A proposito del parametro “fbclid” sui link in uscita da Facebook

“Non c’è nessuno da seguire, non c’è nulla da copiare.”
Sir Richard Branson

Avete notato che da qualche tempo tutti i link in uscita da Facebook (articoli di giornale, siti web….) hanno un parametro “fbclid” nella URL?

A quanto è lecito supporre, si tratta di un nuovo modo per tracciare i legami tra gli utenti, analizzando chi accede ai link condivisi da altri.

Quando condividiamo un link trovato su Facebook in altre piattaforme, come ad esempio WhatsApp, Telegram o posta elettronica, questa “chiave” univoca permette al social network di capire i legami tra le persone anche al di fuori della sua piattaforma.

Confusi? Ecco un esempio

Trovo un link interessante su Facebook e lo condivido in una chat di amici. Questo link ha il parametro “fbclid” incluso (https://qualcosa.it/bla-bla-bla?fbclid=IwAR3O0b7OgLP_ADvGytFp0R88pPELpWGXmDUVDCp37GiTXb-ppHKC112NaJo) ed alcuni miei amici, incuriositi, cliccano sul link per vedere di cosa si tratta. Attraverso i vari sistemi offerti da Facebook (che sia una “Like box” o un pulsante “Condividi“…), questo codice univoco arriva ai loro sistemi e permette loro di abbinarmi a tutti coloro che hanno cliccato sul link.

Come indicato dal sito web fbclid.com, “fbclid” infatti potrebbe essere l’acronimo per Facebook Click Identifier, in analogia al gclid di Google.

L’ennesimo, non l’unico

Questo nuovo potenziale strumento di indagine delle interazioni tra persone si unisce, ovviamente, a tutti gli altri già presenti sul Web (tra l’altro, a fare da padrone in questo settore è Google), con evidenti ripercussioni con la nostra privacy.

Se infatti fino ad ora la condivisione dei link tra medium diversi era comunque, in qualche modo, preservata da possibili tracciamenti, con questo strumento Facebook riesce a tracciarci anche al di fuori dei canali tradizionali, estendendo il monitoraggio anche sulle chat e instant messenger (Telegram, Whatsapp…).

Dovremmo preoccuparci?

In realtà dovremmo già essere preoccupati da un bel po’ di tempo, almeno da quando il Web ha iniziato ad essere letteralmente infestato di trackers e cookies che mantengono traccia di ogni nostra visita e click.

Chi segue queste pagine sa quanto ho parlato del tema della privacy e della necessità di tutelarsi, per quanto possibile.

Questo ulteriore meccanismo non fa altro che continuare a consolidare la posizione dominante di Facebook e Google nel mercato di raccolta e profilazione dei dati personali di tutti noi, utenti del Web. Grazie anche a noi, che – spesso felicemente e inconsapevolmente – continuiamo a fornirglieli.

Difendersi

Per rispetto a tutti i nostri amici, dovremmo fare lo sforzo di rimuovere il parametro fbclid da tutti i link che condividiamo nelle nostre chat. Capisco che è un lavoro antipatico ma, per il momento, non c’è altra soluzione per evitare di fornire a Facebook ulteriori informazioni sulle nostre relazioni virtuali.

Se usate Google Chrome, potete installare l’estensione Kill fbclid. Per Mozilla Firefox potete usare la comoda estensione Facebook container

P.S. Avvertite tutti quelli che conoscete! La privacy non è un fatto personale: riguarda tutti noi!

(Visitato in totale 25 volte, oggi 1 visite)

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.