45° giorno – Il lockdown …issimo!

“Ciao, come va?” “Male, grazie. E tu?” “Male anche a me”.

Ma tu guardali, questi tedeschi, comodamente spaparanzati in riva al fiume a godersi il sole d’aprile! Incuranti di tutto e di tutti, che c’è gente in ospedale in fin di vita e di chi è ancora blindato tra le mura casalinghe ormai da oltre un mese.

Bagnanti in riva sull’Isar, Monaco di Baviera, sabato 18 aprile 2020

Guardo e riguardo la foto dei bagnanti in costume a Monaco di Baviera, scattata –asseriscono– qualche giorno fa. Non riesco a crederci, tanto mi sembra surreale. Tuttavia, la notizia è ripresa da diverse testate giornalistiche autorevoli, quindi partiamo dal presupposto che sia vera e guardiamola meglio: i gruppi sono ben distanziati l’uno dall’altro. Nessun assembramento, nessuna ressa. Tra di loro, tra i gruppi familiari, la distanza minima di 2 metri sembra ampiamente rispettata.

Eh ma loro son tedeschi! Mica come noi italiani, che alla prima occasione ci accatastiamo l’uno sull’altro! E quindi ben ci sta, dobbiamo restare rinchiusi nei nostri salotti.”

A guardare queste immagini, mi pare di ritornare con la mente a quando ero bambino. Quando c’era la gara a chi aveva il babbo più bravo, l’automobilina più veloce, la cartella più bella. Era la gara dell’issimo. “Il mio lockdown è più lockdownissimo del tuo!“.

Certe volte mi pare che questo Paese non conosca mezze misure e ci sia la sgradevole tendenza a compensare gli errori fatti con contromisure eccessivamente severe. Potrei fare svariati esempi, dai seggiolini anti abbandono (siamo gli unici ad averli obbligatori per legge…) alla quantità infinita di burocrazia spesso inutile e ridondante che tende a soffocare qualsiasi iniziativa imprenditoriale. Sulla efficiacia del severo lockdown nostrano, di cui ho parlato ieri, iniziano a esserci alcune ricerche interessanti:

Sono solo i primi 17 giorni successivi all’applicazione delle misure di contenimento a determinare l’entità della diffusione del contagio nella pandemia di Covid-19, che sembra dipendere esclusivamente dai focolai divampati per caso nei primi giorni (come quello successo all’ospedale di Codogno o la partita Atalanta–Valencia) e non dalle differenze nel rigore del lockdown.

Coronavirus, chiudersi in casa e fermare le industrie aiuta davvero a contenerlo? Lo studio italiano, Corriere.it

Corrado Formigli, conduttore del programma Piazza Pulita, ha commentato così dalla sua pagina Facebook: “Perché l’Italia sarà anche stata sfortunata. Ma la mancanza di Dpi, la scarsità di terapie intensive, la mancanza di scorte di reagenti chimici, il poco personale sanitario, l’insufficiente coordinamento fra Stato e Regioni, la mancanza di produttori nazionali di materiale sanitario cruciale in caso di epidemie, l’indebolimento dei presidi sanitari territoriali, ecco: quella non è sfiga. È il segno di un Paese preso enormemente alla sprovvista dal Covid 19

Dopo lo smarrimento delle prime settimane, man mano che la nebbia si dirada, sembra sempre più evidente che in Lombardia non tutto è andato per il meglio. La mala gestione dell’emergenza, la sottovalutazione delle conseguenze (sapendo quando era appena accaduto in Cina!) e le fughe di notizie che hanno vanificato qualsiasi possibilità di contenimento, permettendo che i cittadini positivi l CoVID se ne andassero tranquillamente in giro per l’Italia, spargendo focolai un po’ ovunque, non può essere semplicemente sfortuna. Credo che ci siano delle responsabilità politiche precise, di cui adesso tutta Italia ne sta facendo le spese. La classe Politica nazionale deve dare risposte e smetterla di trincerarsi dietro “medicstars” che vanno in TV a snocciolare cifre e pareri: pretendo che siano i politici eletti a prendere le decisioni, ad assumersi le loro responsabilità. Fino in fondo.

Responsabilità anche di come stanno affrontando la questione della famosa app #Immuni.

Vale la pena ricordare che poco meno di un anno fa è stata approvata la normativa che impone alle PA “di pubblicare in open source tutto il proprio codice e di valutare software già esistente prima di realizzarne di nuovo“. Lo prevede il CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale – e anche se la situazione è “particolare”, sono sicuro che il codice sorgente dell’applicazione sarà pubblicato appena possibile. Al momento, l’ordinanza 10-2020 firmata dal Commissario Straordinario Arcuri prevede solamente la “concessione gratuita della licenza d’uso sul softwaredi contact tracinge di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons S.p.a.”

Ma come funzionano queste app? Ecco una comoda infografica riepilogativa.

Se qualcuno dovesse chiedersi a quale scopo e quale vantaggio darebbe l’avere il codice sorgente di questa app, rispondo con quanto accaduto all’analoga belga “Covid19 Alert“: un bel data breach che ha rivelato “~100-200 names, email addresses, encrypted passwords were publicly available” (Christopher Schmidt, via Twitter). Avere la ricetta e la lista dei singoli ingredienti aiuta migliaia di ricercatori indipendenti di tutto il mondo a identificare falle, errori e vulnerabilità. Sempre che questa app arrivi in tempo, ovviamente.

Per finire, due paroline sulle mascherine. Credo che dovremo abituarci a indossarle per molto tempo ancora: sono, insieme al distanziamento sociale, strumento indispensabile per rallentare la diffusione del virus. Purtroppo anche in questo caso c’è stato tanto affanno nel distribuirle ma forse un po’ troppo poco impegno nello spiegare come vanno indossate: vedo ancora persone che le indossano al contrario, che si coprono solo bocca (e non il naso), che le toccano sul davanti, rischiando di contaminare e contaminarsi.

Anche se tecnicamente “monouso”, la mascherina usata deve essere appesa all’aperto, possibilmente al sole, evitando il contatto con altre persone e con i vestiti. Lavarsi sempre le mani prima e dopo averla indossata.

Siparietto comico della domenica: il sito web analfabetifunzionali.it ha diffuso in rete una foto con gente a passeggio su un lungomare, spacciandola per il lungomare di Siena! Decine di commenti di analfabeti funzionali indignati e arrabbiati. Scarsini anche in geografia, eh? Siena non è una città sul mare!

L’eroe del giorno è questo ingegnere cinquantenne di Albignasego, finito al pronto soccorso con fratture al volto causate dall’aggressione di un padre e del rispettivo figlio perchè “correva senza mascherina“. La violenza è sempre violenza e mai può essere giustificata. Ma credo che questa situazione abbia talmente esacerbato gli animi che, purtroppo, situazioni simili potrebbero diventare piuttosto comuni. Spero di sbagliarmi.

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