Ooho, l’acqua da bere senza bottiglia

“Nel nostro Paese ci sono 168 stabilimenti che imbottigliano oltre 300 marche di acqua minerale. Il 61,8 per cento delle famiglie spende 234 euro all’anno per l’acquisto delle bottiglie.”

Siamo il Paese europeo che più consuma acqua in bottiglia, alimentando un business enorme che favorisce esclusivamente i produttori. I dati riportati nel report di Legambiente e Altreconomia “Regioni imbottigliate – L’indagine sul business delle acque in bottiglia in Italia” sono impietosi, soprattutto a fronte del fatto che dai rubinetti delle nostre abitazioni esce perlopiù acqua di ottima qualità, molto migliore di quella che acquistiamo spesso a carissimo prezzo (anche 2-3€ al lt, più della benzina!).

A questo dobbiamo aggiungere le ripercussioni ambientali delle bottiglie di plastica abbandonate ovunque e i costi di smaltimento di quelle correttamente conferite.

Già da qualche tempo, complice anche l’aumento della sensibilità collettiva alle tematiche ambientali, l’industria dell’acqua si è mossa per cercare di apparire più “green“: nei supermercati sono iniziate a comparire bottiglie prodotte con materie plastiche organiche e compostabili.

Si tratta tuttavia di una percentuale risibile rispetto all’enormità dell’impatto delle 2 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica commercializzati ogni anno in Italia (Il ciclo di vita delle bottiglie di plastica (PET)), arrivate addirittura a produrre confezioni da 0,25lt “Ideale per i piccoli, proposta in una bottiglia pratica, grazie alla funzionalità del tappo Pull&Push e facile da utilizzare grazie alla presa squeeze.“: per quanto possa sembrare strano, costa più l’imballaggio dell’acqua contenuta al suo interno (Il ciclo di vita di una bottiglia di plastica, Mondo alla Rovescia).

Se nelle nostre case sarebbe bene impegnarsi a bere l’acqua del rubinetto e/o quella delle “casette dell’acqua” che molte amministrazioni hanno già installato nel territorio, ci sono situazioni in cui è necessario poterla portare con sé.

Interessantissima la soluzione della giovane startup Skipping Rocks Lab, che ha sviluppato il “notpla“, un materiale prodotto da piante e alghe totalmente biodegradabile e commestibile. Si, avete letto bene: commestibile!

Usando il notpla come contenitore per l’acqua, è possibile portare con se delle capsule –battezzate Ooho!da mordere, bere e…mangiare, abbattendo drasticamente l’impatto ambientale.

Questa interessante soluzione è stata usata quest’anno durante la Maratona di Londra dove, citando testualmente l’articolo da Rinnovabili.it, “Solo lo scorso anno, gli organizzatori della maratona di Londra hanno stimato il consumo di 760 mila bottigliette di plastica da parte di corridori e spettatori. A partire dal 2019, l’intento è quello di abbattere il numero a 215 mila bottigliette, di qui, la scelta di sperimentare le capsule biodegradabili Ooho”.

La speranza è che la crescente sensibilità ambientale sappia accogliere simili innovazioni e, insieme alla necessità di tutelare maggiormente la risorsa idrica potabile che è appena lo 0,008% dell’acqua totale del pianeta. Trovo assurdo, infatti, che ancora oggi le case di nuova costruzione non abbiano adeguati sistemi di recupero e riciclo delle acque, continuando a usare acqua di ottima qualità per…lo scarico del water!

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