Ho provato la Nissan Leaf, 100% elettrica, per 2 giorni: ecco come è andata.

“Voglio rendere l’elettricità così economica che solo i ricchi si potranno
permettere il lusso di utilizzare le candele.”
Thomas Alva Edison

Ho provato, grazie alla possibilità di test drive offerto dalle concessionarie Nissan, la nuova Nissan Leaf Tekna 40kWh per 2 giorni. Per chi non lo sapesse, si tratta di un veicolo 100% elettrico. È l’auto elettrica più diffusa in Europa e ne hanno venduti moltissimi esemplari (soprattutto nel nord Europa). Per questo, dopo aver letto svariate recensioni in merito ed essere particolarmente incuriosito, ho deciso prima di andarla a vedere e poi, cogliendo l’opportunità, anche di provarla liberamente per 48 ore.

TL;DR Una gran bella macchina, comoda, confortevole e godibilissima. Bella anche da vedere. Perfetta per un uso quotidiano su tragitti medio-brevi. I numeri “reali”, da quanto ho avuto modo di vedere, sono diversi da quelli riportati nelle varie brochure. Compresi i tempi di ricarica.

Premetto subito che non sono un esperto di motori o di veicoli. Il mio approccio alle auto è molto pragmatico: sono strumenti per soddisfare le esigenze di mobilità. Niente di più. Non ho da metterla in salotto, anche se l’occhio vuole la sua parte, e sono attento ai costi di acquisto e di manutenzione.

In questi 2 giorni, che in realtà sono stati poco più di un giorno mezzo, ho percorso circa 300 km ed effettuato due ricariche: una da casa, la sera, e l’altra alla colonnina di ricarica rapida di Enel-X, pagando con PayPal attraverso l’app JuicePass.

All’inizio, passare dalla guida della mia Toyota Yaris D-4D a quella della Nissan Leaf è stato un po’ destabilizzante: non sono abituato a tutta questa tecnologia in auto, così come alla mancanza della frizione e della leva del cambio, sostituita da una specie di joystick. Ma mi sono abituato in fretta, tanto che già dopo pochi chilometri, comodamente seduto nella poltrona di guida, mi godevo il rilassante silenzio della trazione elettrica modulando la pressione sull’unico pedale necessario: l’acceleratore.

Sono rimasto stupito da quanto poco abbia usato il freno. Solo in poche situazioni di emergenza, se così posso chiamarle, mi son trovato costretto a schiacciare il freno. Altrimenti, il freno motore con il recupero dell’energia è più che sufficiente a far rallentare, e arrestare, l’auto. Con tanto di start&stop incluso e automatico che, soprattutto ai semafori in salita, rende la partenza particolarmente piacevole e senza stress.

Anche se il peso del veicolo, oltre 1500kg, si percepisce chiaramente, il baricentro basso mantiene il veicolo in strada con una piacevole sensazione di sicurezza e stabilità. Anche nei percorsi misti, con curve e saliscendi, l’auto scivola veloce e silenziosa senza sbavature: una vera soddisfazione! Quando poi ho scoperto la modalità “non Eco“, lì tutti i 150CV del motore elettrico mordono la strada con grinta, mantenendo precisione e stabilità di guida. I consumi, ovviamente, salgono di conseguenza.

A proposito di consumi, ho notato come siano fortemente influenzati dallo stile di guida. All’inizio, nelle prime decine di km dove non avevo ancora compreso come questo veicolo deve essere guidato, i consumi erano piuttosto alti. È stato illuminante capire come il trucco per ottimizzare i consumi sia evitare strappi, rapide (e spesso inutili) accelerate e mantenere il più possibile una andatura costante e lineare.

La percorrenza massima con le batterie da 40kWh cariche al 100% e in perfette condizioni è stimata, dal computer di bordo, in 260 km. Autonomia sufficiente per spostamenti medio-brevi, in particolare su strade urbane ed extraurbane. In autostrada è più difficile riuscire ad avere consumi ottimali, erodendo velocemente i km residui. Anche il climatizzatore e i fari incidono, anche se marginalmente, sulla percorrenza: il display segnala di quanto e fornisce consigli su come aumentarne le prestazioni.

