Canon EOS M10

Stanco di dover sempre trasportare dietro la mia pesante attrezzatura fotografica anche per una rilassante passeggiata in campagna, ho deciso di vendere la reflex di scorta (una Canon EOS 1100d, che usava più che altro mia moglie) per sostituirla con una mirrorless (che userà sempre mia moglie).

La scelta è ricaduta sulla serie ‘M’ di mamma Canon, in particolare per la possibilità di riutilizzare –con opportuno adattatore– gli obiettivi EF che già ho.

Questa famiglia di ‘MILC’ (Mirrorless Interchangeable Lens Camera) è iniziata nel 2012 con la presentazione della Canon EOS M, per poi proseguire con le M2, M3, M10 e M5.

Su questi oggetti non c’è ancora un gran mercato dell’usato. In Italia, in particolare, se ne trova davvero poche ed a prezzi non molto convenienti. Qualcosa di più all’estero, in particolare in UK e Germania, ma i prezzi di spedizione eccessivi vanificano qualsiasi risparmio rispetto ad un eventuale acquisto del nuovo.

Così, valutate le caratteristiche e i prezzi dei vari modelli sia nel nuovo che nell’usato, ho finalmente deciso per la Canon EOS M10, nel kit con obiettivo 15-45 mm IS STM, acquistandola ricondizionata dal Warehouse di Amazon a 300€.

Prime sensazioni e principali caratteristiche tecniche

Arrivata nei rapidissimi tempi di Amazon, ecco tra le mie mani un oggetto decisamente interessante. Più piccola e leggera di quanto immaginassi, già al tocco si percepisce la qualità del materiale e la solidità costruttiva.

Questa 18 MPixel con un potente processore DIGIC 6 offre prestazioni più che adeguate all’utenza non professionale, con un peso ed ingombro minimo. L’AF è di tipo ibrido, a rilevamento di fase, e la sensibilità ISO va da 100 a 12800, estendibile a 25600. Il monitor copre il 100% della visuale immagine e nel corpo macchina è incluso anche il flash. Oltre alle foto, può registrare video in Full HD a 29fps o in HD fino a 50fps (le specifiche tecniche complete sono qui: http://www.canon.it/for_home/product_finder/cameras/digital_slr/eos_m10/specifications.aspx).

Primi scatti

Ammetto di aver avuto qualche difficoltà alla prima accensione: il pulsante power non è facilmente intuibile, essendo “nascosto” all’interno della ghiera superiore di selezione foto/video. Inoltre, all’inizio spiazza un po’ dover “sbloccare” l’obiettivo per metterlo in “posizione di scatto”, ruotandolo mantenendo sollevato il blocco sul corpo dell’obiettivo stesso. Anche l’accesso alle funzioni non è proprio banale, anche per chi -come me- ha già familiarità con i menu di casa Canon. Una occhiata al manuale, almeno per le prime manovre, è necessaria. E qui forse Canon poteva sforzarsi di più.

Abituato al mirino, ai primi scatti è strano dover guardare il display e scattare “il live”. Tuttavia mi sono abituato quasi subito e, per gli amanti dei selfie, la possibilità di “ribaltare” il display è una simpatica opzione. La reattività della macchina, seppur non comparabile ad una reflex semi-pro, è decisamente ottima: impostando gli scatti a raffica, gli oltre 4 fotogrammi al secondo permettono di congelare anche situazioni in movimento.

Comodo il pulsante di REC indipendente, azionabile in qualunque momento, per registrare videoclip senza dover cambiare posizione alla ghiera di selezione. Un po’ più difficile da trovare sul lato destro il pulsante per la connessione ai dispositivi via WiFi (da configurare preventivamente).

Sulla qualità delle immagini molto dipende dall’ottica, pertanto non mi pronuncio. In questo caso, il 14-45mm 3.5-5.6f di serie mi sembra assolvere egregiamente a ottica tuttofare. Di seguito qualche scatto che ho realizzato nella mia prima uscita con la Canon M10 a Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena (e faccio anche un po’ di promozione turistica…).

NB: Le foto non sono state in alcun modo ritoccate. Scattato in priorità di apertura, ISO automatico.

Conclusioni

Per concludere, dopo qualche giorno di utilizzo, la Canon M10 diventa una compagna di viaggio inseparabile. Leggera, comoda e funzionale, entra comodamente in borsa o nello zainetto. La batteria non dura moltissimo, complice anche le dimensioni contenute, pertanto l’acquisto di una seconda diventa quasi necessario.

Un acquisto che, secondo la mia modestissima opinione ed esperienza, vale il costo.

Spero di esservi stato utile e rimango a disposizione per eventuali domande o curiosità.

Michele Pinassi

Nato a Siena nel 1978, dopo aver conseguito il diploma in "Elettronica e Telecomunicazioni" e la laurea in "Storia, Tradizione e Innovazione", attualmente è Responsabile del Sistema telefonico di Ateneo presso l'Università degli Studi di Siena. Utilizza quasi esclusivamente software libero. Dal 2006 si occupa di politica locale e da giugno 2013 è Consigliere Comunale capogruppo Siena 5 Stelle.

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