesi caldi- nelle prime ore del mattino e di evitare garbatamente tutti i parcheggiatori che incontrate lungo la strada, affidando la vostra auto alle aree di sosta gestite dal Comune (attraverso un consorzio) a 1€ l’ora, con la spesa massima di 5€ per l’intera giornata. Personalmente ho parcheggiato in Viale Padre Pio, 20, 71013 San Giovanni Rotondo (FG):

Da qui i principali luoghi di interesse, il Santuario Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di San Pio da Pietrelcina, sono vicinissimi.

Il centro storico del paese di San Giovanni Rotondo, invece, è piuttosto lontano. Se ritenete che meriti una visita (personalmente non ne ho avuto il tempo) dovete muovervi con l’auto.

A questo punto sono curioso di conoscere la Vostra impressione, se avete avuto modo di visitare il luogo, ed eventuali suggerimenti su cose da vedere o da assaggiare.

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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