Ha senso il Black Friday (ed il Cyber Monday) ?

“La gente aspetta tutta la settimana per il venerdì,
tutto l’anno per l’estate
e tutta la vita per la felicità.”
Anonimo

Ieri era il Black Friday, tradizionale (per gli americani) giornata di sconti ed offerte speciali. Un evento che, insieme ad Halloween e molto altro, abbiamo importato dagli Stati Uniti d’America (e lunedì sarà il Cyber Monday…)

E’ un giorno in cui gran parte delle catene e dei negozi si affanna a proporre offerte speciali nella speranza di dare un impulso positivo alle vendite prima di entrare nel vivo del periodo “pre-natalizio” e relativa fobia di ricerca del regalo perfetto.

Tralasciando per un momento la vicenda dei lavoratori di Amazon che, in Italia, hanno proclamato sciopero perché -così dice Annamaria Furlan, segreteria nazionale CISL- “Non va calpestata la dignità dei lavoratori. Amazon apra un confronto con il sindacato per corrette relazioni industriali, stabilità occupazionale, salari dignitosi”. I lavoratori del magazzino di Castel San Giovanni lamentano, infatti, condizioni di lavoro estreme, tanto che, “ogni giorno, per movimentare i pacchi, i lavoratori […] percorrono infatti fra i 17 e i 20 chilometri” (tra l’altro, oggi, un articolo relativo a quanto guadagna realmente un magaziniere di Amazon Italia…).

Ma, tornando alla domanda iniziale, ha senso parlare di Black Friday nel nostro Paese ? E’ davvero così forte la tensione che provoca un evento del genere nei consumatori italiani ?Un evento, peraltro, lontano dalla nostra tradizione e consuetudini, come ad esempio lo sono i “saldi di fine stagione” ? Ma, soprattutto, un venerdì di grandi sconti ha il potere di rilanciare l’economia nazionale o è solamente l’ennesima occasione per liberare il magazzino dalle merci invendute in attesa dei nuovi prodotti in arrivo prima di Natale, magari riuscendo a piazzarli a prezzi più alti ?

Come la si metta, dubito che quei cartelli che ieri, frettolosamente e spesso anche molto improvvisati graficamente, sono comparsi sulle vetrine di molti negozi del centro abbiano avuto il potere di risollevare settori in crisi. Una crisi dettata sia dalla sempre più scarsa disponibilità economica che dall’aumento dell’e-commerce, settore il cui giro di affari in Italia è stimato in 31,7 miliardi di €, con un incremento, nel 2016, del 10% rispetto all’anno precedente.

Credo che saranno ben pochi i settori commerciali non aggrediti dal commercio on-line. Probabilmente l’agroalimentare sarà quello meno colpito, anche se c’è chi ci sta comunque provando (Amazon Pantry, ad esempio), anche perché la tendenza ormai è quella di puntare su prodotti genuini e, per quanto possibile, del produttore locale (o comunque “bio”). Ma tutti gli altri, al netto degli acquisti urgenti e di quelli che necessitano di una prova, come ad esempio scarpe o abbigliamento, ritengo che passeranno sempre di più sul web, dove è più comodo scegliere nella tranquillità della propria casa, senza limiti di orario, senza impazzire nella ricerca del parcheggio o del negozio ma …semplicemente spaparanzati sul divano !

Sotto il profilo ambientale, credo che alla fine dei conti vi sia anche un indubbio vantaggio: se solo penso al caos di veicoli che sta per riversarsi nelle zone commerciali delle nostre città man mano che ci avviciniamo al Natale, già mi sento male. Certo, ci saranno più corrieri in giro (e questo vuole dire anche “posti di lavoro”) con i loro furgoni ma quanto è più comodo, anche se forse umanamente alienante, acquistare direttamente dal proprio smartphone/tablet/laptop, con tutta la tranquillità necessaria ? Inoltre, ormai, anche gli irriducibili reticenti degli acquisti on-line hanno sempre meno scuse dalla loro parte: i resi sono quasi sempre gratuiti, gli acquisti con le carte di credito sempre più sicuri e sempre più portali adottano strumenti come PayPal, dove la transazione avviene attraverso una piattaforma sicura.

Quindi, concludendo, affidate i vostri desideri ad un portale di price tracker (come camelcamelcamel.com) e, al momento giusto, con un paio di click il vostro regalo arriverà direttamente a casa vostra (o presso un Ufficio Postale o un Amazon Locker).

 

 

 

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e da giugno 2013 è Consigliere Comunale capogruppo Siena 5 Stelle.

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