Google Play Protect

“L’uomo medio non vuole essere libero. Vuole essere sicuro.”
Henry Louis Mencken

Dopo la notizia che sul repository ufficiale delle app di Google, Play Store, sono state scoperte applicazioni contenenti codice malevolo (come per il malware Xavier, rilevato in oltre 800 app presenti su Google Play Store), il grande “G” è corso ai ripari.

Che il team di sviluppo di Android fosse particolarmente attento alla sicurezza lo dimostrano anche i numerosi “Security rewards”, con ricchi premi in denaro per tutti gli scopritori di falle nel codice.

Così, anche per l’annoso problema delle app, soprattutto quelle scaricate dal repository ufficiale di Google, è stato introdotto lo strumento Google Play Protect, presente automaticamente in molti smartphone Android che hanno ricevuto almeno l’ultima patch di sicurezza Android del 1 marzo 2017 (verificate da Impostazioni→Info sul Dispositivo→Info Software).

Per verificare l’operato di Play Protect dovete andare, dal vostro smartphone, sul menù Impostazioni→Google→Sicurezza→Verifica App per visualizzare la schermata qui accanto, dove oltre a confermare la funzionalità dello strumento, visualizzerete anche le ultime applicazioni sottoposte ad analisi e lo stato di sicurezza del vostro smartphone.

Per concludere, ricordo alcune buone pratiche per l’uso del proprio smartphone:

  • conservare l’IMEI dello smarphone e l’ICCID della scheda sim: saranno dati importantissimi in caso di furto o smarrimento dello smartphone;
  • non installare applicazioni sospette provenienti da repository di terze parti o scaricati da siti non ufficiali: potrebbero contenere malware che, segretamente, rubano le tue informazioni (foto, rubrica, dati…) per comunicarle a terzi;
  • disinstallare le applicazioni che non vengono utilizzate: occupano spazio e impegnano risorse CPU e RAM, degradando le prestazioni del dispositivo;
  • mantenere aggiornato il sistema operativo e gli applicativi;
  • installare un sistema di sicurezza antifurto, come Cerberus, che permette la localizzazione del telefono a distanza (e l’eventuale cancellazione dei dati contenuti);
  • evitare l’acquisto di smartphone che contengono troppo bloatware, privilegiando le aziende che distribuiscono il sistema operativo senza inutili fronzoli, spesso dannosi;

Stay safe !

 

 

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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