21° giorno – Complotti, hackaton e omertà

“Nessuno ama tanto i segreti quanto chi non ha intenzione di mantenerli.”
Charles Caleb Colton

Puntuale come il 730, anche per questa pandemia è arrivata la fake news perfetta: sarebbe tutta colpa di un virus creato in laboratorio proprio in Cina qualche anno fa. Lo conferma una puntata di RAI 3 – TG Leonardo del 16/11/2015 che trovate ormai ovunque, anche su Youtube (mi rifiuto di linkarla perché non voglio diffondere in alcun modo notizie fuorvianti).

Ovviamente alcuni organi di informazione ci si sono buttati a pesce, già pregustando il ritorno di click. La notizia è stata smentita poco dopo, in modo ufficiale, e pure il simpaticissimo Burioni ha dichiarato “È l’ultima scemenza che venga da un laboratorio“. Direi che possiamo chiuderla qui e potete tutti smetterla di condividere il video, ok?

Nel frattempo, complice lo stare in casa forzato, iniziano a fiorire iniziative divertenti e interessanti, come ad esempio il sito web “A casa a fare cosa?” che offre alcuni interessanti spunti per trascorrere la giornata. Ovviamente è possibile anche suggerire nuove attività 😉

Tornando alle cose serie, a brevissimo partirà il #CodeVsCOVID19, “The world’s brightest minds collaborate in a 72h non-profit online hackathon to fight the COVID-19 crisis“, un hackaton dedicato all’elaborazione di software e applicazioni per aiutare a sconfiggere l’epidemia.

We unite the brightest minds in a 72h online hackathon, enable them with mentors, subject matter experts, data sources and an international network of partners. The goal of this 72h nonprofit online hackathon is to develop open-source prototypes, which contribute to solving the most pressing challenges in the current crisis. We want to build on existing solutions and technologies to prevent duplications and want to enable a sustainable impact after the hackathon to take projects to the next level and implement them for our daily life and work. 

#CodeVsCOVID19 hackaton

Ieri sera ho terminato la lettura dell’ultima fatica letteraria di Burioni, “Virus, la grande sfida“. Al di là della simpatia o antipatia che si può nutrire nei suoi confronti, va dato atto che è un virologo e sa fare il suo mestiere. Quindi le informazioni che da sono comunque autorevoli, sicuramente più di altre. Il libro è interessante e ripercorre un po’ la storia delle grandi epidemie, concludendo ovviamente con quella che stiamo vivendo. Ecco, forse questa è la parte del libro più deludente. Un po’ come andare a una cena e mangiare tutto divinamente, per poi arrivare al dolce e ritrovarsi davanti un insulso pasticcino. Comunque, vale la pena leggerlo anche solo per capire come funziona la replicazione e diffusione del contagio: importante, soprattutto in un momento dove circolano davvero le informazioni più strampalate.

Superata a Siena la soglia psicologica dei 200 contagi positivi. Oggi, con un balzo in avanti di 23 nuovi casi, si arriva al totale di 216 positivi. Per una provincia di oltre 200.000 abitanti, la percentuale dell’1% sembra ancora piuttosto bassa. Il popolo, nel frattempo, chiede tamponi.

Il lockdown arriva anche in India. A quanto riporta un articolo de La Stampa, la punizione per chi viene beccato a violare la quarantena sono esercizi fisici in mezzo di strada: flessioni, squat, piegamenti…insomma, tutti i runners nostrani desiderosi di fare esercizio sono gentilmente invitati a smettere di correre intorno al condominio e di trasferirsi a Mumbai.

Nella vicina Basilicata, invece, il Presidente della Regione invita gli amministratori locali ad astenersi da dichiarazioni in merito ai contagiati dal CoVID19. Lo fa attraverso una letterina dai toni sobri, che vuole solo ricordare come si può invocare la privacy per impedire che esploda il panico nelle comunità lucane. Ovviamente, sempre per senso di responsabilità.

Quanto piace il controllo? Tanto, e non c’è periodo migliore di uno come quello che stiamo vivendo per mettere in atto tutta una serie di misure di sorveglianza e repressive che, in tempo di pace, difficilmente sarebbero accettate dalla popolazione. Si torna così prepotentemente a parlare dell’uso degli smartphone (attraverso “app“) per monitorare i cittadini. Ne abbiamo parlato tante volte, in questo blog. Anche il Sindaco di Genova, Bucci, si è dichiarato pronto “a monitorare gli spostamenti dei genovesi tramite cellulari”, ovviamente nel rispetto della privacy. Non è ancora chiaro quale tecnologia, o insieme di sistemi, saranno utilizzate. Nel frattempo, Wired ha pubblicato una interessante rassegna di tutto ciò che al momento è disponibile.

Per finire, un bel video sul Sindaco di Messina entusiasta all’idea di usare i droni per reprimere qualsiasi violazione ai decreti ministeriali.

Anche per oggi è tutto. La quarantena continua.

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