Perché a Siena manca un Centro per il Riuso ?

Ho letto divertito la lettera del cittadino sul “baratto di spazzatura” avvenuto a Radda in Chianti, con tanto di foto.

Oltre all’encomiabile atto di denuncia pubblica da parte dell’autore della lettera sulla vergogna dell’abbandono dei rifiuti nell’ambiente, ad opera di incivili, il “baratto” raccontato dimostra ancora una volta l’assenza delle Istituzioni pubbliche nella corretta ed oculata gestione del ciclo di vita dei beni.

Talvolta infatti siamo abituati a chiamare -ed a trattare- “rifiuti” anche beni e oggetti ancora funzionanti, dei quali però non abbiamo più bisogno. Beni che possono essere riutilizzati e proseguire la loro “vita” a casa di qualcun altro, salvaguardando l’ambiente. Del resto, il successo dei tanti “mercatini dell’usato” (che sono, però, vere e proprie attività imprenditoriali) dimostra come dietro il riuso e recupero dei beni vi sia molto interesse.

Negli anni passati ho più volte provato a sollecitare anche l’Amministrazione di Siena, quando ero Consigliere Comunale, nella creazione di un Centro comunale per il Riuso: un luogo dove i cittadini possono lasciare oggetti ancora utilizzabili di cui non hanno più bisogno, senza doverli necessariamente gettare (o, peggio, abbandonare nell’ambiente !).

Questi “Centri per il Riuso”, ormai presenti in molti comuni italiani, hanno come scopo primario la riduzione della produzione di rifiuti da inviare a trattamento o smaltimento, che come purtroppo ben sappiamo, hanno un costo molto alto a carico della collettività (la TARI….). Inoltre favoriscono il riuso di materiali ed oggetti ancora ri-utilizzabili prolungandone il ciclo di vita e creano una struttura di sostegno per fasce sensibili della popolazione, rendendo disponibili beni usati ancora in condizioni di essere efficacemente utilizzati per gli usi, gli scopi e le finalità originarie. Sono inoltre una interessante opportunità di lavoro per persone disoccupate, disabili o svantaggiate.

Questi “Centri del Riuso” potrebbero anche agevolare le imprese e le aziende sul fronte dei beni elettronici e informatici (i rifiuti RAEE), che hanno costi e procedure per lo smaltimento molto onerose: spesso, infatti, si tratta di materiale elettronico e/o informatico ancora utilizzabile !

Vorrei quindi approfittarne, molto umilmente e da semplice cittadino, per sollecitare la nuova Amministrazione ad adoperarsi per stimolare la nascita di un Centro Comunale per il Riuso, dimostrando finalmente, con atti concreti, la volontà di tutelare il nostro prezioso ambiente.

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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