Rimini Wellness: il business del fitness in fiera

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Ho ancora i muscoli indolensiti da divertentissimo e faticoso weekend al Rimini Wellness 2015, la fiera delle novità per il fitness, dove provare le nuove tendenze in fatto di corsi, macchinari, esercizi, alimentazione e molto molto altro.

Tralascio per pietà umana lo stato delle strade tra Siena e Rimini: 230 km vergognoso, in particolar modo il tratto tra Arezzo, Sansepolcro e Cesena (si, ho preferito fare l’autostrada che la carrareccia sù per la montagna…), dove al ritorno ci siamo pure beccato una terribile grandinata nella zona di Montecoronaro, dove una deviazione obbligatoria ha costretto tutti a transitare lungo la provinciale SP137 per una decina di km.

Torniamo alla fiera, dove ero già stato molti anni fa: è decisamente migliorata, ingrandita e…come dire…esplosa ! Già, perché la prima impressione è che sia letteralmente esplosa la mania di essere “fit”, nel senso di sentirsi in forma, di stare bene sia fisicamente che mentalmente, di muoversi e sudare …ed anche quest’anno era tutto un esplodere di nuove “mode”: tra la tradizionale Zumba, ancora molto in voga, si affianca il Fit Yoga, la Macumba, il SambaFit, il Tempo Energy, la fitwalk…e quasi tutte le altre possibili combinazioni del verbo “fit” !

La tendenza generale sembra quella di abbandonare le palestre chiuse, dove si pompano i muscoli a suon di macchine, e di passare a coniugare il bisogno di fare esercizio, di tonificare il corpo a suon di musica, ballando, divertendosi, usando ausili semplici (palle, barre, tappetini) per sviluppare la muscolatura, passando ovviamente per una alimentazione rigorosamente sana e “bio”.

Ci sono poi tutta una serie di sperimentazioni avanguardiste, come il coniugare l’esercizio isometrico con l’elettrostimolazione, come ad esempio il Miha Bodytech, personalmente provato per curiosità: indossando una suite con gli elettrodi per l’elettrostimolazione e seguendo le istruzioni a display (e regolando l’intensità degli impulsi), si può fare un workout “potenziato” che, promettono, massimizza la tonificazione muscolare.

Presenti anche operatori del settore olistico, come la “bioginnastica”, coadiuvata ovviamente da un regime alimentare a base di prodotti rigorosamente biologici e sviluppati ad-hoc, insieme a tutta una serie di analizzatori del respiro, della postura, della composizione corporea… che ovviamente servono ad indirizzare la persona verso il percorso a lei più adatto, magari indossando una linea di abbigliamento tessuta con cotone organico raccolto a mano nelle piantagioni nepalesi all’ombra dell’Himalaya.

Non poteva però mancare tutto il settore relativo al workout duro ed al muscolo ipetrofico, con tanto di concorsi. Di tendenza, in questo campo, nuove forme di allenamento “street workout”, usando attrezzi reperibili per le strade (sbarre, catene, pesi vari…. ma che città frequentano, questi ?), oppure robe tipo “allenati come i Marines”, con folte schiere di esaltati pronti a rotolarsi nel fango e gridare “signorsì signore !“.

Ancora vivo e vegeto lo spinning, che cerca di non affogare nel mare delle nuove mode reinventandosi anche attraverso linee di abbigliamento e gadgets vari.

Presenti in fiera anche grandi marchi del settore alimentare, spesso proprio main sponsor di giganteschi padiglioni dove sperimentare le nuove tendenze del fitness in classi di 100-200 persone, che proponevano assaggi-degustazione agli ospiti nel tentativo di conquistare credibilità come “prodotto sano” adatto allo sportivo: è il marketing, bellezza !

Ovviamente tutti i corsi, e ve ne sono veramente a decine di ogni tipo e ad ogni ora, sono accessibili liberamente: conquistatevi un angolino e provate a seguire l’istruttore sul palco, dalle evidenti doti ginniche e dotato di una energia invidiabile che sembra non finire mai, fino all’immancabile foto di gruppo conclusiva.

Così, tra sudore, tappetini, pesi, bilancieri, muscoli ipertrofici e natiche d’acciaio, quest’anno la fiera -giunta alla sua decima edizione- ha totalizzato ben  260.835 visitatori e ,per chi se lo stesse chiedendo, non fate l’errore di andare in Fiera in jeans e camicia: il dress-code è rigorosamente sportivo, magari con muscoli, culo, tette e tatuaggi ben in vista. Infilatevi un bel paio di shorts, perizoma ben in vista, canottiera, sneakers fluo e via, pronti a buttarsi nella mischia, tra decibel sparati a tutto volume e litri di sudore, pronti a lasciarsi conquistare dall’ultima tendenza e diventare istruttore certificato al “prezzo speciale” della fiera.

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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