Google Inbox

Attenzione ! Questo articolo è stato scritto più di due anni fa. Ti prego quindi di considerare che le informazioni riportate potrebbero non essere aggiornate o non più valide.

Il grande fratello Google mi ha gentilmente informato che la mia richiesta è stata accettata e da oggi posso iniziare ad usare Google Inbox, la nuova “casella di posta che lavora per te“. Così ho accettato di dirigermi verso inbox.google.com e scoprire le novità in serbo per me (ed altri milioni di account gmail).

Ammetto che, sin dal primo impatto, ho fatto fatica ad orientarmi: normale, dopo anni di abitudine a GMail (del quale, lo ammetto, sono veramente soddisfatto), trovare un layout diverso, un ibrido tra Google Docs e Google Plus, mi ha destabilizzato.

Scrivo queste righe prima ancora di aver capito come funziona: a quanto sembra, Inbox raggruppa ed organizza le mie mail secondo i miei gusti e secondo principi predefiniti (già lo faceva GMail): Social, Viaggi, Finanze, Acquisti, Promozioni…

Oltre a questo, su Inbox è possibile creare dei “Promemoria” che compaiono sia nella sezione specifica che nella home page di Inbox. Immagino che, per i dispositivi Android compatibili (4.1 e successivi) con la relativa app Google Inbox, i promemoria forniscono una valida alternativa a Google Keep (non conoscevi Google Keep ?!?!?) ed altre simili applicazioni.

Comunque, Google Inbox rappresenta l’ennesimo esperimento -dopo GMail- per evolvere quella che rappresenta ancora la killer application di Internet: la posta elettronica, sempre più soppiantata dagli Instant Messaging (anche se esistono da decenni… ricordate C6 ?) ma sempre strumento di lavoro e di comunicazione indispensabile.

Certamente sarà difficile riuscire a rivoluzionare uno strumento ormai ampiamente consolidato ma “Big G” ci sta provando ed è giusto rendergliene merito.

P.S: Ho 3 inviti per Google Inbox… interessano a qualcuno ?

 

Michele Pinassi

Blogger, appassionato di tecnologia, società e politica. Attualmente Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena ed esperto di sicurezza informatica nello staff del DPO. Utilizza quasi esclusivamente software libero.

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3 Risposte

  1. Daniele Bandini ha detto:

    Ciao Michele, se puoi invitarmi mi fa piacere!
    E grazie, pur essendo un discreto utilzzatore degli strumenti di Google, non conoscevo Keep!!!

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