La ricarica è forse l’aspetto dolente di questa meravigliosa tecnologia. Comune a tutte le auto elettriche, l’attuale scarsità delle infrastrutture di ricarica è un problema non trascurabile: ogni spostamento deve essere ponderato con attenzione, consultando le mappe (ormai dettagliatissime, con informazioni sullo stato, sull’occupazione delle colonnine etc etc….). Oltre al navigatore di bordo, che si aggiorna automaticamente o su richiesta, ci sono portali come A Better Route Planner che aiutano a pianificare con precisione gli spostamenti più impegnativi.

Ci sono poi le app dei circuiti di ricarica, come la già citata JuicePass di Enel-X, che mostra la collocazione e lo stato, in tempo reale, delle colonnine di ricarica. I costi di ricarica alle colonnine non sono molto convenienti: 0,50€/kWh, che si è tradotto in circa 8€ di elettricità e 1h e 20m di attesa per ricaricare da circa il 65% al 100% a una colonnina a ricarica rapida da 50kWh. Che tanto “rapida” -a essere sinceri- non è stata.

Per avere un termine di paragone, i costi di ricarica da casa, con una normale presa schuko da 25A, sono di circa 0,20€ a kWh. E impiega dalle 8 alle 11 ore per la ricarica completa.

Facendo due conti della serva, una ricarica completa (40kWh) da casa al costo di 0,20€/kWh costa circa 8€. A una colonnina Enel-X a ricarica rapida, a 0,50€ al kWh, costa 20€. Con questa cifra si riesce realisticamente a percorrere più o meno 230-240km. Tanto per fare un velocissimo e grossolano paragone, la mia Yaris D-4D diesel da 25km/lt, considerando un costo del diesel a 1,3€ al lt, percorre la stessa distanza con 12,50€ circa di carburante. Con una auto a benzina economica, con un consumo medio di 20km/lt e un costo della benzina di 1,5€/lt, il costo totale per 240km sale a 18€.

Colonnina di ricarica presso Lidl

Iniziano anche a comparire, presso alcuni supermercati e centri commerciali, colonnine di ricarica (anche gratuite) per i clienti: la Lidl, ad esempio, ha una colonnina e due postazioni di ricarica per chi si ferma a fare la spesa.

La questione “ricarica” è un mondo in espansione, con circuiti, tipologie e tariffe di ogni tipo. Per comprenderla, ho trovato grande aiuto da guide come questa: Guida completa 2020 alla ricarica dell’auto elettrica – MotorBox

Presa CHAdeMO di ricarica rapida

La mia prima esperienza con una colonnina di ricarica pubblica, quella “rapida” di Enel-X, è stata soddisfacente e non ha comportato particolari difficoltà. Una volta scaricata l’app JuicePass, ci si può registrare o proseguire come ospite (suggerisco di registrarsi), indicando una modalità di pagamento (Carta di Credito o PayPal). A quel punto, dopo aver verificato la compatibilità della presa (la Nissan Leaf ha CHAdeMO), si attacca il cavo e dall’app si avvia la ricarica. Al termine, arriverà sia l’addebito che regolare fattura.

Questa prova su strada, anche se per pochissimi giorni, mi ha comunque permesso di comprendere meglio il mondo della guida 100% elettrica, con tutti i suoi vantaggi e criticità.

