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Ieri sera eravamo tutti invitati a festeggiare la vittoria di Simone Bezzini, nuovo presidente della provincia, del Partito Democratico. Tutti i candidati dei partiti alleati erano invitati, me compreso, ed ho deciso di andare nella speranza di ascoltare qualcosa in merito al futuro della provincia. Nada. Aperitivo tranquillo, 4 chiacchere con gli altri candidati, strette di mano e congratulazioni. Mi è rimasto impresso l’aneddoto che mi ha raccontato Alessio Manetti quando ha incontrato Alessandro Masi, riconfermato sindaco a Sovicille: “…lasciando stare tutto quello che è stato prima delle elezioni, ma questo Pinassi Michele non ha fatto altro che attaccarci !”. Ci tengo a precisare che mi è stato raccontato come aneddoto e che non ho nulla di personale contro Alessandro Masi !

Sinceramente parlando, non ho nulla neanche contro il PD anche se mi aspetterei – a livello nazionale – più opposizione e meno proclami. Anche a livello locale ho solo qualche appunto da fare, ed è quasi tutto concentrato sulla gestione della vicenda Ampugnano che, secondo me, doveva essere gestita in maniera diversa: innanzitutto il primo errore è stato cercare di tenere all’oscuro la popolazione. Il secondo errore è stato reagire con un’atto di forza contro il comitato che si era creato, indispettendo gran parte della popolazione, compresi gli aficionados del PD. Terzo errore è stato cercare di pilotare le consulte di comunità facendo di tutto per volgerle al proprio favore e “blindarle” quando si è visto che non era possibile. Questo, ed anche altro, è costato al PD locale almeno 5-600 voti, da aggiungere alle quasi 500 schede nulle e bianche. Su poco più di 6000 elettori non sono numeri da ignorare. Eppure bastava davvero poco: una volta deciso cosa si voleva fare di Ampugnano (non con le chiacchere, ma con i progetti) si doveva dare l’opportunità alla popolazione di conoscere le intenzioni e, successivamente, andare al referendum. A seconda del risultato si agiva. Tutto il resto ha costituito una prepotenza che ha dato fastidio a tantissimi cittadini e che ha provocato la costituzione della Lista Civica. L’affronto finale, se posso permettermi, è stato evitare le primarie e ricandidare Alessandro Masi a sindaco, facendo cadere quella goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ci sarebbe molto da dire anche sulla propaganda elettorale fatta contro la Lista Civica ma, per come la vedo io, in amore e guerra tutto (o quasi) è lecito e le elezioni sono una guerra. Magari, però, da un grande partito come il PD che ha forti consensi, certi messaggi isterici potevano essere evitati.

A livello provinciale mi auguro che Simone Bezzini sappia guardare avanti, puntando sul riciclo che non sugli inceneritori, sulle ferrovie e sulle strade più che su aereoporti, su fonti energetiche rinnovabili più che sul geotermico (che sta distruggendo l’Amiata e le sue falde acquifere). E, soprattutto, essere l’amministratore dei cittadini e non delle lobby.

A questo punto però è l’ora di mettere da parte il risentimento e guardare avanti. Come hanno anche detto il Bezzini e la Meloni, questa emorragia di voti deve far riflettere. E vediamo se, tra 5 anni, potrò tornare a votare con meno rabbia.

Scusate se questo post può sembrare uno sfogo ma non ho intenzione di scrivere ancora su queste elezioni. Percui prendetevi tutto insieme e finiamola quì !