Qualche buon motivo per togliere l’app di Facebook dallo smartphone…

“Downloaded my facebook data as a ZIP file. Somehow it has my entire call history with my partner’s mum”

Il caso Cambridge Analytica ha sollevato nell’opinione pubblica il problema della raccolta e gestione dei nostri dati personali, mostrando come molti servizi web (gratuiti) in realtà sfruttano in modo quasi maniacale qualsiasi nostra attività ed azione per scopi commerciali (e non solo).

Dati che, sia chiaro, siamo noi stessi che forniamo (ed accettiamo di fornire, a fronte di contratti d’uso “EULA” che in pochissimi si prendono la briga di leggere e di capire…) al gestore, attraverso l’utilizzo degli strumenti messi gratuitamente a disposizione.

L’app. di Facebook è una di queste: la installiamo per comodità, insieme a Messenger, perché offre una esperienza completa al popolare social network e ci consente, quindi, di rimanere sempre aggiornati su cosa pubblicano i nostri amici. Se non fosse che, in fase di installazione, accettiamo che l’app di Facebook possa accedere ad alcune funzionalità del nostro smartphone, in particolare (dalla pagina dell’app. Facebook su Google Play):

Cronologia app e dispositivo
  • recupero applicazioni in esecuzione
Identità
  • individuazione account sul dispositivo
  • aggiunta o rimozione account
  • lettura scheda contatto personale
Calendario
  • lettura di eventi di calendario e di informazioni riservate
  • aggiunta o modifica di eventi di calendario e invio di email agli ospiti a insaputa dei proprietari
Contatti
  • individuazione account sul dispositivo
  • lettura contatti personali
  • modifica dei contatti personali
Posizione
  • posizione approssimativa (basata sulla rete)
  • posizione precisa (GPS e basata sulla rete)
SMS
  • lettura messaggi di testo personali (SMS o MMS)
Telefono
  • chiamata diretta n. telefono
  • lettura del registro chiamate
  • lettura stato e identità telefono
  • scrittura del registro chiamate
Foto/elementi multimediali/file
  • lettura dei contenuti dell’archivio USB
  • modifica/eliminazione di contenuti dell’archivio USB
Spazio di archiviazione
  • lettura dei contenuti dell’archivio USB
  • modifica/eliminazione di contenuti dell’archivio USB
Fotocamera
  • acquisizione di foto e video
Microfono
  • registrazione audio
Informazioni sulla connessione Wi-Fi
  • visualizzazione connessioni Wi-Fi
ID dispositivo e informazioni sulle chiamate
  • lettura stato e identità telefono
Altre
  • download file senza notifica
  • regolazione dimensioni sfondo
  • ricezione dati da Internet
  • visualizzazione connessioni di rete
  • creazione account e configurazione password
  • lettura statistiche batteria
  • invio broadcast permanenti
  • modifica della connettività di rete
  • connessione e disconnessione dal Wi-Fi
  • espansione/compressione barra di stato
  • accesso di rete completo
  • modifica impostazioni audio
  • lettura impostazioni di sincronizz.
  • esecuzione all’avvio
  • riordinamento applicazioni in esecuzione
  • impostazione sfondo
  • visualizzazione sopra altre app
  • controllo vibrazione
  • disattivazione stand-by del dispositivo
  • attivazione e disattivazione della sincronizzazione
  • aggiunta di scorciatoie
  • lettura della configurazione del servizio Google

Spesso e volentieri non siamo consapevoli di ciò a cui diamo accesso. Semplicemente clicchiamo su “ACCETTA” perché, altrimenti, l’app non funziona. E quindi, accettiamo l’intromissione, spesso molto pesante, nella nostra vita privata. Se ne è accorto, ad esempio, Dylan McKay che, con un tweet, denuncia la registrazione di tutte le sue telefonate, SMS compresi, effettuati con il suo smartphone.

E non è l’unico: Dylan Curran, sempre attraverso Twitter, ci mostra l’enorme quantità di dati personali che vengono raccolti da Google e Facebook…

Probabilmente, adesso, vi starete preoccupando. E vi starete anche domandando come fare per evitare che molti aspetti della vostra vita privata siano memorizzati e conservati da aziende private. Si tratta, a questo punto, di accettare un compromesso: se vogliamo usare i servizi (gratuiti) messi a disposizione da Google e Facebook, in qualche modo dobbiamo accettarne le clausole. Ma possiamo, comunque, mitigare la quantità di dati che forniamo loro, ad esempio evitando di installare le applicazioni che richiedono un accesso eccessivamente invasivo al nostro smartphone e relativi dati (posizione, telefonate, SMS, applicazioni installate…) oppure seguendo alcune indicazioni segnalate proprio da Facebook: Fact Check: Your Call and SMS History

Ad esempio, personalmente, per Facebook, utilizzo ormai da mesi l’app. SlimSocial che, a differenza dell’app. ufficiale, richiede molte meno autorizzazioni. Per Google, soprattutto se avete uno smartphone Android, è davvero difficile limitare l’invasività: tuttavia possiamo limitare la quantità di dati personali inviata, disattivando alcune opzioni dalla voce “Privacy ed emergenza” nelle impostazioni del terminale.

Concludendo, senza voler fare del terrorismo psicologico, ognuno di noi deve meditare sull’invasività che è disposto ad accettare sulla sua vita privata. E comportarsi di conseguenza.

AGGIORNAMENTO — per gli utenti del popolare browser Firefox è da pochi giorni disponibile l’estensione Facebook Container che:

Prevent Facebook from tracking you around the web. The Facebook Container extension for Firefox helps you take control and isolate your web activity from Facebook.

Suggerisco caldamente di installarla.

— In copertina, DynaTAC 8000x, the first commercially available cell phone, 1983, and his inventor Martin Cooper, da /r/HystoryPorn

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e da giugno 2013 è Consigliere Comunale capogruppo Siena 5 Stelle.

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2 Risposte

  1. Simone Biagini ha detto:

    Oppure più semplicemente negare le autorizzazioni all’app 🙂

  2. Marco Costanzo ha detto:

    Michele, conosci il browser Ecosia? Cosa ne pensi?

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