42° giorno – Fase 2

“Se c’è una cosa che in Italia funziona è il disordine.”
Leo Longanesi

Iniziamo dal missile lanciato dal drone #iorestoacasa costruito digitalmente dal fiorentino Giacomo Costa, che sta facendo il giro del web tra le polemiche. E’ proprio vero: in questo periodo s’è perso anche il senso dell’umorismo. Tranquilli, è un deep fake, una ricostruzione digitale dentro un video, e per chi non l’avesse capito ecco il video che svela il trucco.

Per restare in quel di Firenze, multato il canoista anonimo (non è rimasto tale per molto) che ha poi dichiarato di “essere andato a fare la spesa. In canoa? Via, o chi ci crede! Mica ci sono supermercati vicino l’Arno, o bischerooooo!!!

A proposito di spesa, dopo quella a sessi alternati arriva lo spesometro: il Sindaco di Erba ha emesso una ordinanza dove l’uscita per la spesa è valida solo se si acquistano almeno 8 prodotti. L’ordinanza n. 16/2020 indica in modo chiaro che:

Ordinanza 16/2020, Comune di Erba (CO)

Alcuni cittadini hanno chiesto chiarimenti in merito alle confezioni multiple: un sacchetto di caramelle varrà 1 o 25?

Scherzi a parte, il Sindaco di Gaiole in Chianti, Michele Pescini, ha co-firmato una lettera aperta diretta al Presidente Conte per chiedere di essere tra i primi comuni a “testare la fase-2“. Non avendoci alcun contagiato al CoVID-19, “abbiamo bisogno di dare quanto prima una prospettiva a questo prezioso tessuto. Ne abbiamo bisogno come tutta l’Italia“.

Un atto molto coraggioso, visto il clima avvelenato di questo periodo. Ma, anche dopo aver ascoltato l’intervista pubblicata da SienaNews, non posso che concordare con le posizioni e la decisione del primo cittadino di Gaiole. Credo che non possiamo più permetterci una situazione statica e stagnante come l’attuale ma che, invece, sia necessario qualcosa di più “agile”, capace di adattarsi e reagire velocemente alle situazioni e ai contesti. Stringere se i contagi aumentano, allentare se diminuiscono, per mantenere al livello di guardia la disponibilità delle risorse sanitarie e permettere a tutti di essere curati nel miglior modo possibile.

Come più volte scritto su questo diario, credo sia arrivato il momento di dare una ventata di libertà e normalità alle nostre vite, da oltre un mese chiuse nelle case e nella paura del contagio. Se l’imprevedibilità della situazione ha provocato una reazione forte (qualcuno l’ha definita “esagerata”) da parte delle istituzioni, adesso i numeri nel nostro territorio credo possano permettere il riprendere di alcune attività quotidiane. Penso ai parchi giochi per i bambini, vittime silenziose di una condizione che li ha strappati alle loro abitudini, amici, insegnanti per catapultarli a giornata dentro le loro case. Dove il clima, talvolta, non è sempre dei migliori. Con l’obbligo della distanza e il controllo da parte di volontari, perché non tornare ad aprire i parchi giochi di quartiere? Sempre con le dovute precauzioni, perché non permettere lo sport individuale all’interno del proprio comune? Del resto, si può andare in libreria. Si può andare al vivaio e pure stare in coda per ore fuori dal supermercato. Non è oggettivamente molto meno rischioso andare da soli a fare una passeggiata nel bosco o in campagna?

Del resto, l’ha detto stasera in conferenza stampa lo stesso Brusaferro, dell’Istituto Superiore di Sanità, ammettendo candidamente che il supermercato è un luogo più a rischio per il contagio rispetto a una scalata -in solitaria- su una ferrata alpina.

Mancano 17 giorni al fatidico 3 maggio, data che ormai è entrata nell’immaginario collettivo come “liberi tutti”. Anche la CEI ha chiesto ufficialmente la riapertura delle Chiese e la ripresa delle funzioni religiose, con volontari a garantire il rispetto delle distanze e delle misure di sicurezza. Penso alle tante celebrazioni funebri che non si sono potute tenere ma che avrebbero, in qualche modo, dato conforto a parenti e familiari. Penso a chi avrebbe dovuto celebrare il proprio matrimonio, magari programmato da mesi. Penso ai bisogni spirituali di molti cittadini, negati ormai da settimane. Insomma, rispettando le dovute cautele e precauzioni, non trovate bislacco permettere agli operai di lavorare per ore in fabbrica ma non l’andare mezz’ora in Chiesa a pregare?

La Deep Knowledge Group, consorzio privato internazionale, ha effettuato una classifica di efficienza sul contrasto all’epidemia di CoVID19 dei Paesi Europei basata su parametri specifici: sicurezza sanitaria, efficienza del trattamento e livello di rischio. L‘Italia si trova al 32° posto su 33, subito prima della Spagna. Poteva andare peggio. Potevamo essere anche dopo la Spagna. Ai primi posti, Israele, Germania e Corea del Sud.

Eurozone CoVID-19 Safety Ranking, Deep Knowledge Group

Domani è venerdì 17. Venerdì 17 di un anno bisestile in un Mondo in quarantena. Non sono scaramantico ma ci tenevo a ricordarvelo, ecco.

L’eroe del giorno è questo padre multato a 50mt dalla sua abitazione perché era in giardino con la figlia e il cane. A quanto pare, qualcuno ha chiamato la Polizia che, intervenuta, ha “dovuto” elevare i verbali. Curioso, perché spesso accusano la nostra società di essere troppo individualista. Guardate, invece, come i vicini non si facciano mai i c..i loro!!!

Nella foto di copertina: campagna senese alle prime ore del mattino

(Visitato in totale 44 volte, oggi 1 visite)

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.