Alcool vietato under 16: giro di vite a Milano

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A Milano il sindaco Moratti ha dato un giro di vite al consumo di alcool per gli under 16: con una ordinanza comunale verrà sanzionata non solo la vendita, ma anche il consumo e la detenzione. Personalmente lo ritengo giusto, anche se nutro qualche perplessità sulle modalità di applicazione di questa ordinanza.

E’ innegabile, tuttavia, che il lassismo delle istituzioni e l’assenza della famiglia, oltre a compagnie sbagliate ed abitudini e tradizioni popolari, il consumo di alcool da parte dei giovanissimi aabbia raggiunti livelli preoccupanti. Vedere 14enni sbronzi, oltre a non essere un bello spettacolo, ha un costo sociale altissimo: pensate solo ai pronto soccorso intasati da questi imbecilli che passano la notte ad ubriacarsi e poi cadono di motorino o causano incidenti !

Ubriacarsi è un diritto ? Si, purchè non si causi danni alla collettività. Anche se ormai il concetto stesso di collettività è diventato sottile come una velina, non dimentichiamoci che siamo in uno Stato con debito pubblico altissimo e costi della sanità esorbitanti ! Ed anche se la nostra società è incentrata sui consumi e sull’individualismo, serve necessariamente il rispetto delle norme civili di convivenza sociale. Ecco che, in una situazione di carenza di controlli e di prevenzione, un divieto è necessario.

Ed eccoci ai miei dubbi sull’applicazione: chi vigilerà ? Siamo sinceri…quanti vigili/polizia/carabinieri vedete in giro ? Io pochissimi. Percui chi controllerà, chi eleverà le sanzioni, chi si preoccuperà di vigilare ? Ed in più, è stato pensato al carico di lavoro per i tribunali che riceveranno migliaia di contestazioni per le denuncie e sanzioni ?

A questo punto penso che serva una vera riforma, sia dell’ordinamento giuridico che delle norme sociali, non l’ordinanza di un sindaco.

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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