57° giorno – Il 1° Maggio, finte ordinanze e smartphone spioni

“Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.”
Lev Tolstoj

Oggi festa dei lavoratori. Vista la situazione attuale, poco da festeggiare. Temo che i mesi a venire, per non dire anni, saranno molto difficili. Le previsioni parlano di un crollo del PIL del 4,7%. Fitch ha declassato il nostro rating, arrivando a un passo dal junk, “spazzatura” e potenzialmente allargando ancora di più la famosa forbice chiamata spread. Non sono un esperto di economia, ci tengo a precisarlo. Anzi, a dirla tutta, con i soldi non sono mai stati molto bravo. Quindi spero vivamente di sbagliarmi, di essermi fatto una idea del tutto errata del destino che ci attende. Ah, per la cronaca, non sono neppure uno particolarmente ottimista…

Nuovi margini di libertà per questo 1° maggio 2020 nella Regione Toscana: finalmente si può uscire di casa per fare una passeggiata, una corsa o un giro in bici. Purché si parta e si torni dalla propria abitazione, senza prendere alcun mezzo di trasporto: l’ordinanza n.46 del Presidente della Regione Toscana parla chiaro, anche se qualche buontempone ha colto l’occasione del caos istituzionale per mandare in giro una finta ordinanza n.47, che avrebbe abrogato la n.46.

L’ordinanza fasulla dal profilo Facebook della Regione Toscana

La Regione Toscana ha annunciato che sporgerà denuncia.

Anche se oggi il cielo era di un bel grigio plumbeo e minacciava pioggia (che però non è arrivata), ne ho immediatamente approfittato per un bel giro in bici per le campagne e i boschi intorno casa. Ci sono degli innegabili vantaggi a vivere in Toscana, in un Comune dal territorio molto grande e poco popolato, dove si può godere di una natura veramente meravigliosa.

A dispetto delle tante chiacchiere, ho incontrato poche persone e tutte con la mascherina. Ricordo che non la si deve indossare mentre si fa sport (può essere pericolosa) ma deve essere pronta per essere indossata in caso ci si trovi a contatto con altre persone. È importante, soprattutto in questa fase, impegnarsi tutti al mantenimento della distanza di sicurezza (almeno 1,8 mt), evitare assembramenti e indossare le mascherine quanto necessario.

Poter tuttavia uscire di casa per una passeggiata o un giro in bici rende la quarantena molto più sostenibile, sia psicologicamente che fisicamente: spero che ne abbiate approfittato!

Si torna a parlare dell’app. Immuni, per il tracciamento dei contagi. Sul piatto della bilancia la gestione dei dati: anonimi ma centralizzati, caricati sul cloud. La documentazione relativa, al momento in fase preliminare, è stata resa disponibile dalla Task force italiana per l’utilizzo dei dati contro l’emergenza Covid-19 su un repository GitHub ad-hoc.

Sono citati molti aspetti interessanti, a tra cui il rispetto delle normative sulla Protezione dei Dati europea (GDPR), che garantisce a tutti gli utenti diritti importanti sui loro dati. Anche sotto il profilo della sicurezza ci sono osservazioni degne di nota, in particolare relativamente alle difficoltà di capire come affrontare i problemi legati al protocollo BLE. Se siete curiosi, anche per capire come si stanno muovendo. dateci un’occhiata.

Sempre sul tema sicurezza, il ricercatore indipendente Gabi Cirlig ha scoperto che il suo smartphone Xiaomi Redmi Note 8 inviava i dati sull’utilizzo (es. cronologia del browser) a un server ospitato da un altro gigante dell’industria tecnologica cinese, Alibaba: “All of the data was being packaged up and sent to remote servers in Singapore and Russia, though the Web domains they hosted were registered in Beijing.”

La notizia potrebbe provocare un discreto tsunami mediatico in uno dei produttori cinesi di smartphone di maggior successo, che conta moltissimi clienti anche nel nostro Paese. Quantomeno adesso si spiegherebbe anche come mai l’ottimo rapporto qualità-prezzo che gli utenti testimoniano: incluso nel pacchetto, c’erano anche le vostre informazioni! Battute a parte, nei prossimi giorni vedremo come evolverà questa interessante vicenda.

Nel mentre, si conferma ciò che sostengo da sempre: non esistono pranzi gratis. In particolare gli smartphone, che sono diventati estensioni digitali di noi stessi e registrano praticamente tutto della nostra vita (le nostre abitudini, spostamenti, dati…), è bene affidarsi a produttori seri. Personalmente sto valutando con molto interesse le soluzioni con software e hardware aperto, come gli smartphone PinePhone, con SO Linux, o le soluzioni Android ma senza collegamento a Google della E Foundation. Se state pensando di acquistare uno smartphone nuovo, fate un pensierino su quanto valgono i dati che ci conservate dentro…

Per finire, l’eroe del giorno. L’On. Carla Ruocco e il suo tweet delle 14:46 del 1° Maggio 2020:

Credo che ogni commento sia superfluo, non trovate?

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