Perché un modem “libero” è meglio

«quando accedono a Internet, gli utenti finali dovrebbero essere liberi di scegliere tra vari tipi di apparecchiature terminali, quali definite nella direttiva 2008/63/CE della Commissione. I fornitori di servizi di accesso a Internet non dovrebbero imporre restrizioni all’utilizzo di apparecchiature terminali che collegano alla rete oltre a quelle imposte dai fabbricanti o dai distributori di apparecchiature terminali conformemente al diritto dell’Unione»

Le parole contenute al comma 5 del Regolamento europeo 2015/2120 lasciano poco margine a dubbi o interpretazioni: gli utenti hanno tutto il diritto di decidere con quale apparato terminale (il modem) connettersi alla Rete internet.

E non è una questione meramente economica (perché essere costretti a noleggiare un apparato ?): è questione di sicurezza !

Il modem/router ADSL infatti, come ogni apparato di rete attivo, contiene al suo interno un vero e proprio “mini-computer, con tanto di processore, RAM e sistema operativo, che molto spesso è basato su un sistema GNU/Linux minimale (“embedded“, come ad esempio OpenWRT). E quindi, come ogni sistema informatico, può contenere backdoor (magari governative) oppure essere modificato in maniera malevola, ad esempio trasformandolo in uno zombie per qualche botnet.

Oppure, molto semplicemente, come ad esempio è avvenuto in Brasile nel 2012 colpendo milioni di dispositivi, il vostro router può farvi cadere in qualche truffa sfruttando una tecnica chiamata DNS Hijacking.

All’interno di ogni rete casalinga, infatti, il modem/router ADSL ha un ruolo centrale e fondamentale per il funzionamento degli apparati di rete. Non solo assegna gli IP attraverso il demone DHCP ma si occupa, spesso, anche del relay delle richieste DNS per la risoluzione dei nomi a dominio. A bordo troviamo anche, più o meno evoluti, dei sistemi di firewall con tanto di DMZ, VPN e, in certi casi, pure client VoIP per l’uso con dispositivi analogici come fax o telefoni.

Spesso però, anche perché talvolta non ne siamo i proprietari, trascuriamo l’aspetto della sicurezza di questo importantissimo apparato. Ad iniziare, ad esempio, dalla password: se non viene cambiata, scoprire la password di default di un router ADSL è davvero un gioco da ragazzi, come andare sul sito routerpasswords.com.

Ecco quindi l’importanza di poter avere il nostro proprio router ADSL e poterlo gestire direttamente, come chiesto dai ragazzi promotori dell’iniziativa ModemLibero.it: attraverso una petizione diretta al legislatore, chiedono l’applicazione della direttiva comunitaria per impedire che il provider imponga i propri dispositivi per l’accesso alla Rete.

La petizione è disponibile qui: www.change.org/p/agcom-modem-libero-diritto-a-scegliere-il-proprio-modem-router

 

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e da giugno 2013 è Consigliere Comunale capogruppo Siena 5 Stelle.

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