E silenzio (elettorale) fu…

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La campagna elettorale è finita. Ieri sera, alle 23:59, è finita la più lunga e difficile campagna elettorale che Siena abbia mai visto.

8 candidati sindaco, 16 liste, quasi 500 candidati. Un esercito mai visto, sguinzagliato per le strade di Siena, città da poco più di 50.000 abitanti.

Domani e lunedì vedremo i risultati della semina.

Non sarà un risultato scontato, per la prima volta nella storia contemporanea di Siena: a vincere potrebbe non essere il candidato privilegiato del “Partito Unico”, Bruno Valentini. In lizza per il più che probabile ballottaggio ci siamo io ed il Neri, candidato del “buglione civico” che raduna il PDL ed altre forze politiche, tra cui i “monaciani”.

Gli ultimi mesi sono stati veramente difficili. E’ da Novembre, almeno, che siamo in campagna elettorale: un avvio stanco, assonnato, in attesa dei risultati alle politiche di Febbraio.

Poi il BOOM del MoVimento 5 Stelle, ed ecco che il “Partito Unico” inizia ad avere veramente paura di noi: come fare a scongiurare, dopo il crollo del “sistema Siena”, che il M5S vinca anche nella nostra città ?

Inizia così una strategia del “divide et impera”: si allarga il ventaglio dell’offerta politica, mettendo foglie di fico qua e là a coprire i volti degli impresentabili (che vogliono mantenere il potere).

Compare così un Valentini, che fino a qualche mese prima starnazzava come un’anatra perché non lo facevano partecipare alle primarie, ed un Neri, faccia pulita da medico chirurgo famoso e stimato. Ovviamente questo non è sufficiente a catturare tutti i malcontenti, così ecco che il Marzucchi (ex-vicesindaco, ex assessore al bilancio) decide di correre da solo con la sua Siena Futura, tanto per agguantare qualche migliaio di voti. E la tenta anche l’associazione “postale” 53100 del Corsini, dipendente Axa. Nel carniere troviamo anche l’estremo-centrico Falorni, ex consigliere comunale di opposizione, e la sempreverde Laura Vigni, che cerca di agguantare i voti dei nostalgici della vecchia PCI. Parte del civismo senese ha appoggiato Enrico Tucci, ex consigliere comunale.

Tuttavia, pur con tutti questi galli nel pollaio, la città è in piena catarsi: i cittadini si trascinano svogliatamente tra tonnellate di volantini e manifesti, con melensi sorrisi pronti a carpire il voto dell’ingenuo -e distratto- elettorato.

Anche i tanti “incontri con le Associazioni” ed i candidati sindaco, da importante occasione di confronto ed approfondimento delle tematiche di interesse cittadino, si trasformavano presto in battibecchi elettorali della peggior specie (non dimenticherò mai l’isterico affronto del Neri a Valentini per la passerella elettorale alle Scotte del 1° Maggio…).

Anche i confronti TV, per quanto soporiferi (tremendo quello di Canale 3 dopo cena…noioso per noi candidati e per voi ascoltatori…), avevano qualche sprazzo di vitalità proprio nelle invettive e nelle accuse che i candidati (io compreso) si scambiavano sul disastro della città.

Comunque, ormai è andata e quel che è fatto è fatto.

Non nego che sono in trepidazione. Voglio vedere se Siena avrà veramente la forza di reagire oppure se, acriticamente ed apaticamente, continuerà a votare come negli ultimi 60 anni. Come se non fosse accaduto nulla. Come se la Banca MPS fosse sempre in salute, la Fondazione prospera, l’Università e l’Ospedale fiori all’occhiello della città.

Fino a che punto si può far finta di nulla ?

Un po di rassegna stampa per saperne di più:

Sole 24 Ore – A Siena si vota dopo il terremoto Mps

Corriere Fiorentino – Renzi-Grillo, scontro a distanza «Il giovane Renzie non sa le leggi»

Toscana TV – Grillo: “Siena ha smarrito la sua civiltà”

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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