Los Indignatos in Spagna, Movimento 5 Stelle in Italia

Gran parte della stampa mondiale è adesso concentrata sul movimento dei Los Indignatos, in Spagna, dove centinaia di migliaia di cittadini, stanchi di un sistema partitocratico totalmente scollegato dalla realtà, spadroneggia incurante delle enormi percentuali di disoccupazione, soprattutto giovanile, e delle difficoltà sociali a seguito della crisi economica a tutti ormai ben nota.
Winston Churchill non era convinto della bontà del sistema democratico, ma tuttavia non ve ne è uno migliore. Sono convinto che attualmente la maggioranza degli italiani sia ancora sprofondata -anche a causa della pregnante presenza televisiva nelle nostre case- nell’illusione che questo sia un paese libero e democratico. E Siena non ne è eccezione. La libertà si conquista con la partecipazione e con la voglia di conquistare, anche a duro prezzo, la dignità di essere liberi.
Essere liberi, per chiarirsi, non è dover chiedere “al potente di turno” un posto per il figlio. Non è doversi genuflettere davanti ai “soliti noti” per ottenere in cambio favori personali. Il clientelismo è il cancro di una società immobile che sprofonda sempre di più verso la morte.
I Los Indignatos, come i ragazzi del Movimento 5 Stelle, chiedono trasparenza e giustizia: il vaccino giusto per questa società malata e corrotta.
La trasparenza è l’essenza di una società democratica, in cui i meritevoli e capaci vengono premiati, indipendentemente dalle loro origini ed amicizie, e dove tutti i cittadini possono controllare autonomamente, senza filtri o censure, l’operato degli organi di governo.
E’ notizia odierna, ad esempio, che Fazio -l’ex governatore di Bankitalia- è stato condannato per aggiotaggio: come è possibile che non si sollevino voci di indignazione davanti ad uno scandalo di questo tipo ? Come possiamo non indignarci davanti alle prevalicazioni, i continui insulti, gli scandali che ogni giorno coinvolgono cariche pubbliche ?
Ormai gran parte della nostra società è talmente assuefatta agli scandali che neppure si indigna più. Anzi, reputa chi si oppone -e si indigna- uno sciocco reazionario, destinato solo a fallire miseramente.
La nostra scelta di presentarsi a Siena, una realtà difficile e particolare, dove il Sindaco ha potere sulla Fondazione MPS, è perchè in questa nostra città c’è ancora chi si indigna. E il risultato delle urne ha confermato che non siamo soli. L’indignazione dei cittadini, soprattutto dei giovani, è ormai un vaccino che si spande inesorabilmente in tutto il mondo occidentale e questo sistema partitocratico e clientelare è inesorabilmente destinato a fallire: la mia generazione è la prima che starà peggio dei loro padri, figli del baby-boom degli anni ’50 dove tutto sembrava possibile. Oggi nulla è più così: i giovani hanno perso le speranze, sfruttati da contratti ignobili, sfiduciati da un sistema gerontocratico che non premia i migliori e delusi da un sistema partitocratico che non è più capace di rinnovare se stesso. In tutta Italia, ad eccezione di Siena e Napoli (strana analogia), il Movimento 5 Stelle ha ottenuto risultati insperati, dimostrando che semplici cittadini possono riprendersi in mano il loro Comune. Questi risultati che dimostrano il fallimento dei partiti, ormai sostenuti solo dai cospicui finanziamenti economici degli italiani e da quella parte della società che ha beneficiato del clientelismo di cui sono complici.
Sono fermamente convinto che l’Italia ha ancora una piccola speranza di ripartire, prima di cadere definitivamente nel baratro dove stanno crollando paesi come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna: la speranza è la volontà di partecipazione attiva dei cittadini stanchi di doversi genuflettere e mortificare per ottenere quello a cui hanno diritto.
Mio padre mi ha insegnato che il bene più grande di cui una persona può disporre è la dignità e l’onestà: valori che non si perdono con un crack finanziario o con un licenziamento, che si guadagnano rifiutando “raccomandazioni” e “privilegi”. La dignità non si conquista con il denaro o con il potere.
E’ poter camminare a testa alta per le vie di una città abitata da tante persone con la testa ben china…

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