Quello che sta per concludersi non sarà solo un Agosto meteorologicamente bollente: in questo mese si sono susseguiti numeri attacchi ransomware ai danni di svariate aziende Italiane, tra cui probabilmente quello che desta più preoccupazione è quello ai danni del Gruppo Spaggiari, di Parma, da parte della gang cybercriminale Xpl0itrs.

L’attacco è stato rivendicato il 16 agosto 2026, quando sul DLS di Xpl0itrs, raggiungibile via Tor, è comparso l’annuncio in cui si parla di una piattaforma per le scuole italiane, con l’impressionante cifra di 6100 GByte di dati esfiltrati dalla vittima.
Qualche giorno dopo il gruppo scioglie le riserve e il nome compare in chiaro: Gruppo Spaggiari Parma, che prontamente risponde attraverso un comunicato sul sito web spaggari.eu che sul sito della piattaforma Bergantini, confermando la violazione su quest’ultima piattaforma in data 30 Giugno 2026:
Gruppo Spaggiari Parma conferma che in data 30 giugno 2026 ha rilevato un accesso non autorizzato al modulo Modulistica Smart Bergantini, componente della piattaforma Bergantini dedicata alla normativa relativa alla gestione contabile e amministrativa delle istituzioni scolastiche. Modulistica Smart Bergantini consente la compilazione online di moduli e richieste da parte di personale scolastico, famiglie e candidati. L’episodio ha comportato l’accesso illecito a una parte degli allegati caricati dagli utenti. Sulla base delle verifiche effettuate, l’episodio è suscettibile di determinare una violazione della riservatezza.
A tale comunicato è seguito, dopo qualche giorno, una dura risposta da parte del gruppo Xpl0itrs, sempre attraverso il loro DLS:

Questa nota peraltro dichiara come il gruppo non sia l’autore del post comparso sul forum XSS, che sta circolando nei canali degli addetti ai lavori:

Lunedì 24 agosto la gang Xpl0itrs ha messo in vendita l’archivio esfiltrato per 50K$ ed aggiunge un link ad alcuni “samples” per testimoniare l’avvenuta esfiltrazione.

E’ bene ricordare che rappresenta un illecito penale scaricare tali dati, frutto di un reato. Inoltre, al di là degli aspetti squisitamente legali, è bene evitarlo anche per rispetto nei confronti di tutti coloro che -presumibilmente- sono coinvolti loro malgrado in questo pesante leak.
In ogni caso, come ricordato anche nel comunicato ufficiale del Gruppo Spaggiari, parliamo probabilmente della compromissione di una piattaforma dove gli utenti caricavano documentazione di vario tipo. Non è difficile immaginare che in quetsa documentazione possano esserci dati personali e anche informazioni riservate o particolari degli utenti: la sfida adesso sarà capire l’entità e l’impatto dell’incidente, soprattutto in termini di compromissione della riservatezza di queste informazioni.
Come previsto dalla normativa, e come peraltro confermato anche dai comunicati ufficiali, le autorità preposte (tra cui ovviamente ACN) stanno già indagando sull’accaduto.