Poste Italiane ed SDA: la storia di un pacco celere 1

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Siamo sotto ferragosto, il periodo dell’anno dove l’intero Paese rallenta il ritmo. Ma purtroppo ci sono delle esigenze, specie quelle sanitarie, che certo non vanno in ferie e non si curano del periodo dell’anno: questo è il caso di cui vi racconto in questo post, una situazione complicata che certo poteva essere da noi gestita meglio ma che ha evidenziato, con estrema chiarezza, i tanti limiti di un sistema postale “nazionale” palesemente inefficiente.

La storia sarò breve: essendo in ferie in Basilicata, a seguito della necessità di avere dei farmaci particolari per un bambino, il primo tentativo è stato quello di recarsi dal medico del paese per avere la richiesta. Richiesta negata, poiché si tratta di farmaci dopanti ed il medico non voleva assumersi la responsabilità in assenza della documentazione medica, che al momento non avevamo. A questo punto la soluzione più immediata è stata quella di farsi spedire dai parenti un pacco di scorta che i genitori del bimbo tenevano in casa.

Per la stragrande maggioranza degli italiani il servizio postale è l’unico o, perlomeno, quello di più facile accesso per inviare pacchi ed effettuare spedizioni. Così la parente si reca all’ufficio postale di un comune toscano e chiede di inviare un pacco, con la richiesta perentoria che venga recapitato l’indomani. Viene così indirizzata verso il Pacco Celere 1 “free”, ovvero un pacco di dimensioni standard preaffrancato, dove inserire il contenuto ed indicare gli indirizzi del mittente e del destinatario. Attenzione: sul modulo degli indirizzi stampato sul pacco NON vi è alcuno spazio per eventuale recapito telefonico del destinatario ! Questo particolare è importante e scoprirete dopo il perché. Altro particolare importante è che l’indirizzo di destinazione non ha il numero civico, poiché è una zona periferica di un piccolo comune dove l’amministrazione non ha mai fatto la numerazione delle abitazioni.

Tra le clausole della “Consegna Espressa” si legge:

La consegna avviene dal lunedì al venerdì in 1 giorno lavorativo successivo al ritiro nella maggior parte delle località d’Italia (esclusi Livigno, Trepalle e Campione d’Italia) e in 2 giorni lavorativi successivi al ritiro da/per Calabria, Sicilia e Sardegna.

Perché sia rispettato lo standard di consegna è necessario che la spedizione sia accettata entro l’orario limite indicato presso l’ufficio postale.

E vi è anche un elenco di comuni italiani dove i tempi di consegna sono maggiorati di  un giorno: preciso, per chiarezza, che il comune di destinazione ad oggi non è in tale elenco.

Comunque, il pacco viene accettato dall’ufficio postale ed inizia il suo luuuungo cammino verso la Basilicata, seguito attentamente attraverso il servizio “DoveQuando” di Poste Italiane.

Passa la nottata e l’intera famiglia attende, speranzosa, il passaggio del corriere Sda (vettore a cui è stato affidato il pacco). Speranza vana: il pacco è in transito dall’HUB di Bologna verso sud…

14 Agosto, ultimo giorno utile per ricevere i farmaci. Oggi il corriere passerà sicuramente, così restiamo a turno in casa per evitare che la consegna fallisca. Chiamiamo il servizio di Poste Italiane che ci conferma la messa in consegna del pacco. Chiamiamo anche SDA, che però ci dice che il pacco è gestito comunque da Poste Italiane e che, pertanto, si deve far riferimento esclusivamente a loro.

Aspettiamo, fino a che nel pomeriggio il tracking della spedizione subisce un brusco, ed inaspettato, aggiornamento: INDIRIZZO DI DESTINAZIONE ERRATO – NUMERO CIVICO INESISTENTE.

Chiamo immediatamente il Call Center di Poste Italiane, dove spiegando la criticità della situazione, l’addetto mi mette molto gentilmente in contatto con la responsabile che, altrettanto gentilmente, mi spiega alcune cose:

  • Poste Italiane comunica con SDA solamente per via telematica: non hanno i numeri di telefono delle sedi e/o dei corrieri;
  • i corriere di SDA non hanno il cellulare aziendale e, poiché non hanno il cellulare aziendale, il corriere non è tenuto a chiamare il destinatario in caso di problemi;

inoltre, perentoriamente, mi comunica che sarà impossibile avere il pacco in giornata e che si scusa tanto per il problema. Alle mie rimostranze, si impegna ad inviare un FAX urgente alla sede di SDA Potenza (Tito Scalo), senza però poter garantire alcunché poiché alle 18:00 la sede chiude (sono le 17:20 circa…).

Siamo disperati: ma possibile che non si riesca neanche a capire dove si trova un pacco, peraltro urgente ?

Così a mia moglie viene l’idea: ma se chiamassimo i Carabinieri di Tito, anche solo per chiedergli di verificare se la sede è aperta (ed eventualmente andare noi a Tito a prendere il pacco) ?

Idea folle, ma potrebbe funzionare. E comunque, tentar non nuoce, così cerco sul web il numero della caserma e chiamo. Ho spiegato così la situazione al piantone che, gentilissimo, mi dice che farà alcuni tentativi: dopo pochissimi minuti mi ricontatta, informandomi che a momenti chiamerà il responsabile della sede SDA di Tito Scalo, con il quale concordare la consegna.

Detto fatto: dopo poco mi contatta il responsabile della sede SDA, dicendo che il pacco è alla loro sede e che non è stato recapitato perché il corriere non è riuscito a trovare il destinatario, non essendoci numeri civici nella zona. Inoltre, dice sempre lui, non era indicato alcun numero di cellulare e che era pertanto impossibile anche solo tentare di telefonare al destinatario per accordarsi: tuttavia, sempre molto gentilmente, si offre di dare il pacco ad un corriere che si recherà a momenti nella nostra zona e ci fornisce il numero per concordare la consegna.

Subito dopo mi ricontatta la caserma di Tito, dove il carabiniere mi chiede se abbiamo risolto: confermo e lo ringrazio sentitamente per la disponibilità e la cortesia.

Tiriamo così un bel sospiro di sollievo, mentre mio cognato va a prendere il pacco, ringraziando il carabiniere di Tito Scalo: senza di lui sarebbe stato un vero problema, considerando anche che per i successivi 3 giorni sarebbe stato impossibile recuperare il pacco.

Ovviamente sono a disposizione sia della SDA che di Poste Italiane nel caso ritengano opportuno integrare o rettificare le informazioni da me riportate.

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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