Tra i fattori che più mi hanno entusiasmato c’è indubbiamente l’estrema rilassatezza e comodità della guida: l’erogazione del motore elettrico è fluida, dolce, silenziosa e senza strappi. La coppia bassissima la rende comodamente manovrabile anche durante le operazioni di manovra dentro un parcheggio o aree di sosta, a bassa velocità. Non avere molti organi in movimento, inoltre, riduce le parti soggette a usura e guasti (quello che non c’è, non si rompe!). Anche l’uso limitatissimo dei 4 freni a disco ne prolunga la vita e ne riduce i costi, usura dei pneumatici inclusa. E non ho parlato dei vantaggi ambientali di potersi muovere su di un veicolo a emissioni zero (p.s. proprio oggi la Corte di giustizia dell’Unione europea ha sentenziato che, tra il 2008 e il 2017, il nostro Paese ha superato in maniera “sistematica e continuata” le norme sulla qualità dell’aria)

Tra gli svantaggi che ho percepito, oltre al prezzo di acquisto decisamente impegnativo, ci sono le carenze infrastrutturali, i costi non proprio economici della ricarica fuori casa e, mi spiace doverlo dire, la maleducazione di certi automobilisti che occupano indebitamente gli spazi riservati alla ricarica dei veicoli.

Concludendo, sono convinto che l’elettrico rappresenterà il futuro prossimo dell’automobile. Se in molti Paesi del nord Europa è ormai consolidato (ad Amsterdam quasi tutte le auto erano elettriche), in Italia questa tecnologia fatica ad attecchire probabilmente anche a causa delle già citate carenze infrastrutturali, oltre che a una atavica repulsione diffusa per le nuove tecnologie. Penso che non sarebbe male se il Governo stimolasse aziende e imprese, iniziando magari da quelle pubbliche, a favorire la mobilità elettrica per i loro dipendenti, offrendo magari postazioni di ricarica a prezzi convenienti durante la sosta nell’orario di lavoro (sfruttando, perché no, gli impianti fotovoltaici). L’aumento dei veicoli elettrici in circolazione stimolerebbe l’ampliamento e la diffusione delle infrastrutture, favorendo la concorrenza tra operatori e abbattendo i costi di ogni kW di energia. Energia che, lo ricordo, può essere generata anche attraverso modalità rispettose dell’ambiente, come i pannelli fotovoltaici.

Altri articoli e siti interessanti sul tema, che mi hanno aiutato a capire e meglio percepire questo affascinante settore:

Spero che queste mie impressioni e riflessioni possano aiutarvi a fare la scelta più giusta per voi. Sarei felice di conoscere la vostra esperienza “100% elettrica” lasciando un commento qui sotto!

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2 comments
  1. Ciao Michele, la differenza tra i paesi del Nord Europa ed il nostro è sicuramente da ricercare oltre che nella carenza di infrastrutture o nel mind set poco propenso alla nuova tecnologia , anche in problemi geografici e urbanistici. Siamo un paese pieno di sali scendi ( i Paesi Bassi invece no) ed inoltre pensare di ricaricare l’auto sotto casa può andar bene per un piccolo centro dove il piano urbanistico lo permette o in quelle zone dove tutti hanno casa con garage…. immagina città grandi come Roma , Napoli , Milano ecc.. con un tasso di auto elettriche già del 30 o 40%…. inimmaginabile… comunque bell’articolo !

    1. E’ vero che ci sono anche altri fattori da considerare, come la topografia del territorio e il contesto urbanistico. Ma posso assicurarti che proprio nei saliscendi e nei percorsi misti la Leaf ha dato il meglio di sé, con un propulsore sempre sveglio anche nelle salite più impegnative (e le ho fatte, come la c.d “piaggia della scimmia”). Nelle discese, grazie all’ePedal, recupera energia. Paradossalmente, quindi, proprio le nostre zone sarebbero ottimali per le auto elettriche, a differenza dei motori termici che nei cambi di ritmo talvolta faticano un po’. Detto questo, per le grandi città la sfida sarebbe quella di riuscire a fare a meno, o quantomeno limitare, l’uso dei mezzi privati. Puntare su mobilità in sharing o pubblica, anche lì elettrica (per ridurre le emissioni inquinanti, grande problema delle metropoli).

      Grazie per il tuo feedback e riflessione 😉

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