Il business dei social network

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Si può anche non amarli, ed io sono uno di quelli, ma i social network sono le invenzioni più importanti degli ultimi anni.

In realtà dovrebbero essere chiamati “servizi di social network” perché questi siti web, o “portali” (come qualcuno ama chiamarli, nostalgicamente), altro non sono che strumenti informatici che mettono in comunicazione le persone che vi sono iscritte, oltre a tutta una serie di servizi aggiuntivi quali condivisione file, creazione gruppi, pagine…

Ne esistono centinaia, oltre ai più blasonati Twitter, Facebook e Google+: LinkedIn, Badoo, NetLog, Vk…

Il loro scopo è semplice: mettere in contatto le persone.

La fortuna, o la sfortuna, di questi servizi dipende esclusivamente dal numero di persone che li usano. Prendete, ad esempio, Facebook: non è lo strumento in sé ad essere importante (o, meglio, lo è ma vediamo dopo perché) ma è il fatto che “ci sono tutti“.

E qui entrano in gioco diversi fattori, tra cui l’importanza dello strumento.

Chi ha visto il film su Facebook, “The Social Network”, ad un certo punto l’inventore di Napster, rivolto a Zuchenberg, dice: “facebook…togli ‘the’, è più pulito…

Sembra banale ma qui sta uno dei fattori chiave del successo di un sito web: la semplicità d’uso.

Sull’usabilità ci sono fior di libri (tra cui suggerisco il sempre attuale “Don’t make me think” di Steve Krug) ed il fatto che uno strumento sia semplice, graficamente accattivante ed utilizzabile in modo intuitivo ne decreta, in un certo qual modo, il successo.

L’effetto “valanga”, sul quale si basano i social, è proprio questo: più persone si iscrivono, più si iscriveranno altre.

L’effetto, per alcuni dei social più grandi, è talmente importante che il vero prodotto è diventato l’enorme quantità di contenuti che, quotidianamente, gli utenti vi postano sopra. Tanto da diventare vera e propria merce, i “dati”, ed essere quotati in borsa.

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Nei social network sono i “dati” il vero obiettivo e gli utenti il vero prodotto. Consumatori e produttori di dati, che però rimangono inesorabilmente nelle disponibilità della società che li gestisce e che, analizzandoli, può capire molte cose su di noi:

[youtube width=”602″ height=”350″ video_id=”qYnmfBiomlo”]

Oltre ai dati, una bella fetta del business è rappresentato dalla pubblicità: con tutti questi utenti che visualizzano le pagine web del social, è indubbio che il proprio marchio in bella vista rappresenti uno strumento di promozione molto ghiotto.

Quindi: l’utente inserisce i propri dati (foto, video, informazioni, link…) che attirano la curiosità e vengono condivisi o semplicemente visualizzati da altri utenti, creando relazioni che rendono possibile capire molto su di noi (avete notato la pubblicità di Google come cambia a seconda delle ricerche che facciamo ?). Inoltre, a rendere ancora più ghiotta la torta, la possibilità di vendere spazi pubblicitari a pagamento.

Un business da miliardi di dollari…ed ecco perché c’è così tanta attenzione al prodotto, a renderlo sempre più accattivante, usabile, diffuso: anche i piccoli cambiamenti all’interfaccia, al colore, alla collocazione degli elementi sono parte di una ben precisa strategia di marketing nella quale, quotidianamente, milioni di persone “cadono”.

Con questo certo non voglio negare anche l’importanza che rivestono questi strumenti, come la velocità di diffusione delle notizie e l’interattività che, fino a pochi anni addietro, era impensabile.

Tuttavia è opportuno essere consapevoli che, quando siete sul sito di un social network, il prodotto siete voi.

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e da giugno 2013 è Consigliere Comunale capogruppo Siena 5 Stelle.

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Una risposta

  1. 22/01/2015

    […] come già ho scritto in altri post sul tema del social network, l’importante è aver chiaro alcuni […]

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