Un canale Telegram per promuovere il proprio blog

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Tra le svariate innovazioni implementate dal sistema di messaggistica istantanea Telegram, ci sono i canali: chat a cui ci si può iscrivere ma dove può pubblicare i contenuti solamente l’amministratore (o più di uno), ideali per il broadcasting di contenuti come notizie, eventi o semplicemente per informare i propri amici/follower di un nuovo articolo sul nostro blog.

Sono già nati migliaia di canali su ogni tipo di argomento, tanto da favorire la nascita di portali web dedicati proprio a questo strumento, come Telegram Italia, ed anche testate della portata di Wired hanno scelto di avvalersi anche di questa opportunità per promuovere i suoi contenuti.

Anche il mondo politico si è accorto di questo strumento per promuovere i suoi comunicati, come ad esempio ha fatto il Blog delle Stelle (al secolo “Blog di Beppe Grillo“) attraverso il suo omonimo canale Telegram, che già raccoglie più di 6700 iscritti.

Come fare per costruire il proprio canale ?

Come prerequisito fondamentale è necessario installare un client Telegram (disponibile su una moltitudine di piattaforme, da Windows a Linux a Mac OS, passando per iPhone e Android…), da qui: telegram.org/apps

Una volta installato ed effettuato l’accesso, attraverso il codice di conferma inviato via SMS, siamo pronti a creare gratuitamente il nostro canale.

Gli screenshots che seguono sono stati fatti sul client Telegram per Android ma immagino siano simili a tutti gli altri:

Nell’esempio, vediamo come tra gli amministratori del canale “Il Blog di Michele Pinassi” vi sia anche un BOT: ZerozoneBot. Il motivo ve lo spiegherò più avanti.

Sui BOT di Telegram ho già scritto un articolo, che trovate a questo link: Bot di Telegram. I BOT sono sistemi automatici per interagire con gli utenti di Telegram e si riconoscono dal suffisso “bot” al nome utente.

Ok, ho il mio canale. E ora ?

Un canale è semplicemente uno strumento di comunicazione: deve esserci sia chi produce contenuti (gli Amministratori) che chi è interessato a riceverli (i Membri del canale). Ovviamente uno dei passaggi da fare è aggiungere almeno i propri amici, nella speranza che gradiscano i nostri contenuti. Come ulteriore passaggio possiamo chiedere di aggiungere il nostro canale ad una delle directory dedicate, come quella che ho già citato (TelegramItalia.it) o anche altri di respiro internazionale (Channels 4 Telegram, Telegram Channels Catalog, Bot Family….).

A questo punto però entrano in gioco i contenuti: un canale può essere dedicato alla promozione degli articoli del proprio blog, di “foto del giorno”, delle previsioni meteo etc etc etc… ricordando ovviamente che si tratta di uno strumento monodirezionale, nel quale gli utenti non possono interagire (ma possono abbandonarci).

E se voglio semplicemente collegare il mio blog ?

Qui entra in gioco il motivo della presenza di un BOT tra gli amministratori del mio canale: la pubblicazione degli articoli del mio blog.

Per farlo ho la necessità di avvalermi di uno strumenti di connessione, come ad esempio 4bl.it, che gratuitamente permette di collegare WordPress a un BOT Telegram, che sarà utilizzato per pubblicare -ad esempio- sul mio canale (a questa pagina un elenco dei canali gestiti da questo strumento, se volete avere idea del suo funzionamento).

Per la creazione di un BOT rimando al mio già precedentemente citato articolo in merito: Bot di Telegram

Conclusioni

Telegram, a differenza di Whatsapp, promuove ed incoraggia gli utenti a sviluppare strumenti innovativi su questo strumento di messaggistica istantanea. Niente di nuovo, per carità: chi come me ricorda IRC, ben rammenterà gli innumerevoli bot che gestivano i canali della rete di Internet Relay Chat. Tuttavia nel mondo delle App e della messaggista istantanea multimediale (su IRC non era possibile allegare video, documenti o foto), Telegram rappresenta sicuramente uno strumento molto versatile ed innovativo. Se diventerà una killer application è ancora presto per dirlo: le potenzialità ci sono tutte, vedremo come risponderanno gli utenti.

 

 

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: